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giovedì 10 ottobre 2013

Doug Steiner fra i Capolavori de “I Racconti di Dracula” per Dagon Press

Capolavori de "I Racconti di Dracula", Vol. 6: Doug Steiner, 2013, copertinaSi appressano le “ombre” di Halloween e tornano I Capolavori de “I Racconti di Dracula”… il cui nuovo volume, a cura di Sergio Bissoli, è disponibile presso lo shop on-line della Dagon Press e comprende tre nuovi romanzi di uno degli autori meno prolifici ma più originali dell’intera serie.

Doug Steiner era uno degli pseudonimi con cui lo scrittore italiano Sveno Tozzi (1923-1999) firmava i propri romanzi horror, gialli e di fantascienza. Con questo nome sono stati pubblicati i suoi lavori nella collana de “I Racconti di Dracula”, opere originali e imprevedibili che lo rendono un autore unico all’interno della serie per la quale, purtroppo, firmò solo cinque opere: Femmine dell’al di là, La femmina dell’homunculus, L’amante del loculo tre e Il cervello che cammina. Quest’ultimo è in realtà un romanzo di fantascienza, motivo per cui riproponiamo, in questo sesto volume della collana, i soli primi tre titoli che sono quelli più decisamente orrorifici: storie uniche, deliziosamente squilibrate verso un bizzarro soprannaturale. Quel che vi aspetta, in queste trame misteriose e mai banali, è una parata di luoghi suggestivi e “maledetti”, di femmes fatales, in un clima onirico e surreale, e un sottofondo macabro e occulto.

In La femmina dell’homunculus l’Autore presenta una storia mostruosa, densa di interrogativi, ispirata in parte a La Mandragora di H.H. Ewers; ma qui la creatura è molto più oscena, crudele e perversa, e sogna di porre in atto desideri turpi e scellerati sulle femmine umane…

Femmine dell’al di là è il resoconto di una serie di sedute spiritiche tenute in una cittadina americana negli anni 50, e della vicenda pazzesca che ne è seguita. Storia di spiritismo originalissima, non priva di una certa ironia.

L’amante del loculo tre è un’opera inquietante, ricca di meditazioni sulla magia e sull’Occulto. Parallelo al nostro, esistono altri Universi, con mondi differenti, abitati da esseri differenti: spettri, larve, gusci psichici... Durante il sonno, le barriere fra i mondi si assottigliano. E quando qualcuno apre uno spiraglio fra i mondi estranei e il nostro mondo materiale, avvengono fatti inspiegabili e paurosi.

Dough Steiner era un profondo conoscitore di spiritismo, psicologia e metapsichica, e queste sono storie di fantasmi, ma non le solite che siete abituati a leggere… Qui, l’autore ci presenta un punto di vista altamente originale su queste interferenze spettrali, le loro origini, le loro azioni nefaste.

Il volume è direttamente acquistabile attraverso la vetrina di Dagon Press su Lulu.com. Informazioni sulle pagine web di studilovecraftiani.blogspot.it, un’anteprima sfogliabile del libro è presentata qui a seguito.

I Capolavori de “I Racconti di Dracula”
Volume Sesto: Doug Steiner
a cura di Sergio Bissoli
Edizioni Dagon Press, 2013
brossura, 310 pagine, €19.0
€19.00

Pietro Guarriello


martedì 23 luglio 2013

Giacomo Papi: I primi tornarono a nuoto

I primi tornarono a nuoto, 2012, copertina“I primi tornarono a nuoto la notte del secondo giorno. A sciami, nelle ore disabitate, entrarono in acqua dai porti addormentati, dai moli senza nome, dalle anonime rive di melma ed erba dimenticate sulla terraferma, e nuotarono lenti in mezzo alla laguna illuminata e oscurata a intermittenza dalla luna e dalle nuvole, uscirono dal mare come granchi o come rane, arrampicandosi sui pali, sulle barche ormeggiate, sulle scale intagliate nella pietra e invasero le isole. Per molte ore nessuno li vide”.

I morti risorgono. Tutti. All’improvviso, a ondate, invadendo il mondo. Il primo ha l’angelico nome di Serafino, anziano con le energie di un bambino. Stesso aspetto di quando è deceduto, nudo e disorientato, intatti i ricordi di quand’era in vita. A scoprire l’anomalia è un giovane medico di sani principi, Adriano Karajanni, da poco convivente con Maria che aspetta un figlio da lui. Dopo Serafino altri morti rinascono, in ogni parte del mondo e da ogni epoca passata, con un processo inarrestabile e una prospettiva terrificante: la terra invasa da un esercito di risorti, ingombranti anche se – per fortuna – sterili. In segreto qualcuno prova a ucciderli, scoprendo la possibilità di eliminare per sempre i nuovi arrivati. Le autorità progettano una soluzione definitiva incontrando però l’opposizione del popolo dei rinati, decisi a tenersi ben stretta la loro seconda possibilità.

Riprendendo suggestioni non nuove alla fantascienza, Giacomo Papi arriva in libreria con il suo primo romanzo I primi tornarono a nuoto, pubblicato da Einaudi. Ex direttore editoriale di Isbn, autore di programmi televisivi, consulente editoriale di Einaudi Stile Libero, autore di una rubrica settimanale su Repubblica delle Donne, Papi fa il misterioso nel risvolto di copertina spacciandosi per esordiente: però maneggia le parole con abilità, è attento all’indagine psicologica, fra una considerazione e l’altra sulla natura umana sa creare momenti di buon livello horror senza diventare splatter.

Intrigante e scorrevole, il racconto si divora veloce con l’ansia di scoprire come i personaggi risolveranno una situazione all’apparenza senza uscita… ma, delusione, la storia in pratica non finisce. È previsto un seguito? Il lettore ha facoltà d’immaginare un epilogo? L’autore ha finito le idee? Forse, semplicemente, a Papi il viaggio interessa più della meta: in questo caso il tema dei risorti serve solo da spunto per parlare di come siamo diventati, offrendo materiale per varie e vaste riflessioni. Un’Apocalisse senza trombe del Giudizio e forse per questo ancor più terribile.

Informazioni sul volume presso le pagine web dell’editore.

I primi tornarono a nuoto
Giacomo Papi
Stile Libero Big, Einaudi, 2012
brossura, 224 pagine, €17.00
ISBN 9788806200367
Giovanna Bragadini

martedì 25 giugno 2013

Harry Small e “I Racconti di Dracula” per Dagon Press

Capolavori de "I Racconti di Dracula", Vol. 5: Harry Small, 2013, copertinaÈ disponibile presso lo shop on-line della Dagon Press, ordinabile sul sito web di Lulu.com, il nuovo volume de I Capolavori de “I Racconti di Dracula”, collana che ristampa i migliori romanzi della storica serie di narrativa nera italiana che uscì dal 1959 al 1981, una sorta di Weird Tales di casa nostra, ma molto più macabra e gotica nei contenuti. Questa uscita segna un importante appuntamento per la nostra collana in quanto vi fa il suo esordio il grande Harry Small, un altro nome d’oro della mitica serie.

Harry Small era lo pseudonimo principale con cui Mario Pinzauti (1930-2010) firmava le sue storie del terrore e del mistero, opere torbide e avvolgenti, arcane e soprannaturali, sempre al margine tra la verità e il mistero. Altri suoi pseudonimi conosciuti sono Jim Reevels, Jack Leeder e Perry Landers. In totale, ha scritto circa cento romanzi tra cui anche gialli, spionaggio e thriller. Nato e vissuto a Roma, trascorse l’infanzia in Sicilia, una terra che gli fu sempre cara. Fu introdotto alla ERP, la casa editrice dei “Racconti di Dracula”, da Aldo Crudo, scrittore pure lui. Appassionato di armi, dopo la chiusura dell’editrice ERP nel 1983 Pinzauti diventò perito balistico del tribunale e direttore di una scuola di tiro. Nel 1979 scrisse anche un libro tecnico sulle armi.

A cura dell’esperto Sergio Bissoli, in questo I Capolavori de “I Racconti di Dracula” Volume Quinto: Harry Small vengono riproposti, nei testi corretti e integrali, tre romanzi-capolavoro dello scrittore italiano al confine tra il reale e l’irreale:

– L’amante infernale (1° pubblicazione su I Racconti di Dracula n. 28 del febbraio 1962) è un incalzante thriller occulto infarcito di conoscenze esoteriche. A Ice Town, un piccolo villaggio americano sperduto tra le montagne innevate del New Jersey, un vecchio maligno vaga tra le bianche stradine deserte in cerca di sangue, mentre due spiriti diabolici, tornati sulla terra secondo un ciclo cosmico che ricongiunge il passato al presente, si ritrovano per adempiere ancora una volta all’antichissimo mito dell’“eterno ritorno”. Gli abitanti di Ice Town scopriranno presto che, oltre alle leggende locali, esistono altre e più imponderabili realtà…

– La valle del Cento Morti (1° pubbl. su I racconti di Dracula n. 33, del luglio 1962) si ambienta in un cupo villaggio sprofondato tra le nebbie della Prussia orientale. A Villa Herta, abitata dai conti Von Klafhen, pesa un antico retaggio di sangue: secondo la leggenda dei “Cento Morti”, quando un enorme e vecchio tamburo farà udire di nuovo il suo lugubre suono, un mostro tornerà a reclamare una vittima della famiglia. In questo scenario da incubo, immerso in un’atmosfera surreale, un giovane forestiero arriva al castello intenzionato a indagare i luoghi della leggenda…

– Lo squalo bianco (1° pubbl. su I Racconti di Dracula n. 39, del gennaio 1963) si basa su una leggenda siciliana, ma l’autore lo ambienta nella selvaggia Normandia, dove una spedizione archeologica arriva per esplorare le caverne marine e i suggestivi fiordi che la natura incontaminata di quei luoghi offre. Ma tra gli anfratti bui si annida un essere infernale, un fantasma degli abissi, che durante le notti di tempesta riemerge da un oscuro passato per reclamare un prezzo inconcepibile. Sarà un’avventura strana, quella che si troverà ad affrontare il gruppetto di studiosi, in questo fantastico racconto dove la paura dell’Ignoto attanaglia la mente e le anime degli sventurati protagonisti.

Informazioni sulle pagine di studilovecraftiani.blogspot.it, direttamente acquistabile attraverso la vetrina di Dagon Press su Lulu.com. Qui sotto, un’anteprima sfogliabile del libro.

I Capolavori de “I Racconti di Dracula”
Volume Quinto: Harry Small
a cura di Sergio Bissoli
Edizioni Dagon Press, 2013
brossura, 332 pagine, €19.00

Pietro Guarriello

lunedì 18 marzo 2013

L’Anima. Memorie di Alberto Sàrcori: nel tardo Ottocento dell’Italia c’è un fantasma

L’Anima. Memorie di Alberto Sàrcori, 2013, copertina“Seduto su la poltrona, a piè del letto, stava il Fantasma. La sua mano sinistra era appoggiata sul piano a così breve distanza da me, che la potevo investigare minuziosamente: questa mano era bianca, molto scarna, d’un garbo signorile, rivestita presso il polso e su le prime falangi da una spessa lanuggine, e ornata da unghie piuttosto lunghe, adunche e ben tenute. Io pensava, trepidante, nell’osservarla: «Può dunque essere un inganno?». E, supino sul letto, evitavo di muovermi, per tema di richiamar su me l’attenzione e lo sguardo dello spettro, che sembrava distratto o assorto”.

Con il romanzo L’Anima. Memorie di Alberto Sàrcori, di Enrico Annibale Butti (1868-1912), Keres Edizioni prosegue nell’opera di meritoria riscoperta di un nostro fantastico letterario tardo ottocentesco, pressoché dimenticato se non forse rimosso dalla cultura italiana del secolo seguente.

Nato a Milano e drammaturgo alquanto celebre ai suoi giorni, il solo a trattare tematiche morali e religiose nel teatro borghese italiano fra i due secoli tanto da venire accostato alla figura di Henrik Ibsen, Butti affronta un soggetto certamente inusuale per una letteratura tradizionalmente ancorata ai temi del Verismo. Quello del fantasma, o meglio della possibilità d’una “sopravvivenza dell’anima” in una storia sospesa fra il dubbio e la percezione soggettiva, in precario equilibrio tra la ragione e la fede, le certezze di un materialismo concreto e razionale contrapposte all’anelito verso la speranza di un mondo superiore, di un ulteriore stato d’esistenza. Una tensione destinata a rimanere irrisolta, almeno agli occhi del lettore, anche davanti alla finale scelta del protagonista.

Enrico Annibale Butti, foto“Alberto Sàrcori, studente milanese prossimo alla laurea in medicina presso l’Università di Pavia, appena uscito da una passionale relazione con la moglie d’un amico, aspira ad amori virginali ed è colpito dalla bella Giovanna, figlia del Maggiore Laerti, di origini calabresi. Inizialmente tenuto a distanza, Alberto fa credere a un reale interesse matrimoniale e viene ammesso a frequentare con assiduità casa Laerti. Poco a poco anche Giovanna, sulle prime molto fredda, si apre con Alberto, tanto che questi spera di riuscire a conquistarla completamente, prima di laurearsi e lasciare Pavia per sempre. Ma c’è un ostacolo: il rivale non è un altro studente, ma il suo fantasma! Giovanna infatti sostiene di essere perseguitata dallo spirito di un giovane, suicidatosi quattro anni prima perché respinto da lei. Si tratta di realtà o di allucinazione? Alberto, ateo e scientista, è sicuro della seconda ipotesi, ma, riuscito a penetrare nella stanza di Giovanna, anch’egli vede (o crede di vedere?) il fantasma, l’anima del titolo. Turbato, dapprima crede di essere preda di una suggestione, rifiutando di prestare fede al sovrannaturale; ma la soluzione che egli cerca di imporsi non lo riesce a convincere del tutto…”

L'Anima, frontespizio della II ed.izione, 1894Originariamente pubblicato nel 1893 dalla Libreria Editrice Omodei Zerini di Milano, il volume è curato e approfonditamente introdotto da Gianandrea de Antonellis, recente autore del saggio monografico Enrico Annibale Butti. L'Ibsen italiano (Edizioni Scientifiche Italiane, 2012), che dell’opera ripropone e annota il testo tratto dalla definitiva edizione 1903 riveduta e corretta dallo scrittore milanese.

Illustra la copertina il Jeune homme à la fenêtre dipinto da Gustave Caillebotte nel 1875.

Maggiori informazioni presso il sito web ufficiale keresedizioni.com, dal quale si può scaricare una anteprima in formato PDF (53,1 Kb) comprendente il Prologo e il Capitolo I del romanzo, mentre il Capitolo II è disponibile in lettura sulla pagina Facebook di Keres Edizioni. A seguito, il booktrailer.

scarica l'anteprima PDF, iconaL’Anima. Memorie di Alberto Sàrcori
Enrico Annibale Butti
Il labirinto delle lamie, Keres Edizioni, 2013
brossura, 192 pagine, €13.00
ISBN 9788897231035




Andrea Bonazzi

sabato 9 marzo 2013

La tomba proibita: Tim Powers e il vampiro Polidori

La tomba proibita, 2013, copertinaUn’avventurosa narrativa del soprannaturale fusa tra dark fantasy e thriller in accurati contesti storici e letterari: questo il principale marchio di fabbrica dell’americano Tim Powers, noto in Italia per romanzi come lo steampunk preternaturale de Le porte di Anubis (The Anubis Gate, 1983), il fantastico piratesco di Mari stregati (On Stranger Tides, 1987, adottato dal ciclo cinematografico dei “Pirati dei Caraibi”), o il quadro sui poeti romantici edoardiani – Keats, Lord Byron, Shelley – raffigurato in Lamia (The Stress of Her Regard, 1989).

All’ambiente culturale e letterario britannico, vittoriano stavolta, Powers fa ritorno con il romanzo La tomba proibita (Hide Me Among the Graves, 2012) tradotto da Paola Vitale per le edizioni Newton Compton, da Lamia riportando in scena il dottor John William Polidori – già medico di Byron e autore de Il vampiro (The Vampyre: A Tale, 1819) – a tormentare da un’inquieta non-morte le famiglie dei propri illustri nipoti: l’autrice Christina Rossetti e suo fratello, il preraffaellita Dante Gabriel Rossetti.

“Inverno 1862. Uno spirito malvagio si aggira per le fredde e cupe strade di Londra. È il fantasma vampiro di John Polidori, che un tempo fu lo zio della poetessa Christina Rossetti e del pittore Dante Gabriel. Proprio Christina, all’età di quattordici anni, ha attirato sulla famiglia la maledizione di Polidori. Una terribile tragedia che, però, ha avuto anche effetti positivi: da allora lo zio ha ispirato con i suoi poteri soprannaturali le opere dei due fratelli. Ma nel tempo il vampiro è diventato sempre più pericoloso: quando Polidori resuscita la moglie defunta di Dante – trasformandola in un raccapricciante vampiro – e minaccia degli innocenti e altri membri della famiglia, i Rossetti capiscono che è giunto il momento di eliminare il mostruoso parente e spezzare la maledizione, anche a costo di perdere per sempre il loro talento creativo. Christina e Dante si ritrovano così catapultati in una Londra sotterranea e soprannaturale di cui non sospettavano l’esistenza. Tuttavia, per entrambi, scegliere tra una vita mortale priva di ispirazione e l’empia immortalità offerta da Polidori potrebbe rivelarsi più difficile del previsto…”

scarica l'anteprima PDF, iconaInformazioni presso la pagina web dedicata su newtoncompton.com, dalla quale è possibile scaricare una anteprima PDF (401 Kb) in ventinove pagine con le parti iniziali della storia.

La tomba proibita
Tim Powers
collana Vertigo, Newton Compton, 2013
brossura, 576 pagine, €14.90
ISBN 9788854147300
 
Andrea Bonazzi

domenica 23 dicembre 2012

I pirati fantasma di William Hope Hodgson

Oggi più che mai, nulla di nuovo in libreria per il weird-horror – genere letterario che solo i più piccoli e non distribuiti editori sembrano ormai trattare in Italia. Ma in assenza di novità, sugli scaffali troviamo ogni tanto almeno le ristampe o riedizioni dei classici, come questo I pirati fantasma di William Hope Hodgson appena riproposto da Addictions-Magenes Editoriale.

Capolavoro di “orrore marino”, il romanzo The Ghost Pirates è presentato qui nella medesima traduzione a firma di Gianni Pilo pubblicata nel 1986 presso Fanucci, e da Newton Compton a partire dal 1994.

Andrea Quadraroli introduce il volume con una sua prefazione seguita da alcuni cenni biografici su Hodgson, mentre viene inserito in appendice un utilissimo glossario dei termini marinareschi utilizzati nella narrazione.

“Pubblicato per la prima volta nel 1909, I pirati fantasma è considerato l’ultimo capitolo di una trilogia di cui fanno parte anche Naufragio nell’ignoto e La casa sull’abisso. Citando Howard Phillips Lovecraft, questo romanzo «è un potente resoconto dell’ultimo viaggio di una nave sventurata e infestata da terribili creature marine (di aspetto quasi umano, forse spiriti di bucanieri del passato) che la perseguitano e infine la trascinano nel baratro dell’ignoto. Con la sua padronanza di nozioni marinaresche e la sua intelligente selezione di allusioni ed eventi evocativi di orrori latenti in natura, questo libro raggiunge picchi di potenza invidiabili». Una ghost story fuori dagli schemi, quindi, che si svolge in un microcosmo: un trealberi maledetto capace di aprire porte su altri mondi. E l’abisso oceanico è l’universo alieno per eccellenza in cui può essere fagocitato il già fragile raziocinio dei marinai dell’Ottocento”.

Prosegue la nota editoriale: – “L’autore, con il suo immaginario suggestivo, ancora una volta crea abilmente un’atmosfera di suspense che coinvolge il lettore in un romanzo appassionante, diventato un classico della letteratura fantastica di mare. William Hope Hodgson è stato forza ispiratrice del mondo di arcano terrore di Howard Phillips Lovecraft. Se un tale genio rimase stregato dall’immaginazione di Hodgson, siamo certi che questo autore saprà scuotervi con il brivido del mistero”.

In copertina un particolare da una suggestiva illustrazione del surrealista George Grie. Ogni altra informazione sulle pagine web dedicate di mageneseditoriale.it.

I pirati fantasma
William Hope Hodgson
Addictions-Magenes Editoriale, 2012
brossura, 192 pagine, €15.00
ISBN 9788866490258
Andrea Bonazzi

lunedì 10 dicembre 2012

Lo zombi del Gran Perù: Pierre-Corneille de Blessebois e i primi “zombie" in un romanzo alla fine del Seicento

Lo zombi del Gran Perù, 2012, copertinaAutentica curiosità bibliofila, con la sua prima citazione dello zombi nella letteratura d’Occidente, Le Zombi du Grand Pérou, ou La comtesse de Cocagne veniva pubblicato nel 1697 in forma anonima e solamente più tardi attribuito al francese Pierre-Corneille de Blessebois, pseudonimo di Paul-Alexis Blessebois (1646-1700), autore di tragedie e contemporaneamente “licenzioso” scrittore d’opere a sfondo erotico. Come questo “roman facétieux et obscène”, nella definizione data da Charles Nodier, un “romanzo faceto e osceno” d’esotica ambientazione coloniale, finalmente proposto in italiano nell’edizione pubblicata dalla Associazione Culturale LibriPerduti di Milano.

Nella traduzione di Vittorio Fincati, Lo zombi del Gran Perù di Pierre-Corneille de Blessebois si presenta in un volumetto a cura di Gabriele Ferrero, introdotto ai lettori da una prefazione a firma di Andrea Romanazzi.

“La contessa di Cocagne, una donna creola ingenua e ninfomane, e Monsieur de C…, presunto stregone, sotto le cui spoglie si cela l’autore del romanzo, sono i protagonisti di questa «‘storiella’ di fantasmi e sesso ai Tropici», come lo stesso Pierre-Corneille de Blessebois la definì. Le Zombi du Grand Pérou, ou La comtesse de Cocagne è un racconto di grande rilevanza culturale, in quanto è il primo in cui è fatta menzione degli zombi, i morti-viventi della tradizione Voodoo, seppure la loro immagine appaia differente da quella entrata in seguito nell’immaginario collettivo. Gli zombi di Blessebois non sono individui in stato catalettico, animati da una droga che li fa agire come automi – spesso come esecutori di omicidi mirati – bensì spiriti aerei, o meglio persone in grado di avere esperienze extracorporee, capaci di proiettare fuori dal corpo un fantasma animato e intelligente, di compiere azioni straordinarie”.

Le Zombi du Grand Pérou, 1697, frontespizioL’illustrazione della copertina si affida al talento di Greta Eta, al secolo Greta Crippa. Maggiori informazioni sono disponibili in rete sul sito di LibriPerduti – associazione che si propone di pubblicare opere letterarie di autori italiani e stranieri, inedite o scomparse dal mercato editoriale – e presso la pagina web dedicata al volume.

Lo zombi del Gran Perù
Pierre-Corneille de Blessebois
collana La controra, Associazione LibriPerduti, 2012
brossura, 96 pagine, €11.00
ISBN 9788890582325

Andrea Bonazzi

venerdì 7 dicembre 2012

Gustav Meyrink: Il Domenicano bianco

Il Domenicano bianco, 2012, copertinaSembra che il solo fantastico letterario a godere di qualche fortuna editoriale, qui in Italia, continui a essere quello più apertamente orientato verso l’interpretazione esoterica – nel quadro, non di rado, d’una lettura anche ideologica in tale approccio al genere...

Cosiderato nel massimo riguardo in questa tradizione, l’austriaco Gustav Meyrink (1868-1932) è forse tra gli scrittori da noi più costantemente ristampati nell’ambito presente sino all’odierna uscita, per le Edizioni Bietti, del romanzo Il Domenicano bianco (Der weiße Dominikaner, 1921) in una nuova edizione annotata a cura di Gianfranco de Turris, che torna a presentare l’opera nella sua classica prima versione italiana tradotta da Julius Evola e pubblicata nel 1944 dai Fratelli Bocca di Milano.

“In una cittadina dai tratti opachi e misteriosi, Cristoforo Colombaia è chiamato dalla singolare figura del Domenicano bianco a portare a compimento il lavoro dei suoi avi; si trova così catapultato in una dimensione sovrannaturale dell’esistenza, che fa irruzione nel mondo reale, sconvolgendone l’ordine. I confini tra sogno e realtà sono ormai dissolti. La sua missione lo condurrà a lottare contro la Testa della Medusa, simbolo della controìniziazione moderna e delle pseudospiritualità del nostro tempo, per riaffermare una concezione eroica e spirituale dell’esistenza. Alla trasmutazione finale potrà giungere solo attraverso la mediazione della femminilità, in una «metafisica del sesso» assai peculiare, frutto dell’incontro tra discipline orientali e tradizione occidentale”.

Il Domenicano bianco, 1944, copertinaIl volume si correda di un’ampia appendice dedicata alla dimensione iniziatica nella scrittura dell’autore, “Meyrink e l’esoterismo”, con testi e interventi a firma di Massimo Scaligero, Serge Hutin, Jean-Pierre Bayard e Gérard Heym, oltre che dello stesso Evola.

Informazioni presso il sito web della casa editrice.

Il Domenicano bianco
Gustav Meyrink
collana L’archeometro, Edizioni Bietti, 2012
copertina rigida, 290 pagine, €19.00
ISBN 9788882482732

Andrea Bonazzi

lunedì 8 ottobre 2012

Max Dave nei Capolavori dei Racconti di Dracula Vol. 4

I Capolavori dei Racconti di Dracula Vol. 4: Max Dave, 2012, copertinaLa quarta e attesa uscita de I Capolavori dei Racconti di Dracula, che ristampa in edizioni integrali riviste e corrette dal curatore Sergio Bissoli i migliori romanzi horror apparsi nella mitica prima serie della collana, è tutta dedicata al grande Max Dave, autore culto di numerosi thriller soprannaturali nei quali il labile confine tra realtà e fantasia si tinge di ombre terribili e inquietanti: un luogo prediletto dai fantasmi…

Con lo pseudonimo di Max Dave scrivevano due persone: il dott. Pino Belli (1921-1968) autore dei tre romanzi presentati in questo quarto volume, e il fratello dottor Carlo Belli (vivente). Di origini nobiliari, Pino Belli, il maggiore e più prolifico dei due, dopo una breve carriera come ufficiale dell’esercito prima e poi come regista, iniziò la sua attività di autore nel 1958 scrivendo storie del mistero per la collana “Narratori Americani del Brivido” dell’editore Cantarella, tra cui spiccano L’Ombra che Ride e Il Vampiro. Entrò poi in pianta stabile presso la stessa casa editrice e, firmandosi col nome di Max Dave, prense a scrivere “I Racconti di Dracula”.

Presto divenne uno degli autori più prolifici e richiesti della mitica collana, dando la sua impronta indelebile all’intera serie. “Genio sregolato”, come lo definisce Sergio Bissoli nella sua postfazione “I fantasmi di Max Dave”, fu ideatore dei casi più pazzeschi, di trappole diaboliche, di orribili apparizioni nei castelli o nelle brughiere della Scozia – luogo prediletto ove ambientare le sue storie più macabre – in capolavori di narrativa a doppia soluzione, magistralmente scritti. In circa dieci anni di carriera scrisse decine di romanzi horror, alcuni dei quali sono stati tradotti anche in Francia, e quelli che qui riproponiamo – dopo oltre mezzo secolo di oblìo – sono i più rappresentativi del suo stile unico e inconfondibile.

Uccidono i morti?, 1959, copertinaUccidono i morti? Con questo romanzo esordiva (nell’anno 1959) la mitica collana originale de “I Racconti di Dracula”, “con lo scopo di presentare” – scriveva l’editore nella postilla editoriale – “la migliore narrativa nel campo dell’allucinante e dello spaventoso”. La trama sembra precorrere i migliori film di Dario Argento: una terrificante maledizione aleggia sul castello degli Hatchet; la sciagura si abbatte su signori e servitù allorché una mano ignota inizia a mietere le prime vittime, e alcuni cadaveri vengono rinvenuti con il volto deformato dalla paura. Tutto sembra avere origine dalla sparizione di una misteriosa statuetta di giada verde, legata al culto tibetano della resurrezione dei morti. E tra lugubri saloni bui, ombrosi e semideserti, una creatura dell’oltretomba torna per tormentare i vivi… Questo il primo originale thriller fantastico di Max Dave, già entrato nell’Olimpo dei classici della letteratura nera.

Assediati dal demonio, 1963, copertinaAssediati dal demonio è uno dei romanzi più surreali, allucinati e folli dell’intera serie dei “Racconti di Dracula”. Un piccolo e sonnacchioso villaggio del Galles viene sconvolto da strane apparizioni: dei misteriosi “uomini rossi”, specie di creature eteree che non sono di questo mondo, escono di notte per vagare tra i vivi, uccidendo con il loro tocco mortale. Forse sono richiamate da un perverso e scellerato patto col diavolo. Interviene l’esercito… ma un gruppetto di civili resta intrappolato in un antico castello e, assediati dalle mostruose creature, lotta per la sopravvivenza. E mentre fuori infuriano lampi e spari, ha inizio una terribile discesa negli inferi del castello e della mente umana… Uno dei grandi capolavori fantastici di Max Dave, qui al meglio della sua forma.

Terrore al castello, 1965, copertinaTerrore al castello è una cupa e insidiosa ghost story carica di suspense. In un antico e tenebroso maniero, sferzato dalla furia della tempesta, ristagna un’atmosfera d’incubo e di paura: i futuri eredi della Marchesa, una misteriosa nobildonna di età indefinita, iniziano a morire in modi atroci. Ognuno sospetta dell’altro, ma mentre insorgono i primi contrasti, i fantasmi del posto manifestano la loro oscura presenza. E cosa succede, ai vivi, quando è un fantasma a mostrare i segni della pazzia? Un romanzo magistrale, un altro capolavoro del terrore soprannaturale di Max Dave.

Informazioni sulle pagine web delle edizioni Dagon Press. Il volume è ordinabile presso lo shop online Lulu.com dell’editore, insieme alle tre precedenti uscite de I Capolavori dei Racconti di Dracula. Qui a seguito, un’anteprima attraverso cui sfogliare alcune pagine del libro.

I Capolavori dei Racconti di Dracula
Volume 4: Max Dave
a cura di Sergio Bissoli
Edizioni Dagon Press, 2012
brossura, 304 pagine, €19.00
Pietro Guarriello



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venerdì 5 ottobre 2012

Bram Stoker e Il mistero del mare

Il mistero del mare, 2012, copertinaNel centenario della morte dello scrittore irlandese, la casa editrice romana Nutrimenti pubblica Il mistero del mare di Bram Stoker, apparso nel 1902 ma rimasto finora inedito in Italia, proposto nella collana “Nautilus” per la traduzione e cura di Mirko Zilahi de’ Gyurgyokai.

Settimo romanzo del celebrato “padre” letterario di Dracula, The Mystery of the Sea è un’opera avventurosa a sfumature mystery e soprannaturali sullo sfondo cinquecentesco del conflitto tra l’Inghilterra e la Spagna, fra il razionalismo e la superstizione, l’attenta ricostruzione storica e un folklore di suggestioni gotiche in una combinazione di elementi narrativi padroneggiata dall’autore in diversi romanzi quali Il passo del serpente.

“Nei primi anni del Novecento, quando fu dato alle stampe «Il Mistero del Mare», Bram Stoker era una delle figure più in vista dell’alta società londinese, da oltre vent’anni assistente personale di Henry Irving, il più acclamato attore vittoriano, e autore di alcuni libri di discreta popolarità, tra cui Dracula, «la miglior storia di demoni che abbia letto da molti anni a questa parte», come ebbe a scrivergli Arthur Conan Doyle. Proprio l’immensa fortuna di Dracula. che dopo la morte di Stoker s’impose tra i capolavori della narrativa del terrore, ha inevitabilmente gettato ombra sul resto dell’opera dello scrittore irlandese. Così, anche «Il Mistero del Mare» ha finito per vivere una lunga stagione di oblio, restando pressoché sconosciuto ai lettori di molte parti del mondo, e fin qui inedito pure in Italia. A leggerlo oggi, nel centenario della morte del suo autore, questo romanzo dal sapore avventuroso e dall’atmosfera fosca si rivela un’opera sorprendente, ben più di quanto la sua avversa sorte editoriale possa far supporre”.

The Mystery of the Sea , I ed. USA, Doubleday, 1902, copertinaProsegue la nota editoriale: “Fulcro dell’intera vicenda è la ricerca di un antico tesoro, un capitale di monete e lingotti che lo Stato Pontificio, alla fine del sedicesimo secolo, aveva destinato alla corona di Spagna per conquistare l’Inghilterra e convertirla al cattolicesimo. Archibald Hunter, protagonista e narratore, è l’uomo scelto dal fato per sbrogliare una vicenda irta di pericoli, intorno alla quale convergono le mire di molti attori. Il destino gli riserva come compagna una giovane e indomita americana, Marjory, erede della nobile stirpe di Sir Francis Drake. Insieme a lei, Archie dovrà districarsi tra misteriosi fenomeni di preveggenza e scritture enigmatiche, inganni, rapimenti e battaglie in mare, incalzato da una perfida veggente, da un azzimato gentiluomo spagnolo e dai servizi segreti britannici e americani”.

“Incredibile caleidoscopio di argomenti, generi e categorie estetiche – l’amore, la politica e la crittografia; l’avventura, il neogotico e lo spionaggio; il soprannaturale, il razionale e il pittoresco – questo romanzo condensa la tradizione letteraria del suo tempo e anticipa temi e atmosfere di molta narrativa novecentesca, confermando quelle qualità che hanno fatto di Bram Stoker un innovatore, padre, con Dracula, di uno dei filoni artistici di maggiore successo nel tempo”.

scarica l'anteprima PDF, iconaInformazioni presso la pagina dedicata sul sito web di Nutrimenti, dalla quale è possibile scaricare un’anteprima in formato PDF (576 Kb) con le prime dieci pagine del volume, comprendente l’intera introduzione a firma del curatore del volume.

Il mistero del mare
Bram Stoker
collana Nautilus, Nutrimenti, 2012
brossura, 464 pagine, €19.50
ISBN 9788865941393
Andrea Bonazzi

martedì 18 settembre 2012

Machen: Gli arcieri e altre leggende di guerra. Il Terrore

“C’erano diecimila cadaveri di soldati tedeschi in quel settore dell’esercito inglese… il soldato vedeva sopravanzare, oltre la trincea, una lunga schiera di sagome rilucenti… San Giorgio aveva condotto i suoi Arcieri di Angicourt alla salvezza dell’inghilterra.” (Gli arcieri)

“Chiunque voglia può facilmente immaginare che cosa vide Karl Heinz nelle mani del prete quando la nebbia si diradò davanti all’ostensorio. Fu proprio in quel momento che il sergente lanciò un grido e morì.” (L’ostensorio)

“E da quel momento nessuno riuscì più a distinguere i fatti reali dalle più fantasiose congetture… L’improbabile è un faro nella vita… La mia teoria è che il progresso umano sia semplicemente una lunga marcia da una cosa inconcepibile a un’altra… alla resa dei conti tutta la scienza è una bugia, anche la più alta.” (Il terrore)

Arthur Machen, scrittore gallese (Carleon-on-Usk 1863 — Amersham 1947), giornalista, saggista, traduttore fu noto per il vivo senso del soprannaturale coniato su elementi leggendari della cultura e del folklore del natio Galles che gli consentirono di creare sfondi suggestivi, degni della migliore letteratura fantastica. Del 1894 è “The Great God Pan”. Seguirono “The Three Impostors,” 1895 e “The hill of dreams,” 1907. È del 1914 il racconto “The bowmen”. “The Terror” uscito nel 1916 ebbe meritata fortuna.


Era il 29 settembre del 1914 quando, sulle pagine del popolare quotidiano londinese The Evening News, apparve un breve resoconto che ispirandosi alle cronache della recente battaglia di Mons (in Belgio, il 23 agosto del ’14), riferiva di un miracoloso intervento soprannaturale giunto in soccorso delle truppe inglesi sovrastate dal nemico. Gli spiriti degli arcieri di Anzicourt, vittoriosa battaglia del 1415 descritta nell’Enrico V di Shakespeare, ritornavano su intercessione di San Giorgio per affrontare, invisibili al fianco di un pugno di soldati britannici, l’assalto schiacciante dei tedeschi.

A poco valsero annunci e rettifiche a specificare che di opera narrativa e non di articolo giornalistico si trattasse: la storia colpì l’immaginario collettivo sino a diffondersi come leggenda di guerra, persino ritrovando pretesi testimoni a carico della sua veridicità. Sfuggito di mano al proprio autore, diffuso e continuamente ristampato nei mesi successivi, il racconto era appunto The Bowmen, scritto da un certo giornalista di nome Arthur Machen.

La raccolta che lo comprendeva è integralmente proposta da Miraviglia Editore ne Gli arcieri e altre leggende di guerra - Il terrore. Nella versione di Fabio Bussotti, il volume comprende il romanzo breve The Terror pubblicato a Londra nel 1917 e già noto al pubblico italiano, insieme a The Bowmen and Other Legends of the War, del
1915.

Se pure non mancano precedenti edizioni italiane del singolo racconto “Gli Arcieri”, vengono tradotti qui per la prima volta gli altri titoli della prima edizione inglese del libro, senza escludere la prefazione originale di Machen né un suo poscritto. Oltre a “The Bowmen” troviamo quindi la religiosa fantasia consolatoria de “Il riposo del soldato” (The Soldiers’ Rest), la giustizia divina e vendicatrice de “L’ostensorio” (The Monstrance) e la visione premonitrice de “La luce abbagliante” (The Dazzling Light), per finire con l’articolo “Gli Arcieri e altri nobili fantasmi da 'Il Londinese'” (The Bowmen and Other Noble Ghosts by 'The Londoneer') a constatare un incontrollato propagarsi delle creazioni leggendarie di questo tipo.

Mantenendo i temi e lo sfondo della Prima Guerra Mondiale, con Il terrore si cambia tuttavia di registro. Dal patriottico misticismo popolare delle “leggende” composte per i giornali del periodo, si ritorna ai temi fantastici e horror più tipici dello scrittore gallese, spesso intrisi anch’essi di una propria visione mistica e morale. Molto prima della ribellione de Gli uccelli nel racconto di Daphne du Maurier (The Birds, 1952), reso immensamente popolare nel ’63 dall’omonimo film di Hitchcock, in The Terror è l’intero regno animale che, per incomprensibili e non spiegate ragioni, sembra impazzire rendendosi d’un tratto ostile all’uomo, svelandosi attraverso le prime morti misteriose per abbattersi poi come una piaga biblica sui villaggi del Galles e il sud dell’Inghilterra.

Il volumetto si apre con una introduzione di Noé I. Rocchi e inaugura una collana dell’editore Miraviglia di Reggio Emilia, Lo specchio opaco, che intende dedicarsi alla riscoperta del fantastico letterario fra l’Ottocento e il Novecento. Maggiori informazioni presso il sito web ufficiale miravigliaeditore.it.

Gli arcieri e altre leggende di guerra. Il terrore
Arthur Machen
Collana Lo specchio opaco, Miraviglia Editore, 2008
brossura, 208 pagine, €20.00
ISBN 9788889993040.
Andrea Bonazzi
(in prima versione su In Tenebris Scriptus dell’11/06/08)

venerdì 10 febbraio 2012

I Racconti Grotteschi di L.A. Lewis e “Racconti di Dracula” Vol. III per Dagon Press

Racconti Grotteschi, 2012, copertinaCari amici e appassionati, dopo una pausa di qualche mese la Dagon Press torna a riaprire le sue cornucopie di tesori fantastici, e cosa c’è di meglio che trascorrere queste gelide serate invernali intinte nel bianco della neve (il colore dei fantasmi!) insieme a una buona raccolta di storie weird, magari vicino al camino, al tepore rassicurante della fiamma che arde sui ceppi?

Sì, perché una tra le più strane, più affascinanti e più oscure raccolte di storie dell’orrore di tutti i tempi è arrivata finalmente in Italia, grazie al lavoro di scavo e di recupero della Dagon Press e in primis del nostro benemerito collaboratore Bernardo Cicchetti, curatore dell’edizione italiana. Si tratta della incredibile, bizzarra antologia che nell’originale inglese ha il titolo di Tales of the Grotesque: A Collection of Uneasy Tales, volume del 1934 le cui rarissime copie originali sono oggi praticamente introvabili, valutate centinaia o anche migliaia di dollari sul mercato dell’antiquariato librario.

L’autore, il misterioso Leslie Allin Lewis (1899-1961), scrisse solo questo libro, una vera icona del genere fantastico e soprannaturale, e poi sparì nel nulla. Ma il fascino delle sue strane storie (undici in tutto) permane, anche a distanza di decenni, e il libro ha da allora stregato critici, esperti e connoisseurs della letteratura antirealista: “Una delle più belle antologie del terrore mai pubblicate,” l’ha giudicato uno specialista come Mike Ashley (in Who’s Who in Horror and Fantasy Fiction), e lo stesso Richard Dalby, che nel 1994 ha curato una riedizione altrettanto rara, parla di “horror stories di eccezionale qualità” (cfr. The Penguin Encyclopedia of Horror and the Supernatural).

Un libro e un autore leggendari, dunque, che siamo orgogliosi di portare in Italia, per la prima volta, in traduzione integrale arricchita dall’unico altro racconto scritto da Lewis, da straordinarie illustrazioni appositamente realizzate per questa edizione e da esclusive foto d’epoca: documenti, immagini e storie di indubbio fascino che rimandano al periodo delle weird tales più classiche, quelle per intenderci di M.R. James, A. Blackwood, W.H. Hodgson, ecc., ma con in più uno stile di scrittura moderno e perfettamente attuale.

“Quelli di Lewis,” assicura Neil Wilson (l’autore di Shadows in The Attic – A Guide to British Supernatural Fiction: 1820-1950) “sono racconti insoliti, originali, che in modo deciso portano l’atmosfera della ghost story classica nel Ventesimo Secolo”. Sono storie avvolte in atmosfere misteriose, inquietanti, surreali, macabre, spettrali, cupamente fantastiche e grottesche, da “La Torre di Moab”, in cui un edificio stregato, infinito, è dimora di demoni orrendi, a “Ibrido”, con una singolare trasformazione e un finale beffardo; da “La Fortezza Perduta”, che si trova in un limbo sperduto oltre il tempo e lo spazio, un luogo immoto e inanimato, ma violato dal crimine, a “Gli Accordi del Caos”, dove la bizzarra musica di un pianista-medium evoca visioni terribili di follia, morte e distruzione.

Ma tutte le storie sono decisamente singolari e intinte nelle atmosfere del macabro e del bizzarro, come “Il Bambino”, con la sua lugubre dimora che si erge in un bosco evitato da Dio e dagli uomini, abitata da una misteriosa entità, o “Gli Spettri dell’Aria”, un racconto sinistramente ‘lovecraftiano’ dove agisce una creatura maligna, infernale, enigmatica nei suoi scopi, e inconoscibile. E poi ancora la possessione soprannaturale de “La Pipa di Schiuma”, nel quale il diario di un folle riporta una cronaca assurda, terrificante, di alienazione e paranoia.

Tales of the Grotesque: A Collection of Uneasy Tales, 1934, copertina
Queste e altre Storie Grottesche troverete nel libro, una silloge perfetta di racconti terrifici tra i più originali del genere. Un’antologia che ben si presta anche per tentare un gioco affascinante, quello delle comparazioni letterarie.

“Immaginiamo che questa sia un’antologia di autori vari,” scrive Cicchetti nella Postfazione, “e attribuiamo ai racconti la paternità più probabile. Ecco, potrebbe uscirne fuori una lista del genere: ‘La Fortezza Perduta’ di Matthew Shiel, ‘Ibrido’ di Robert Hichens, ‘La Torre di Moab’ di Clark Ashton Smith, ‘Il Bambino’ di Edward Lucas White, ‘Il PugnalÈ di Robert Bloch, ‘Gli Accordi del Chaos’ di Algernon Blackwood, ‘La Pipa di Schiuma’ di August Derleth, ‘Gli Spettri dell’Aria’ di Howard Phillips Lovecraft, ‘Il Maiale di Ferro’ di Richard Matheson, ‘Vivente nella Morte’ di Algernon Blackwood, ‘Il Racconto dell’Autore’ di… Clive Barker? Stephen King? Decidete un po’ voi. Intendiamoci, se fosse così, se Leslie Allin Lewis fosse non un autore in carne e ossa ma uno pseudonimo collettivo, questa sarebbe davvero una delle possibili antologie del meglio degli autori citati”.

E davvero una personalità multiforme dev’essere stata quella di L.A. Lewis, di cui ancora oggi si sa decisamente troppo poco. Scrittore? Veterano delle due guerre? E che altro? Tutto quello che si sa di lui, oltre al fatto che sia stato un pilota della RAF e che abbia scritto alcune delle più originali horror stories di tutti i tempi, ce lo dice sempre Cicchetti nella sua Postfazione, in una inedita ricerca, impreziosita da foto e documenti d’epoca, in cui si svelano dettagli e fatti basilari e mai prima emersi della vita dello scrittore; del quale comunque restano avvolti nel mistero gli ultimi anni, trascorsi non si sa dove… forse in una delle realtà “altre” in cui si muovono i protagonisti dei suoi racconti? Il regno-limbo della fortezza perduta – uno dei suoi tales più magici e perfetti – o lo strano altrove verde di “Vivente nella Morte”, macabra fantasia di cadaveri e dimensioni parallele? Chissa! Quel che è certo, è che Lewis e i suoi Racconti Grotteschi sono oggi entrati nel mito della letteratura fantastica e di genere, ed è una fortuna averli recuperati e tolti dall’oblio delle opere perdute – grazie a Richard Dalby in Inghilterra e a Bernardo Cicchetti in Italia – per dar loro modo di continuare a stregare e affascinare una nuova generazione di lettori.

Il volume, stampato in solida edizione rilegata con sovracopertina “d’epoca” (basata su quella originale degli anni 30) è a tiratura limitata – solo 100 copie numerate – e viene venduto con il metodo della prevendita, cioè con prenotazione, al prezzo promozionale di Euro 29.00 + spese di spedizione. Gli ordini dovranno quindi pervenire entro il 30 febbraio 2012. Una volta chiuse le prenotazioni, le copie saranno stampate e spedite ai richiedenti che le riceveranno entro un paio di settimane. Dopo tale data, se resteranno copie invendute il costo di ognuna sarà di 35.00 Euro.

Importante: una volta esaurite le 100 copie, non sono più previste ristampe. Si offre così ai lettori e agli appassionati l’occasione di avere in esclusiva un qualcosa di unico, un libro destinato a diventare col tempo un tesoro per i collezionisti e un motivo d’orgoglio per chi lo possiede.

La modalità d’ordine è la seguente: o un versamento su PostePay n. 4023600464559329 (intestatario Pietro Guarriello) oppure un bonifico bancario (dati a richiesta). Dopo il versamento basta inviare una e-mail di conferma all’indirizzo di redazione (studilovecraft@yahoo.it) indicandovi un indirizzo postale per il recapito.

I Capolavori de “I Racconti di Dracula” vol. 3, 2012, copertinaRicordiamo inoltre che in concomitanza con l’uscita del volume Racconti Grotteschi di L.A. Lewis, sarà disponibile anche il terzo libro della collana I Capolavori de “I Racconti di Dracula”, che presenta altri tre memorabili romanzi dell’epoca d’Oro del weird tale italiano.

L’autore è Paul Carter, “il viandante nell’orrore”, come titola Sergio Bissoli l’appendice biografica, poiché ebbe modo di visitare tutte le nazioni del globo, eccetto il Giappone. E queste sue esperienze di viaggio, spesso straordinarie, sono riportate fedelmente nei suoi romanzi, ognuno dei quali ambientato in un differente paese del mondo, come i tre che presentiamo in questo volume:

Le Belle e i Mostri si ambienta nelle arroventate atmosfere del deserto Australiano, dove avvengono fatti strani, misteriosi, con scomparse di locali e di indigeni. Tutto converge all’isolata fattoria di Firth Farm, abitata da un gruppo di ricchi occidentali, tra cui due mad doctors che conducono strani esprimenti sulla fauna botanica. Mentre tra le felci giganti, le araucarie e gli eucalipti si muove una strana creatura…

In Satana è Donna rivive la leggenda di Lady Godiva, la contessa che scandalizzò l’Inghilterra cavalcando nuda; ma qui la storia si ambienta nelle gelide Highlands scozzesi, tra ruderi di antichi castelli battuti dalla furia degli elementi. E la rediviva in questione ha il volto scarnificato di un’orrendo scheletro vivente!

La Vergine di Sangue, probabilmente il capolavoro di Paul Carter, è un folle thriller urbano virato al soprannaturale e porta in scena la vita e la gioventù dorata di una Stoccolma funestata da misteriose scomparse, sulle quali la Polizia locale indaga. Ma tra incubi premonitori, abbazie in cui si svolgono strani convegni, e donne algide e crudeli, si spalanca sotto la città un sulfureo abisso popolato da esseri decapitati e da ancor più orribili segreti...

Paul Carter fu lo pseudonimo di Gualberto Titta (1906-1999), attore e scrittore, noto soprattutto per i suoi romanzi horror pubblicati dalla ERP negli anni 60 e 70, spesso firmati con gli pseudonimi di Werner Wrengel, Kevin Mc Hynes, Lancelot Wilde e, principalmente, Paul Carter. Scrittore eclettico ed eccentrico, Titta è stato autore di un centinaio di romanzi di vario genere (gialli, storici, di guerra, di spionaggio, thriller e, soprattutto, horror, molti comparsi anche in traduzione inglese, francese e tedesca), oltre che di racconti, testi drammatici (come Rottami, Il moschettiere azzurro e Christus), riduzioni teatrali (tra cui quella de I Miserabili di Victor Hugo, scritta a soli sedici anni), poesie e dialoghi per fotoromanzi. Tra i suoi romanzi dell’orrore spiccano Le belle e i mostri (1961), Satana è donna (1962), La luce dei morti (1963), Il marchio del vampiro (1964), Il canto degli annegati (1965), Il tesoro dei cavalieri neri (1972), Il sesso e la morte (1973) e Allucinazione maledetta (1977).

Copertine di Paul Carter ne 'I Racconti di Dracula'
Il volume, di 350 pagine, ha un costo di Euro 19.00 e può essere ordinato con le stesse modalità più sopra indicate. Per ulteriori informazioni, scrivete alla e-mail di redazione studilovecraft@yahoo.it.

Pagine ufficiali in rete sul blog di Studi lovecraftiani / Dagon Press.

Pietro Guarriello

lunedì 12 dicembre 2011

Dead Titans, Waken! Due romanzi inediti di Donald Wandrei

Dead Titans, Waken!, 2012, frontespizio
Delizia del bibliofilo e vero supplizio di Tantalo per l’appassionato in bolletta, negli ultimi tempi l’americana Centipede Press sforna a raffica sgargianti edizioni limitate di letteratura weird horror e fantastica, volumi pregiati e di elegante legatura – quindi, ahinoi, costosi – non solo a riproposta o a raccolta di nuovi e vecchi classici nel genere, ma a riscoperta pure di vere rarità se non di inediti.

Come in questo caso con l’annuncio dell’uscita, per la primavera prossima, del volume di Donald Wandrei Dead Titans, Waken! curato, introdotto e annotato dal solito S.T. Joshi, che oltre al romanzo del titolo include anche la sorprendente e a tratti scabrosa novella mainstream dal titolo Invisible Sun scritta da Wandrei fra il 1929 e il ‘32, sempre rimasta inedita salvo circolare fra i colleghi e gli amici di quel tempo, come H.P. Lovecraft che ne discute infatti nel proprio scambio epistolare con l’autore (in Mysteries of Time & Spirit: The Letters of H.P. Lovecraft & Donald Wandrei, Night Shade, 2002). Anch’essa viene pubblicata per la prima volta in questa sede, con una postfazione di Joshi.

“Dead Titans, Waken! è una prima stesura di The Web of Easter Island, ma anche una versione significativamente diversa da quest’ultima,” come riporta la nota editoriale. Scritta nel 1932, tale stesura iniziale venne respinta in manoscritto da più di un editore, per essere infine sottoposta a una revisione drastica prima di arrivare a stampa, solamente nel 1948, presso l’Arkham House con il definitivo romanzo tradotto in Italia come I giganti di Pietra (in Urania, Mondadori 1956, ‘65 e ‘78). Un cosmico disegno a dipanarsi fra i misteri di Stonehenge e dell’Isola di Pasqua, mentre incombe il risveglio di oscure, antichissime entità.

Oltre agli interventi editoriali e critici del curatore, l’edizione comprende una copertina su tela e diverse tavole a colori dello scomparso Zdzislaw Beksinski a integrare le illustrazioni originali interne, realizzate sempre a colori da Jon Armstrom e in bianco e nero da Rodger Gerberding. Solo 300 le copie in tiratura, ciascuna autografata da Joshi, Armstrom e Gerberding, già preordinabili al prezzo iniziale di 75 dollari (alte purtroppo, a $40, le spese postali per l’Europa).

Informazioni dettagliate, con qualche tavola e anteprima dalle 500 e più complessive pagine, sono disponibili sul sito web della Centipede Press.

Dead Titans, Waken! – Invisible Sun
Two Novels by Donad Wandrei
a cura di S.T. Joshi
Centipede Press, 2012
copertina rigida, illustrato, 536 pagine, $75.00 (prezzo in preordine)
ISBN 978613470107

Andrea Bonazzi

venerdì 9 dicembre 2011

Naufragio nell’ignoto per William Hope Hogdson

Naufragio nell’ignoto, 2011, copertinaSuggestivo tour de force di avventura marinaresca e orrore di fronte all’incubo d’una natura oscuramente ostile e inconoscibile, scritto con la diretta esperienza dell’autentico “lupo di mare” e tutta la forza evocativa del navigato sognatore nei mari tenebrosi del fantastico, Naufragio nell’ignoto (The Boats of the “Glen Carrig”, 1907) è – con La casa sull’abisso – uno dei più noti romanzi dell’inglese William Hope Hogdson (1877-1918). Fra i suoi primi a essere proposti in Italia nel 1974 e poi 1989 da Fanucci, e forse tra i più diffusi nel comune immaginario horror attraverso il grottesco eppur affascinante film Matango, che il regista giapponese Ishirô Honda trasse nel 1963 da un episodio del romanzo (benché nei titoli venga citato invece il racconto “Una voce nella notte”).

Oltre vent’anni dopo l’ultima ristampa, Naufragio nell’ignoto torna oggi in libreria pubblicato per la romana Magenes Editoriale in una nuova edizione italiana a cura di Andrea Quadraroli, autore dell’introduzione “L’uomo e l’abisso” in apertura del volume.

“John Winterstraw, anni dopo essere scampato al naufragio della Glen Carrig nel Mar dei Sargassi, decide di narrare le terribili avventure vissute a bordo di due scialuppe alla deriva. Insieme agli altri superstiti, approda in «luoghi sconosciuti della Terra» infestati da demoni e creature mostruose, peggiori di quelli che popolano gli incubi più angosciosi. Affronta apocalittiche tempeste che sembrano non placarsi mai, per poi invece ritrovarsi nella calma piatta di un oceano ricoperto di alghe dalle quali ogni cosa può sorgere. Ed è proprio l’oceano il teatro di questa incredibile avventura in cui i protagonisti affrontano eroicamente pericoli e fatiche in una lotta disperata contro forze oscure e ancestrali che generano visioni spaventose, riflesso degli abissi più tenebrosi della psicologia umana”.

Cosa singolare – ma nient’affatto sorprendente per la nostra editoria – è il fatto che il nome del traduttore venga del tutto omesso anche dai crediti dell’edizione. Per quanto basti confrontare solo un paio di pagine pescate a caso per accorgersi che la versione resta la stessa, identica, uscita a suo tempo per Fanucci, allora per la firma di Alfredo Pollini. Stesso anche il conclusivo e utilissimo “Glossario dei termini nautici usati nel testo”.

Altre informazioni sono disponibili alla pagina della collana Maree. Storie del mare sul sito web di Magenes, mentre una buona notizia per gli appassionati di Hodgson in attesa perenne di ristampe è l’annuncio, fra le pagine finali dedite a catalogo, di una prossima riproposta dell’altro romanzo weird di ambientazione marina, I pirati fantasma (The Ghost Pirates, 1909), nella stessa collana del medesimo editore.

Naufragio nell’ignoto
William Hope Hodgson
collana Maree. Storie del mare, Magenes Editoriale, 2011
brossura, 224 pagine, €15.00
ISBN 9788866490036

Andrea Bonazzi

giovedì 27 ottobre 2011

La notte di Villa Diodati

La notte di Villa Diodati, 2011, copertinaLa notte in cui germinò l’idea alla base del Frankenstein di Mary Shelley è oramai un mito moderno, uscito dalle pagine di critica e ricerca letteraria per approdare al cinema già ne La moglie di Frankenstein, nel 1935, fino a pellicole come Gothic di Ken Russell (1986) che proprio la fatidica serata di Villa Diodati prendono a soggetto.

La notte della sfida di Lord Byron: quella di scrivere ognuno un racconto spaventoso che potesse reggere, o meglio superare, il confronto con le storie spettrali che il gruppo di eccentrici amici – la giovane Mary Godwin con il di lì a breve marito Percy Bysshe Shelley‎, oltre a George Gordon Byron con l’amante Claire Clairmont, sorellastra di Mary, e il proprio medico personale John William Polidori – stavano leggendo insieme dall’antologia Fantasmagoriana (citata come Phantasmagoria nella nota editoriale del volume), versione francese del 1812 dell’originale tedesco Das Gespensterbuch, “Il libro dei fantasmi”.

Nell’estate nuvolosa e cupa del 1816, in quella villeggiatura sul lago di Ginevra che in visita a Lord Byron vide anche un vero e proprio fondatore del gothic romance, Matthew G. Lewis, nascono così il romanzo di Frankenstein, pubblicato anonimo nella sua prima edizione due anni dopo, ma anche il famoso racconto “The Vampire” di J.W. Polidori, stampato nel 1819 e a lungo popolare in quanto scambiato per opera di Byron, e il frammento incompiuto di quest’ultimo, dal quale Polidori trasse diretta ispirazione, noto come “The Burial” ma apparso col titolo di “A Fragment” nella raccolta byroniana Mazeppa sempre nel 1819.

I tre testi vengono oggi riuniti assieme in un’unica edizione nel volume La notte di Villa Diodati, nella nuova traduzione di Sarah Russo per la collana Le Sfingi di Nova Delphi Libri, il tutto corredato da un ampio saggio di apertura a cura di Danilo Arona.

“La notte del 16 giugno 1816, sulle rive del lago di Ginevra, un gruppo di letterati e intellettuali si incontra a Villa Diodati. Il tempo è umido e freddo, piove. Ispirati dalla lettura di un vecchio volume di novelle fantastiche dal titolo Phantasmagoria, alcuni di loro, tra cui Lord Byron, Mary Shelley e John Polidori danno vita a una «scommessa» letteraria: ognuno avrebbe scritto un racconto fantastico da leggere e confrontare con gli altri nelle notti successive. Nascono così Frankenstein di Mary Shelley, Il Vampiro di John Polidori e La Sepoltura di Lord Byron, opere che gettano le basi per lo sviluppo di moderni generi letterari quali la fantascienza, l’horror e il romanzo gotico moderno. Quello che accadrà in seguito, nella storia della letteratura e nelle loro vite, ha qualcosa di straordinario. Dopo quei giorni, una misteriosa maledizione sembrerà colpire tutti i partecipanti, che moriranno in tragiche circostanze, nell’arco degli otto anni successivi. Tutti, tranne la giovane Mary Shelley, che all’epoca aveva solo diciannove anni e che nel 1818 pubblicherà la prima edizione di Frankenstein, segnando per sempre il corso della letteratura di genere”.

Informazioni e ordini diretti, scontati attualmente del 15%, presso le pagine di www.novadelphi.it.

La notte di Villa Diodati
Mary Shelley, Lord George Byron, John Polidori
con un saggio di Danilo Arona
collana Le Sfingi, Nova Delphi Libri, 2011
brossura, pagine 350, €12.00
ISBN 9788897376071

Tatiana Martino

giovedì 13 ottobre 2011

Carmilla la vampira

Carmilla la vampira, 2011, copertinaProbabilmente uno dei più ristampati titoli di genere sul mercato editoriale italiano degli ultimi trent’anni, la più nota e ormai classica novella vampirica di J. Sheridan Le Fanu fa il suo ritorno in libreria con Carmilla la vampira in un volume tradotto, curato e annotato dall’esperto Fabio Giovannini in uscita a ottobre per Stampa Alternativa.

“La più celebre delle vampire, Carmilla, compie 140 anni. Per festeggiarla, ecco un’edizione annotata e «definitiva» del racconto di Joseph Sheridan Le Fanu, pubblicato per la prima volta a puntate tra il 1871 e il 1872”.

In appendice, con il testo originale a fronte, il Christabel di Samuel Taylor Coleridge, lungo poema in due parti che lo scrittore inglese compose fra il 1797 e 1800, fonte d’inspirazione per l’irlandese Le Fanu che alle protagoniste dei versi di Coleridge, Christabel e la conturbante Geraldine, volle forse rendere omaggio nei personaggi di Laura e di Carmilla.

L’inserto illustrato Vampireide conclude il libro con una carrellata di fotografie e riproduzioni sulle “30 eredi di Carmilla”.

Gli appassionati di Weird Tales potranno riconoscere sulla copertina la seducente “vampira” in maschera disegnata da Margaret Brundage per una delle più famose e quotate covers dello “unique magazine” statunitense, quella di ottobre 1933.

Informazioni sull’uscita presso il sito web di stampalternativa.it.

Carmilla la vampira
Joseph Sheridan Le Fanu
collana Grande fiabesca, Stampa Alternativa, 2011
brossura, illustrato, 240 pagine, €18.00
ISBN 9788862222655

Tatiana Martino

lunedì 19 settembre 2011

I capolavori de “I racconti di Dracula”: Frank Graegorius e Morton Sidney

Marchio editoriale de 'I racconti di  Dracula'Mentre si appressano le prime ombre dell’autunno, la Dagon Press riapre le sue cripte e, dalle ombre, sortiscono voci inquietanti che sussurrano nel vento notturno macabre novelle e storie obliate di tenebra e di morte: sono I racconti di Dracula, e si inseriscono in una nuova collana narrativa che recupera dal passato i migliori romanzi horror e weird scritti da autori italiani, opere ignote, sepolte e dimenticate ma pregne nell’humus stesso di cui sono fatti i sogni, pagine infestate che ritornano per stregare una nuova generazione di lettori…

I racconti di Dracula è stata una storica collana pubblicata dal 1959 al 1981 dalla Editrice ERP (poi Wamp) del barone Antonino Cantarella. Paragonata alla mitica Weird Tales, questa serie era il frutto di un gruppo di autori eccezionali e di circostanze favorevoli che portarono alla nascita di un genere di narrativa a formula, dando linfa alla moderna letteratura fantastica e del terrore di marchio italiano. In questa mitica serie apparvero numerosi capolavori del genere nero e soprannaturale di scrittori italiani, nascosti tutti, come usava all’epoca, sotto pseudonimi anglofoni o tedeschi. Per molti anni si continuò a credere che i libri della collana I racconti di Dracula fossero traduzioni di autori stranieri, nei crediti del libro compariva infatti un titolo in inglese o in tedesco e il relativo traduttore. Il trucco durò decenni fino a quando non si è scoperto che non si trattava di autori stranieri tradotti, ma di autori nostrani che scrivevano sotto pseudonimo. E per anni il loro vero nome era comparso nel libro: come traduttori!

I romanzi di questi scrittori dimenticati sono diventati oggi dei veri classici, e i loro autori degni di stare nell’Olimpo con i più alti nomi della narrativa di genere, i vari Algernon Blackwood, William Hope Hodgson, Jean Ray, e tutti gli altri che hanno fatto la storia e la fortuna dell’orrore letterario.

È con immenso piacere e anche una punta di orgoglio, quindi, che noi della Dagon Press, togliendo la patina di ragnatele a quelle vecchie riviste ingiallite (primo, e forse unico esempio di pulp di produzione italiana!) presentiamo i primi due volumi della serie I capolavori de “I racconti di Dracula”, la collana di omnibus destinata a rinverdire i fasti di quella straordinaria fucina del terrifico, e di un periodo che – per molti sarà una sorpresa scoprirlo – vide anche da noi una fiorente produzione fantastica e una schiera di validi autori cimentarsi con streghe e stregoni, vampiri e diavoli, mostri e licantropi, alieni, golem e tutta una serie di altre creatures della letteratura orrorifica e nera.

I capolavori de “I racconti di Dracula” presenta, in edizioni ragionate e con i testi rivisti e corretti, le migliori novelle pubblicate nella vecchia collana. Il tutto sotto la supervisione e la cura di Sergio Bissoli, esperto che a questa serie ha dedicato oltre quarant’anni di appassionate ricerche, riuscendo a raccogliere e a catalogare il materiale rarissimo sugli scrittori, le opere, i disegnatori, le curiosità, i titoli, le trame, eccetera.

Ogni libro raccoglie tre romanzi-capolavori degli scrittori cardine della serie, con introduzioni, biografie, e riproduzioni di copertine originali. I primi due titoli usciti li presentiamo qui sotto:

I capolavori de “I racconti di  Dracula” Vol. I: Frank Graegorius, 2011I capolavori de “I racconti di Dracula”
I classici dell’orrore nero italiano
Volume primo: Frank Graegorius
Edizioni Dagon Press
pp. 328, Euro 19,00

Frank Graegorius era lo pseudonimo con cui il dott. Libero Samale (1914-1985), medico psichiatra di Roma, firmava i suoi romanzi dell’horror e del soprannaturale, molti dei quali usciti nella vecchia e oggi mitica collana de I Racconti di Dracula dell’Editrice ERP. Autore di circa 100 romanzi di genere nero, studioso di esoterismo e magia, Graegorius ha trasfuso le sue conoscenze nelle sue opere, e da uomo dotato di grande sensibilità ha creato capolavori di rara atmosfera, di sconvolgente bellezza e profondo mistero. Uomo eccezionalmente colto, dotato di una sensibilità quasi medianica, possedeva una biblioteca comprendente 6.000 libri di Occultismo e Scienze Psichiche; era inoltre un collezionista di rarissimi grimoires (libri di magia medievale) che reperiva nei vari paesi del mondo. Nei suoi innumerevoli viaggi, dalla Scozia alla Boemia, dalla Germania alla Transilvania, Frank Graegorius ebbe modo di raccogliere numerose leggende, annotandosi nei suoi taccuini cronache di avvenimenti misteriosi e terribili, fatti inquietanti e superstizioni legate alle tradizioni popolari dei paesi che visitava. Visse molte esperienze insolite, a volte piacevoli, a volte terribili e pericolose, e strinse amicizia con personaggi enigmatici: medium, veggenti, occultisti, fattucchiere, sciamani, zigani, stregoni… Fu profondo conoscitore, dunque, sia delle psiche umana che di concetti esoterici. E tracce e intuizioni di questi studi sono disseminati, avvertibili e rintracciabili nei suoi libri.

In questo primo volume sono “riesumati” (è il caso di dirlo) tre suoi capolavori che, grazie alle infaticabili ricerche dello studioso e collezionista Sergio Bissoli, vengono ora di nuovo alla luce, dopo quasi mezzo secolo. Un po’ come i vampiri che popolano le sue pagine, fatte di tenebra e di mistero ma anche di rara e squisita bellezza. Un autore da riscoprire e un libro (già cult per gli appassionati del genere) che non può mancare nella biblioteca del collezionista di libri a soggetto.

Indice del volume:
I sussurri delle streghe
Sudario nuziale
Il castello delle rose nere
Appendice: Frank Graegorius, il pioniere della letteratura horror italiana.



I capolavori de “I racconti di  Dracula” Vol. II: Morton Sidney, 2011I capolavori de “I racconti di Dracula”
I classici dell’orrore nero italiano
Volume secondo: Morton Sidney
Edizioni Dagon Press
pp. 304, Euro 19,00

Morton Sidney era lo pseudonimo di Franco Prattico (nato a Napoli, nel 1929) che così firmava i suoi romanzi horror e thriller. Ha scritto anche gialli e fantascienza, e altri pseudonimi da lui usati sono Donovan Rick, Fred Gable, e Danny Revack. Oltre ai tre romanzi che qui presentiamo, i suoi capolavori del genere sono La stirpe maledetta, Gli uomini pipistrello e Il tempio dell’orrore. Grande e dotato scrittore del brivido, i suoi racconti del soprannaturale sono percorsi da una vena romantica. Nelle sue storie paurose leggende si animano nei tetri castelli, antiche maledizioni dalla polvere dei secoli arrivano fino a noi portando il terrore…

Indice del volume:
La caccia del diavolo
L’uomo che non poteva morire
La prigioniera di roccia
Appendice: “Io e i Racconti di Dracula”, di Sergio Bissoli


I libri della Dagon Press sono stampati in edizione amatoriale e limitata, e disponibile quindi fino a esaurimento delle copie. Per informazioni e richieste vi rimandiamo al sito web ufficiale di Studi Lovecraftiani/Dagon Press e all’indirizzo mail: studilovecraft@yahoo.it.

Pietro Guarriello