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lunedì 25 febbraio 2013

Luce Nera: omaggio a Lovecraft al Teatro dei Conciatori di Roma

Luce Nera, foto di scenaOmaggio teatrale all’opera di H.P. Lovecraft, lo spettacolo Luce Nera scritto da Marina Ruta sarà in scena dal 26 febbraio al 3 marzo presso il Teatro dei Conciatori, in Via dei Conciatori 5 a Roma, su adattamento e regia di Marco Mattolini per l’interpretazione di Alberto Di Stasio, Leonardo Sbragia e Fabio Vasco.

“Howard Phillips Lovecraft (1890-1937) lo scrittore americano a cui rende omaggio questo testo, iniziò a pubblicare sulle riviste popolari (pulp magazines) e, prendendo le mosse dal grande Edgar Allan Poe, accentuò una connotazione pressoché metafisica e cultuale della ricerca letteraria, creando uno stile quasi magico, destinato a culminare nella «letteratura visionaria» e nella fantascienza, il cui apice moderno annovera, tra gli altri, Philip K. Dick e James Ballard”.

“Il racconto teatrale,” prosegue la presentazione, “parte dal professor Aron, archeologo e antropologo, che rimane invischiato nei suoi sogni orribili e divide la sua esperienza con Caleb, uno sconosciuto «fratello oscuro», giovane tossicodipendente appena uscito da una comunità, che nei sogni si riconosce nell’Altro, della genia dei Gemelli distruttori creati appositamente dagli Esseri Antichi. Una terza figura è individuata nel sacerdote della comunità del giovane (il disintossicatore) che allucina vedendo nel suo assistito una creatura dannata”.

“Il lavoro, in un’epoca di crisi delle ideologie e rovesciamento dei valori, vuol essere la metafora delle incertezze e della paura che si annidano nel paradosso di una scienza priva di interiorità, fonte di ulteriore disagio esistenziale e sociale che turba le personalità più sensibili,” come conclude la nota introduttiva al testo in rappresentazione. “I mostri sognati (?) dal professore e dal suo giovane doppio sono una congerie di spaventosi simboli, che si annidano nel profondo del nostro inconscio, pronti a irrompere nella nostra consapevolezza quando le certezze, come negli anni 30 di Lovecraft, vengono a mancare. Una visione apocalittica, dunque, colma d’orrore, ma anche di ironia, riferimenti misteriosofici e alla fine non priva di speranza”.

Informazioni sul sito ufficiale www.teatrodeiconciatori.it, o attraverso le pagine web di romatoday.it.

Luce Nera
di Marina Ruta
adattamento e regia di Marco Mattolini.
con Alberto Di Stasio, Leonardo Sbragia, Fabio Vasco
scene e costumi di Andrea Stanisci
Teatro dei Conciatori
Via dei Conciatori, 5
00154 Roma
dal 26 febbraio al 3 marzo 2013
martedì, mercoledì venerdì e sabato ore 21:00 – domenica e giovedì ore 18:00
biglietto intero 15 Euro, ridotto 12 Euro; tessera associativa 2 Euro
prenotazioni: tel. 0645448982 – 0645470031
info@teatrodeiconciatori.it
Andrea Bonazzi

giovedì 25 ottobre 2012

Il teatro di Lord Dunsany in italiano, da Pirandello alle pagine de “Il Dramma”

Pirandello, Teatro d'Arte di Roma, 2 aprile 1925, locandinaBen prima che la sua narrativa venisse pubblicata in italiano, con alcuni dei racconti gialli e fantasy apparsi solo a partire dal 1953, Lord Dunsany trovò una qual certa notorietà nel nostro paese attraverso il suo teatro. Sulla scia del “Celtic Twilight”, il rinascimento letterario irlandese sostenuto da personalità come William Butler Yeats e Lady Augusta Gregory, già negli anni 20 il diciottesimo barone di Dunsany, al secolo Edward John Moreton Drax Plunkett, si attirò attenzioni decisamente illustri qui in Italia.

Luigi Pirandello inaugurò il suo Teatro d’Arte proprio con una rappresentazione de Gli Dei della Montagna di Dunsany (The Gods of the Mountain, 1911), “introduzione e due atti” per la traduzione di Alessandro De Stefani, in scena il 2 aprile del 1925 al Teatro Odescalchi di Roma assieme al proprio atto unico Sagra del Signore della Nave. Un sensibile influsso che resterà percepibile, nel teatro pirandelliano, con l’incompiuto dramma I giganti della montagna scritto intorno al 1933 ma concepito sin dal decennio precedente.

In un’intervista rilasciata alla rivista Epoca nel giorno del debutto all’Odescalchi, Pirandello spiega che “Lord Dunsany aveva scritto questo «mistero»” con un “andamento da fiaba” e un “doppio fondo di umorismo e di satira”, ma “senza pensare alla rappresentazione”. E continua: – “Credo anzi che ne credesse impossibile la realizzazione scenica. Io ho dovuto fare un non breve né semplice lavoro per vincere difficoltà complicate, semplificando, interpretando, spesso intuendo, ma con questo non crediate abbia modificato in nulla il lavoro. Esso resta quello che era, con quella sua solenne linea compatta e serrata che ne fa una cosa veramente magnifica” (cfr. G. Bolognese, “Di Dei e giganti: Pirandello e Dunsany” in Riflessi e riflessioni / Italian Reflections, University of South Australia, 1992).

L’interesse italiano per questo autore irlandese così insolitamente immerso in un fantastico del tutto personale, lontano sia dal “verismo” che dal revival celtico dei suoi connazionali, prosegue almeno in ambito teatrale sino al pieno periodo bellico. Nel biennio 1942-43, sono le longeve pagine de Il Dramma: rivista mensile di commedie di grande successo a proporre cinque dei lavori scritti per il teatro da Lord Dunsany.

Sul periodico fondato e diretto da Lucio Ridenti appaiono così Il cristallo magico: commedia fantastica in 4 atti e 9 quadri [If: A Play in Four Acts, 1921], tradotta da Carlo Linati sul n. 373 del primo marzo 1942 (pagine 7-25), quindi I nemici della Regina: commedia in un atto [The Queen’s Enemies, 1917] uscita sul n. 382 del 15 luglio 1942 (p. 39-42), La maledizione delle stelle: commedia in un atto [The Golden Doom, 1914] sul n. 384 del 15 agosto 1942 (p. 35-38), Il riso degli Dei: un atto in tre quadri [The Laughter of the Gods, 1917] nel doppio numero 391-392 del primo e 15 dicembre 1942 (p. 75-83) e, infine, Le tende degli arabi: un atto in due quadri [The Tents of the Arabs, 1917] nella triplice uscita n. 414-415-416 datata 15 novembre, 1 e 15 dicembre 1943 (p. 85-89), quest’ultime tutte versioni in italiano di Vinicio Marinucci.

“Lord Dunsany è irlandese e con Synge e Lady Gregory collaborò all’ardita impresa, cui Yeats ha legato il suo nome, di dare all’Irlanda un teatro nazionale. Ma, mentre Synge, Lady Gregory e Yeats attingevano la materia dei loro drammi dal ricco tesoro delle leggende celtiche, e portavano sulle scene dell’Abbey Theatre di Dublino tutta l’Irlanda, l’Irlanda cattolica e superstiziosa, guerriera e faziosa, con i suoi santi, i suoi re, i suoi monaci, i suoi pastori, i suoi contadini, l’Irlanda della realtà e della leggenda, lord Dunsany preferiva crearsi un mondo tutto di sua esclusiva invenzione e fattura”.

Questo l’incipit della presentazione a Il cristallo magico sul numero 373 della rivista, che prosegue: – “Strano mondo, con strani paesi che nessun atlante ha mai segnato, abitato da strani popoli che nessuno ha mai sentito nominare, dominato da terribili deità di legno o di pietra dai barbari nomi, pervaso da un’umanità avventurosa e febbrile: naviganti, pirati, mendicanti, ladri, profeti, sacerdoti, sospinta da folli speranze, percossa da timori non meno folli, in preda alle potenze e ai capricci del soprannaturale”.

Da allora, per il teatro dunsaniano nella nostra lingua solamente l’atto unico di Una notte in una taverna (A Night at an Inn, 1916) si è reso disponibile, nel 1981, per la traduzione di Luciano Allamprene nella celebre Antologia della letteratura fantastica curata da Jorge Luis Borges con Silvina Ocampo e Adolfo Bioy Casares.

Nell’apparato iconografico incluso in questa pagina, da ingrandire con un click per consentirne la lettura, trovate in alto la locandina del 2 aprile 1925 per lo “spettacolo d’inaugurazione fuori abbonamento del Teatro d’Arte di Roma, diretto da Luigi Pirandello”. Qui sotto, la pagina iniziale di tutti e cinque i lavori teatrali di Dunsany allora pubblicati su Il Dramma, affiancati alla rispettiva copertina – tanto per facilitare le ricerche ai “vecchi lupi di bancarella” e ai collezionisti dell’autore.

Il Dramma n. 373, 1 marzo 1942, copertina
Lord Dunsany, "Il cristallo magico" su Il Dramma n. 373, pagina
Il Dramma n. 382, 15 luglio 1942, copertina
Lord Dunsany, "I nemici della regina" su Il Dramma n. 382, pagina

Il Dramma n. 384, 15 agosto 1942, copertina
Lord Dunsany, "La maledizione delle stelle" su Il Dramma n. 384, pagina
Il Dramma n. 391-392, 1-15 dicembre 1942, copertina
Lord Dunsany, "Il riso degli Dei" su Il Dramma n. 391-392, pagina
Il Dramma n. 414-415-416, 15 novembre 1-15 dicembre 1943, copertina
Lord Dunsany, "Le tende degli arabi" su Il Dramma n. 414-415-416, pagina
Andrea Bonazzi

lunedì 17 ottobre 2011

Dracula a teatro nella notte torinese di Halloween

Dracula, locandina 2011Il Dracula teatrale anni 20 di Hamilton Deane e John Balderston torna sul palcoscenico per la notte di Halloween al Teatro Araldo di Torino. La compagnia Thealtro riporta in scena la storica piece americana basata sul romanzo di Bram Stoker, dalla quale fu tratto a sua volta il celebre film Universal del 1931, nella sua prima versione italiana autorizzata per la traduzione e regia di Antonello Panero.

La più classica delle storie di vampiri viene riproposta nella serata del 31 ottobre prossimo in un nuovo, minimale allestimento teso a dare il massimo risalto alla sua stessa scrittura essenzialmente con la recitazione, tramite la presenza scenica e l’uso dell’illuminazione.

“La nuova messinscena prevede una grande e profonda revisione dello spettacolo,” scrive il regista e attore Antonello Panero nel presentare lo spettacolo alla stampa. “Gli spazi saranno definiti e creati da luci e ombre, senza l’ausilio di oggetti di scena e gli attori reciteranno senza trucco. Questo per sottolineare l’importanza del testo che, senza essere un capolavoro di poesia, resta comunque un ottima macchina teatrale. Le reazioni a ciò che avviene, quindi, saranno maggiormente efficaci perché «naturali», non supportate da makeup. Le luci saranno dirette dalle quinte al centro e non dall’alto, come a ribadire il fatto che si tratta di una vicenda in cui gli uomini hanno a disposizione solo se stessi e non aiuti divini o ultraterreni. Anche la modifica del cast supporta questa revisione dell’impianto: Giorgio Perona delinea un Seward più maturo e riflessivo e quindi le discussioni con Van Helsing e Harker appaiono dei veri e propri consigli di guerra per combattere il nemico. Il personaggio di Renfield, quindi, non sarà più l’isterico intruso ma apparirà più serio e profondo, discorrendo alla pari con i professori in scena. Lucy sarà più che mai preda del vampiro ma lo sarà con una condiscendenza più marcata e ambigua. Di conseguenza, tutti i personaggi hanno modificato il comportamento e il modo di rapportarsi fra loro”.

“La mia decisione di interpretare per la prima volta Dracula,” prosegue Panero, “può apparire un azzardo: per questo, diversamente da quello di Federico Sacchi, il mio vampiro sarà vecchio, insinuante, armato più di voce che di zanne. Questa nuova versione, insomma, punta tutto sulle potenzialità attoriali e sull’abilità di ipnotizzare il pubblico servendosi di ciò che gli uomini, in scena e fuori, hanno quale prima e formidabile arma per capire e combattere ciò che vi si oppone: la propria voce. Tutto è suono e musica. Il resto è chiuso nel manicomio”.

Informazioni in rete presso il sito web di Thealtro Associazione Culturale e sulla pagina Facebook dell’evento.

Dracula di Hamilton Deane e John Balderston
traduzione di Antonello Panero con la collaborazione di Massimo Chionetti
musiche originali di Roberto Cortese
regia di Antonello Panero
con (in ordine di apparizione) Massimo Chionetti, Giorgio Perona, Marco Armellino, Enrico Cravero, Patrizia Schneeberger, Manuel Somma, Veronica Stilla e Antonello Panero
lunedì 31 ottobre 2011, ore 20.45
Teatro Araldo, Via Chiomonte 3/a, Torino
info e prenotazioni: tel. 011.2075859 – biglietteria@teatroaraldo.it
biglietteria dal mercoledì alla domenica dalle 15.00 alle 19.00

Andrea Bonazzi

martedì 11 ottobre 2011

L’orrore di Dunwich in teatro per il London Horror Festival 2011

The Dunwich Horror, 2011, locandina teatrale“In una solitaria e curiosa località rurale presso un piccolo e fetido villaggio, sulla remota e cupa cima di un monte un vecchio arcigno stregone grida verso il cielo! Qui nasce il destino dell’umanità”.

Scritto nel 1928 e pubblicato un anno più tardi sul numero di aprile di Weird Tales, “L’orrore di Dunwich” è una tra le storie più note di Howard Phillips Lovecraft, talora controversa fra gli entusiasti dei “miti di Cthulhu”, che vi ritrovano tutti gli elementi a loro maggiormente congeniali, e pareri letterari che vedono piuttosto il racconto come una regressione estetica verso i convenzionali canoni horror del “bene contro il male”.

Adattato in forma di radiodramma fin dal 1945, e al cinema fra le curiose versioni del 1970 e del 2009, The Dunwich Horror giunge ora sul palcoscenico del Courtyard Theatre di Hoxton, a Londra, in cartellone dal prossimo 25 ottobre al 6 novembre nell’ambito del London Horror Festival 2011.

Portata in scena dalla compagnia della Ororo Productions, la rappresentazione scritta e diretta da David Dawkins sul testo di H.P. Lovecraft “si popola dun cast di personaggi meravigliosamente contorti, di strani mostri e di sinistramente onnipresenti caprimulgi”.

“Lo script ha preso inizio come la lettura di un monologo, essenzialmente adattato per un paio d’ore di durata,” scrive il regista e autore nel suo comunicato stampa di presentazione. “Lo spettacolo vi ha aggiunto personaggi ed elementi teatrali, ma il copione resta ancora molto fedele alla storia originale”.

Informazioni complete presso la pagina ufficiale sul sito web del London Horror Festival. Qui sotto il video trailer per la versione teatrale britannica di The Dunwich Horror.



Andrea Bonazzi

domenica 18 luglio 2010

The Call of Cthulhu in scena all’Edinburgh Festival 2010

Locandina di The Call of Cthulhu, Edinburgh Festival 2010The Call of Cthulhu debutta all’Edinburgh Festival 2010, dal prossimo 5 agosto sul palco dello Studio Theatre di Edimburgo.

La rappresentazione, un vero e proprio one-man show, è un adattamento dell’omonimo racconto di H.P. Lovecraft, scritto, diretto e interpretato dall’attore Michael Sabbaton che ne porterà in scena i protagonisti principali.

Dal Professor Angell, le cui scoperte danno inizio alla vicenda, al nipote Francis Wayland Thurston custode delle sue memorie, lo studente Wilcox scultore di una misteriosa tavoletta vista in sogno, l’ispettore Legrasse e l’enigmatico vecchio Castro da lui sorpreso in strani riti fra le paludi della Louisiana… Tutte le voci narranti di una storia densa di rivelazioni sconvolgenti e di follia, sino al marinaio norvegese Gustaf Johansen testimone dell’epifania del Grande Antico.

“Leggendo la storia di Lovecraft,” – scrive Sabbaton a proposito del suo adattamento, – “ho sentito che il vero terrore della piece era il grandioso elemento dell'ignoto. Da sotto il mare, dai recessi più lontani del cosmo e dal profondo della mente umana. La paura stessa e i complicati processi di pensiero che la rendono manifesta, sono esperienze che tutti noi condividiamo. Sia che la paura prenda corpo nella forma colossale dell’antico Cthulhu o in qualcosa di un po' più vicino a casa, la nostra paura dell’ignoto, dell’alieno, e le conseguenti insicurezze nel sentirsi insignificanti e inermi di fronte a esso, non sono meno reali. Per questo, la paura più grande è quella che risiede, suppura e cresce sempre più forte nella mente, e nessun effetto speciale o corsa da brivido potrà mai avvicinarsi a un assaggio della sua potenza. Per me, «Cthulhu» è uno spaventoso «vaso di Pandora» della mente e spero che la mia interpretazione si mantenga in qualche modo fedele a tutto questo.

Prenotazioni, prezzi, date e orari sono disponibili sulla pagina web dedicata di ReMarcable Art. Maggiori informazioni circa lo spettacolo, con un interessante corredo di immagini e presentazioni in video, si trovano presso le pagine di The Call of Cthulhu sul sito ufficiale www.michaelsabbaton.com, dal quale è tratto il trailer d’anteprima visionabile qui sotto con un click.




Andrea Bonazzi

martedì 6 luglio 2010

Due serate con Dracula a Torino

Dracula compagnia Thealtro fotoRitorna per due serate torinesi la prima traduzione italiana autorizzata dello storico Dracula teatrale anni 20 di Deane & Balderston, dal quale a sua volta fu largamente tratto il celebre film Universal del 1931.

Lo spettacolo, tradotto e diretto da Antonello Panero per la compagnia Thealtro, andrà in scena mercoledì 14 e giovedì 15 luglio nell’ambito della rassegna “Cortile di Sera” presso l’Arena Estiva San Filippo.

L’adattamento del romanzo di Bram Stoker, su licenza della vedova dello scrittore, ebbe una prima versione inglese a firma di Hamilton Deane il quale riservò per sé, quale attore, la parte di Van Helsing. Da Londra a Broadway, sull’onda del successo, il dramma in tre atti venne quindi affidato nel 1927 alla revisione dello sceneggiatore americano John L. Balderston, nell’ordine di venire incontro ai gusti del pubblico d’oltreoceano.

Dracula, stage play (1938)Le fortune teatrali di Dracula: the Vampire. A Play in 3 Act non cesseranno da allora mai del tutto, rinnovate nel 1977 sempre in America con un sontuoso allestimento – in grande stile, complici i costumi e le suggestive scenografie goticheggianti di Edward Gorey – anch’esso trasposto sul grande schermo, nel 1979. Anche in questo caso, come per l’icona Bela Lugosi nel ‘31, portando alla ribalta di Hollywood lo stesso principale interprete del Dracula acclamato in palcoscenico, un giovane e fascinoso Frank Langella.

La versione italiana di Thealtro sotto la guida di Panero è interpretata da Patrizia Schneeberger (Wells), Davide Bernardi (Jonathan Harker), Massimiliano Bortolan (Dr. Seward), Massimo Chionetti (Prof. Abraham Van Helsing), Enrico Cravero (Renfield), Fabio De Remigis (Butterworth), Veronica Stilla (Lucy) e Federico Sacchi (Dracula).

Altre informazioni e una ricca galleria d’immagini di scena sono disponibili sul gruppo Facebook Dracula – Thealtro.

Mercoledì 14 lugio 2010, ore 21.00
Giovedì 15 luglio 2010, ore 23.00
Arena Estiva San Filippo
Via M. Vittoria 7/C – 10100 Torino
Per info tel. 3475429531 – mail: info@artistiassociatipaolotrenta.org
Posto unico non numerato: Euro 6,00

Andrea Bonazzi