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venerdì 30 dicembre 2011

Alan Moore e H.P. Lovecraft, una strana coppia

Neonomicon, 2011, copertinaIl nome di Alan Moore è talmente noto da non avere nemmeno bisogno di presentazioni. Dalle origini su Captain Britain passando per il suo famosissimo ciclo che rivoluzionò Swamp Thing e attraversando numerosissimi veri e propri capolavori come V for Vendetta, From Hell, Watchmen, The League of Extraordinary Gentlemen, Promethea e tanto altro, lo scrittore inglese si colloca sicuramente fra i cinque più grandi storytellers contemporanei del mondo del fumetto (scegliete voi gli altri a vostro piacimento).

L’uscita in Italia del suo ultimo lavoro, Neonomicon, la serie strettamente interconnessa con l’universo lovecraftiano della quale pretende di essere insieme una derivazione, una continuazione e un restyling (e da qui il prefisso Neo-), dovrebbe allora costituire un evento estremamente significativo ed epocale, e vieppiù – dato l’argomento – dovrebbe esserlo per gli appassionati di weird e letteratura del soprannaturale. Ma, consentitemi di anticiparlo, mai il condizionale risulta più d’obbligo.

In primo luogo, dunque, che cos’è Neonomicon? Specifichiamolo meglio.

Neonomicon, 2011, tavolaSi tratta di una miniserie americana in quattro parti edita dalla Avatar Press che si ricollega a filo doppio e anzi triplo a una storia precedente, The Courtyard (stampata nel medesimo volume nell’edizione italiana della Bao Publishing), tratta appunto da un racconto di Moore e adattata per il fumetto da Anthony Jonhston. In essa si narrava di un agente federale in missione per indagare su una serie di raccapriccianti omicidi seriali identici, dei quali si autoaccusavano stranamente ben più persone del tutto differenti. Alla ricerca della verità, il Nostro si sarebbe imbattuto ben presto in qualcosa di molto più terribile e diabolico visitando il centro di tutto, un tal misterioso Club Zothique, ove suona una band dal nome The Cats of Ulthar la cui leader è una certa Randolph Carter. Qui un misterioso Johnny Carcosa spaccia un’altrettanto misteriosa sostanza, la “Polvere Bianca”, in grado di mettere in contatto con i segreti dell’Aklo...

I nostri lettori avranno colto benissimo tutte le allusioni al mondo del circolo di H.P. Lovecraft: da questo spunto si dipana un racconto autoconclusivo tutto sommato abbastanza contratto, ma non privo di un certo fascino complessivo, e fin qui le cose parrebbero andare tutto sommato abbastanza positivamente dal punto di vista del giudizio sull’opera.

Diversi anni dopo, però (appunto quando inizia la miniserie oggetto della presente discussione), altri due agenti federali riprendono le indagini del loro collega (del quale non si anticipa la sorte), finiscono anch’essi nel Club Zothique e da qui intraprendono la loro pericolosa e anzi mostruosa odissea che li condurrà alla scoperta di ciò che giace oltre la soglia e delle segrete cose dell’universo.

Neonomicon, 2011, copertina alternativaNon è un segreto che Alan Moore abbia accettato di scrivere questa miniserie per motivi schiettamente economici di problemi finanziari, e in sé non ci sarebbe nulla di male in questo. Il problema principale è che, però, alla fine della lettura essa comunica nettamente l’impressione che essa sia stata scritta esclusivamente per motivi alimentari. Intendiamoci, stiamo parlando pur sempre di Alan Moore per cui la professionalità c’è tutta, la capacità di stendere sceneggiature anche estremamente coinvolgenti è evidente così come lo è l’efficacia delle stesse battute (o della maggior parte di esse quantomeno), ed è presente in dosi massicce anche il sottile e fine gioco letterario e meta-letterario che ben conosciamo da altre opere.

Nell’approccio alla narrazione ci imbattiamo, dunque, in tutte queste componenti e anche di più. Alcune cose funzionano abbastanza, tuttavia: per esempio l’ammodernamento cronologico in chiave di storia poliziesca contemporanea del clima lovecraftiano, così come funzionano molto almeno un paio di spunti immaginifici che ben si sposano al tessuto costitutivo della narrativa di Lovecraft.

Che cosa c’è che non va allora? Potremmo dire che manca un pochino il cuore del racconto, vale a dire una motivazione profonda del perché esso esista: il puro divertissement letterario e fumettistico fa poca strada e, inoltre, cosa abbastanza grave, Moore dimostra una scarsissima padronanza del nucleo profondo e filosofico dell’opera dello scrittore di Providence. O almeno, se tale conoscenza ha, la applica in modo estremamente superficiale incagliandosi sulle solite viete e ritrite questioni inerenti razzismo e sessualità repressa allo scopo dichiarato di essere originale (e quindi fallendo in questo) e di dare una propria lettura personale (e anche su questo punto non essendo personale affatto).

Neonomicon, 2011
Intendiamoci, non che tali questioni non esistano o siano prive di importanza nell’esegesi dell’opera lovecraftiana, né intendo proporre questa linea interpretativa spinto da chissà quale pruderie, però incentrare la miniserie solo su questi due aspetti equivale, se mi si consente l’immagine, a volersi fare una nuotata in un lago profondo e ricco d’acqua senza peritarsi però di fare qualche passo che allontani dalla riva. E soprattutto equivale al massimo a fare un racconto fintamente lovecraftiano, sfruttandone nome e notorietà per dare sfogo alle proprie personalissime visioni e ossessioni, che siano esse occultistiche, sessuali o altro. Se è lecito interrogarsi anche su aspetti psicanalitici o sulla presenza/assenza di componenti sessuali nell’opera di HPL, farne oggetto centrale e quasi esclusivo della miniserie da parte di Moore dà decisamente l’impressione che il bersaglio non sia stato centrato.

Neonomicon, 2011, copertina alternativaAggiungiamo un altro importante problema di natura strutturale: la miniserie oltre che sbilanciata risulta peraltro confusa e troppo breve. Se The Courtyard nonostante tutto e pur con tutti i suoi difetti aveva un proprio senso, una propria compattezza, suggeriva un’idea di arcano e mistero oltre che una certa componente di disturbo soffuso della nostra tranquillità concettuale, Neonomicon dà l’idea di essere strutturalmente incompleto, di suggerire appena i concetti portanti del discorso, sospendendo la narrazione proprio quando essi parevano entrare nel vivo. Pare girare attorno alle cose essenziali: oltre a deviare decisamente e banalizzare in un senso tutto terreno le creature lovecraftiane, non è nemmeno in grado di parlarne con effettiva compiutezza, per quanto è ovvio che la reticenza da un racconto del genere non possa mai essere del tutto esclusa.

Neonomicon è così, dunque, una serie che trae spunto da un racconto base troppo sintetico, oscuro ma ancora brillante, per inoltrarsi in territori tutto sommato consueti e desolantemente banali. Qualche flash di genialità, battute sostanzialmente efficaci con un ritmo piuttosto sostenuto e momenti di rara visionarietà. Non mancano ricchissimi e numerosissimi inside jokes, divertenti finché si vuole ma in questo caso asostanziali. Con molta, moltissima “fuffa”. E poco, pochissimo Lovecraft... quasi zero.

C’è qualcosa da salvare in un giudizio che non può sostanzialmente che essere molto negativo? Tutto sommato direi di sì e la cosa che si salva di più sono i disegni di Jacen Burrows. Un ottimo autore ancora non molto conosciuto ma caratterizzato da uno stile pulito, efficace, suggestivo, dalle notevolissime capacità di impianto della tavola e del layout. Fra i tanti stili mai utilizzati per un racconto lovecraftiano, questo pare particolarmente pregnante: ne è prova la particolare potenza delle immagini soprannaturali, ambientate in uno dei tanti Altrove della letteratura dello scrittore di Providence. Uno specifico occhio di attenzione è da destinare alle numerose e meravigliose covers (o per meglio dire doppie copertine e variant covers), senza dimenticarsi di lodare caldamente gli eccellenti colori di Juanmar.

Neonomicon, 2011
Spiace soltanto che il connubio fra testi e disegni si sia realizzato in questo caso in modo tanto parziale e tanto deficitario nei riguardi del primo versante. E spiace soprattutto per l’occasione perduta.

Neonomicon
Alan Moore e Jacen Burrows
Bao Publishing, 2011
cartonato, formato 15,7x 23,6 cm., 160 pagine a colori, €17.00
ISBN 9788865430354

Umberto Sisia

martedì 12 luglio 2011

The Thackery T. Lambshead Cabinet of Curiosities: la camera delle meraviglie di Ann e Jeff VanderMeer

The Thackery T. Lambshead Cabinet of Curiosities, 2011, copertinaCoppia di coniugi e curatori di straordinarie selezioni antologiche, basti ricordare The New Weird nel 2008, Ann e Jeff VanderMeer presentano la loro ultima monumentale antologia The Thackery T. Lambshead Cabinet of Curiosities. Exhibits, Oddities, Images, and Stories from Top Authors and Artists in uscita negli Stati Uniti per la Voyager, un marchio editoriale Harper Collins.

“La morte del Dr. Thackery T. Lambshead nel 2003 nella sua casa a Wimpering-on-the-Brook, in Inghilterra, ha rivelato una sorprendente scoperta: i resti di una ragguardevole «wunderkammer». Molti degli artefatti, delle curiosità e delle meraviglie in essa conservati si ricollegano ad aneddoti e vicende tratte dal suo diario personale. Altre, invece, mostrate dai suoi amici rievocano ulteriori racconti di una vita senza pari. In linea quindi con l’audace spirito del Dr. Lambshead e delle sue imprese, siamo orgogliosi di presentare un’accurata scelta dalla «camera delle curiosità» del dottore, ricostruita non solo attraverso rappresentazioni visuali, ma anche per mezzo di eccitanti storie d’intrigo e di avventura”.

La selezione riprende il modello del precedente The Thackery T. Lambshead Pocket Guide to Eccentric & Discredited Diseases (2003) recentemente ristampato in paperback, proponendo questa volta un ampio inventario della personale “camera delle meraviglie” del Dottor Lambshead, descritta e illustrata in ogni singolo reperto da un vasto e variegato gruppo di autorevoli contributori, dai testi originali di Michael Moorcock, Alan Moore, China Miéville, Caitlín R. Kiernan, Ted Chiang e molti altri fino alle oltre 60 illustrazioni realizzate da Mike Mignola, J.K. Potter, John Coulthart, Aeron Alfrey, Kristen Alvanson, Rikki Ducornet, Greg Broadmore, Scott Eagle, Vladimir Gvozdariki, Yishan Li, Jonathan Nix, Eric Orchard, James A. Owen, Ron Pippin, Eric Schaller, Ivica Stevanovic, Jan Svankmajer, Sam Van Olffen, Myrtle von Damitz, III e Jake von Slatt.

Informazioni presso la pagina web dell’editore, mentre alcune presentazioni del volume si trovano anche sul blog di Jeff VanderMeer, Estatic Days, e sulle pagine online di Weird Tales Magazine, la storica rivista attualmente diretta da Ann VanderMeer. A seguito il lunghissimo sommario.

Introduction
The Contradictions of a Collection, Dr. Lambshead’s Cabinet – Ann e Jeff VanderMeer
Holy Devices and Infernal Duds: The Broadmore Exhibits
The Electric Neurheographiton – Minister Faust
St. Brendan’s Shank – Kelly Barnhill
The Auble Gun – Will Hindmarch
Dacey’s Patent Automatic Nanny – Ted Chiang
Honoring Lambshead: Stories Inspired by the Cabinet
Threads – Carrie Vaughn
Ambrose and the Ancient Spirits of East and West – Garth Nix
Relic – Jeffrey Ford
Lord Dunsany’s Teapot – Naomi Novik
Lot 558: Shadow of My Nephew by Wells, Charlotte – Holly Black
A History of Dunkelblau’s Meistergarten – Tad Williams
Microbial Alchemy & Demented Machinery: The Mignola Exhibits
Addison Howell and the Clockroach – Cherie Priest
Roboticus the All-Knowing – Lev Grossman
Shamalung (The Diminutions) – Michael Moorcock
Pulvadmonitor: the Dust’s Warning – China Miéville
The Miéville Anomalies
The Very Shoe – Helen Oyeyemi
The Gallows-Horse – Reza Negarestani
Further Oddities
The Thing in the Jar – Michael Cisco
The Singing Fish – Amal El-Mohtar
The Armor of Sir Locust – Stepan Chapman
A Key to the Castleblakeney Key – Caitlín R. Kiernan
Taking the Rats to Riga – Jay Lake
The Book of Categories – Charles Yu
Objects Discovered in a Novel Under Construction – Alan Moore
Visits & Departures
1929: The Singular Taffy Puller – N.K. Jemisin
1943: A Brief Note Pertaining to the Absence of One Olivaceous Cormorant, Stuffed – Rachel Swirsky
1963: The Argument Against Louis Pasteur – Mur Lafferty
1972: The Testimony of a Respected Lichenologist – Ekaterina Sedia
1995: Kneel – Brian Evenson
2000: Dr. Lambshead’s Dark Room – S.J. Chambers
2003: The Pea – Gio Clairval
A Brief Catalog of Additional Items, Featuring Micro-Fictions by:
Hugh Alter, Charlie Jane Anders, Julie Andrews, Christopher Begley, Jayme Lynn Blaschke, Nickolas Brienza, Tucker Cummings, Kaolin Imago Fire, Jess Gulbranson, Jen Harwood-Smith, Willow Holser, Rhys Hughes, Incognitum, Paul Kirsch, Michael J. Larson, Therese Littleton, Graham Lowther, Claire Massey, Tony Mileman, Adam Mills, Annalee Newitz, Ignacio Sanz, Steven M. Schmidt, Grant Stone, Norman Taber, Brian Thill, Nick Tramdack, Nicholas Troy, Tom Underberg, Horia Ursu, William T. Vandemark, Kali Wallace, Tracie Welser, Amy Willats, Nadine Wilson e Ben Woodard.


The Thackery T. Lambshead Cabinet of Curiosities
Exhibits, Oddities, Images, and Stories from Top Authors and Artists
a cura di Ann e Jeff VanderMeer
Harper Voyager, 2011
copertina rigida, 336 pagine, $22.99
ISBN 9780062004758

Andrea Bonazzi

giovedì 26 maggio 2011

Out of this World: a Londra “la fantascienza, ma non come la conoscete”

Out of this World: Science Fiction but not as you know, 2011, copertinaDal 20 maggio al 25 settembre 2011 la British Library di Londra si anima nell’esplorazione “al di fuori di questo mondo” con la mostra Out of this World: Science Fiction but not as you know it, quattro mesi di esposizione con percorsi interattivi a ingresso gratuito presso la galleria bibliotecaria, cui si accompagna una lunga serie di appuntamenti tematici, questi a pagamento, tra lo scientifico e il letterario dai viaggi nel tempo alla creatura di Frankenstein, dai mondi dell’utopia alla Gormenghast di Peake.

Agli eventi in programma ha partecipato China Miéville in apertura il 20 maggio scorso, mentre sono attesi Iain M. Banks (il 6 giugno), David Lodge e Stephen Baxter (8 giugno), Audrey Niffenegger (10 giugno), Michael Moorcock e Brian Aldiss (21 giugno), Alan Moore (4 luglio) e altri ospiti ancora. Tutte le informazioni, gli orari e la programmazione sono disponibili sulle pagine web ufficiali all’indirizzo di www.bl.uk.

La mostra, curata da Andy Sawyer con Katya Rogatchevskaia, intende esplorare il genere fantascientifico attraverso la letteratura, il cinema, l’illustrazione e il suono, conducendo il visitatore alla scoperta dei tesori della biblioteca dai rari manoscritti alle prime edizioni di note opere fantastiche fino agli ultimi romanzi, procedendo attraverso spazi di interattività multimediale dedicati ai “mondi alieni”, ai “mondi futuri”, a quelli “virtuali” e quelli “paralleli”, alla “fine del mondo” e all’utopico “mondo perfetto”.

Fra i pezzi pregiati della collezione esposta, la Storia vera di Luciano di Samosata in una versione inglese del 1647, l’Utopia di Tommaso Moro in edizione del 1516, le curiose pubblicità Bovril del 1890 e il manoscritto de La razza ventura (The Coming Race, 1871) di Edward Bulwer-Lytton, La guerra dei mondi di H.G. Wells (The War of the Worlds, 1906) dalle sue prime apparizioni su rivista, e anche l’enciclopedismo immaginario del Codex Seraphinius (1983) creato dal nostro Luigi Serafini.

La British Library Publishing pubblica inoltre l'omonimo Out of this World: Science Fiction but not as you know it, catalogo illustrato dell’esposizione in un volume curato dal veterano saggista britannico Mike Ashley, a riassumere l’eredità e gli sviluppi del genere letterario attraverso i sei rispettivi temi in cui la mostra è suddivisa, dall’opera di Cyrano de Bergerac a Mary Shelley fino a Bradbury, Ballard e l’odierna fantascienza.

Informazioni sul libro: books.google.it.
The British Library: lonlib.co.uk.

Out of this World: Science Fiction but not as you know it
a cura di Mike Ashley
catalogo della mostra, British Library Publishing, 2011
120 illustrazioni a colori, 144 pagine
copertina rigida, £27.95, ISBN 9780712358316
brossura, £16.95, ISBN 9780712358354

Andrea Bonazzi

lunedì 24 gennaio 2011

EsoTerra: The Journal of Extreme Culture in unico volume

EsoTerra: The Journal of Extreme Culture, 2011, copertinaRivista americana underground incentrata sulla “cultura estrema”, per circa dieci anni EsoTerra ha proposto interviste con artisti, scrittori e musicisti accanto ad articoli sull’occulto, su fenomeni bizzarri e argomenti misteriosi nella tradizione di Charles Fort. Le sue pagine hanno ospitato diverse personalità spesso provocatorie e visionarie come Alan Moore, HR Giger, Genesis P-Orridge, Marilyn Manson, David Tibet, Thomas Ligotti e molti altri personaggi “alternativi” che hanno contribuito alla testata, o ne sono stati intervistati su temi inusuali e in modo approfondito.

Questo e altro fra i migliori scritti e le proposte artistiche del magazine viene oggi raccolto in un unico volume, EsoTerra: The Journal of Extreme Culture, selezionato dal suo curatore Chad Hensley e pubblicato negli Stati Uniti da Creation Books.

Il libro comprende materiali dall’inedito numero conclusivo di EsoTerra e, fra i contenuti d’interesse per i cultori dell’insolito e del fantastico, interviste e opere artistiche di John Coulthart, Harry O. Morris e Andrew Chumbley, oltre a uno speciale “The Nightmare Network” di Thomas Ligotti, la sua intervista e un’intervista a David Tibet condotta dallo stesso Ligotti.

Volume illustrato e di grande formato, la prima edizione della raccolta è apparsa nel dicembre scorso in una tiratura limitata di 50 copie, a copertina rigida e con stampa autografata dagli artisti al prezzo collezionistico di 65 dollari. A fine marzo, invece, la sua pubblicazione commerciale in un assai più accessibile trade paperback.

Informazioni presso il sito di EsoTerra e sulla pagina web dedicata dell’editore Creation Books.

EsoTerra: The Journal of Extreme Culture
a cura di Chad Hensley
Creation Books, 2011
brossura, 320 pagine, $24.95
ISBN 9781840681666

Andrea Bonazzi