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mercoledì 12 settembre 2012

Spaventapasseri

“Ma dove le trovi queste cose?...” Evitando di rispondere a tale immancabile domanda, o almeno mantenendosi sul vago, si conserva forse un qual certo contegno da connoisseur d’arte fantastica, o da indefesso esploratore (con o senza il prefisso inde—) degli “oscuri meandri dell’orrido”. Il fatto è che queste e altre ghiotte cose si incontrano, e non di rado, su un forum tra più interessanti del panorama horror in rete, quello di Thomas Ligotti Online.

Gli inquietanti spaventapasseri, in questo caso, sono firmati da The Pumpkinrot Works, marchio di fabbrica di un altrimenti anonimo artista americano specializzatosi in installazioni e suggestivi “scherzi” scenografici per la notte di Halloween.

“Quando l’età m’impedì di riscuotere dolciumi nella notte di Halloween (in qualunque maniera socialmente accettabile), decisi di fare qualcosa per questo. Halloween era il brivido dell’anno. Batteva il Natale a man bassa”. L’introduzione al sito prosegue descrivendo in breve la nascita di una passione che, dal 1986, ha portato all’allestimento di sempre più elaborati scenari per dar vita alla vigilia di Ognissanti: “Il piano dopo il mio ritiro da «dolcetto-o-scherzetto» era formato: un giorno avrei fatto un giardino stregato tutto mio”.

La pagina dedicata, Scarecrows, illustra con numerose foto gli spaventapasseri realizzati ogni anno dal 2003. Ma l’intero sito web è ricco di documentazione video e fotografica degli allestimenti spettrali o stregoneschi del suo artefice.

Galleria: sito ufficiale di Pumpkinrot, a dark celebration of Halloween, pumpkinrot.com.
Andrea Bonazzi

(pubblicato su In Tenebris Scriptus del 21/07/08)

sabato 3 settembre 2011

Chiharu Shiota, neri filamenti d’irrealtà

Installation by Chiharu Shiota
Installation by Chiharu Shiota
Installation by Chiharu Shiota
Installation by Chiharu Shiota
Installation by Chiharu Shiota

Nata a Osaka nel 1972, l’artista giapponese Chiharu Shiota vive e lavora attualmente a Berlino. Presente anche all’ultima Biennale di Venezia, tra le sue installazioni colpiscono particolarmente le intricate, fitte estensioni di fili di lana nera fissati, intrecciati ed estesi con maniacale costanza a occupare – se non “consumare” – l’area degli interni, che siano quelli di delimitati spazi espositivi oppure, cosa più perturbante, appartamenti abbandonati e ambienti di vita quotidiana.

In tale particolare serie, a partire dal 1996, i filamenti neri sembrano espandersi minacciosamente in un fisico dominio dello spazio come organismi estranei, muffe in proliferazione ancora più che ragnatele. O meglio, come una nera irruzione d’irrealtà nel prosaico stato comune di esistenza, per dirla come ogni buon appassionato di weird fiction anche senza citare obbligatoriamente Lovecraft e Ligotti… o perfino l’oscuro meme web di Zalgo.

“Spettrale, spaventevole e sinistramente aggressiva, Chiharu Shiota tocca un qualcosa d’intenso e di profondo, creando una colossale versione della fine delle cose attraverso innumerevoli e innumerevoli fili,” scrive Ted E. Grau sulle pagine del proprio Cosmicomicon.

Galleria: sito ufficiale www.chiharu-shiota.com.

Andrea Bonazzi

martedì 5 aprile 2011

Berlinde De Bruyckere, devianti sculture d’inquietudine

Berlinde De Bruyckere, Marthe, 2008
Berlinde De Bruyckere, In Doubt, 2007-2008
Berlinde De Bruyckere, Takman, 2008
Berlinde De Bruyckere, Romeu 'my deer' III, 2010
Berlinde De Bruyckere, Romeu, 2010, 2010
Berlinde De Bruyckere, Jelle Luipaard, 2004

Berlinde De Bruyckere vive e lavora a Gand, in Belgio, dove è nata nel 1964. Specialmente dall’ultimo decennio i suoi mezzi espressivi si affidano principalmente alla scultura, in opere composte dei più vari materiali – tessuti; crini e pelli equine; legni, resine e cere su strutture metalliche – spesso incarnate in distorte, mostruose mutazioni. Deformi figure animali o umane, agonizzanti in pose da pittura medievale, abbandonate a sé oppure confinate in teche da “camera delle meraviglie”, cieche e contorte aberrazioni ravvolte su sé stesse come in muto grido senza volto.

Lontani dall’illustrazione e dall’arte fantastica “di genere” finora proposti in questa sede, i suoi soggetti surreali abbracciano profondi temi d’inquietudine, alienazione, solitudini, non di rado fino alla rappresentazione di un fascinoso orrore: la vista terribile da cui lo sguardo tuttavia non si distoglie, come forse in un oscuro specchio nel quale riconoscersi trasfigurati. Il mostro, l’Outsider lovecraftiano, in fondo siamo noi.

Gallerie principali dell'artista: Hauser & Wirth Gallery; The Saatchi Gallery.

Andrea Bonazzi

venerdì 17 dicembre 2010

La Sombra Prohibida: anche Cthulhu nel seguito de La Herencia Valdemar

La Sombra Prohibida, 2011, locandinaUscirà in Spagna il 28 gennaio prossimo La Sombra Prohibida (letteralmente, “l’ombra proibita”), il seguito del film La Herencia Valdemar diretto da José Luis Alemán il cui cast vanta l'ultima apparizione sullo schermo del compianto Paul Naschy, il “Lon Chaney spagnolo”, icona dell’horror europeo scomparso nel novembre dello scorso anno.

Relizzate entrambe in contemporanea fra il 2008 e il 2010, nella prima delle due pellicole – distribuita in lingua inglese come The Valdemar Legacy – avevamo seguito la scomparsa di una giovane antiquaria inviata a stimare le proprietà dell’abbandonata e misteriosa villa Valdemar, e le indagini di un investigatore per far luce sul suo caso, ricostruendo il sinistro passato della magione vittoriana in una trama di intrighi occulti che, oltre a chiamare in causa H.P. Lovecraft, direttamente coinvolgevano altri personaggi storici e letterari come Aleister Crowley e Bram Stoker.

statua di Cthulhu, Expocomic 2010, fotoTrame che andranno ora a dipanarsi in questa seconda parte “notturna” della storia, preannunciata come assai più cupa, visivamente oscura e ricca d’azione oltre che di effetti speciali con la comparsa, anticipata sulla locandina e svelata infine nel trailer qui di seguito, di una creatura che ha tutte le sembianze del buon vecchio Cthulhu se non quelle, almeno, della sua progenie.

La Sombra Prohibida ha trovato promozione alla recente Expocomic 2010 di Madrid con una curiosa, spettacolare installazione sovrastata da una imponente – e non troppo rassicurante – statua del Grande Antico stesso.

Informazioni, anteprime e immagini del film presso il sito ufficiale www.lasombraprohibida.com. Eccone, nel frattempo, una visione:



Andrea Bonazzi

sabato 16 ottobre 2010

Chimeria 2010: a Sedan, in Francia, il festival internazionale delle arti visionarie

Festival international des Arts visionnaires Chimeria 2010, locandinaApertura il prossimo sabato 23 ottobre a Sedan, in Francia, del Festival international des Arts visionnaires Chimeria 2010, “Le Cosmos visionnaire et la pluralité des mondes «Science & fiction»”, manifestazione internazionale dedicata alle “arti visionarie” in una ottava edizione specialmente incentrata su “l’universo visionario e la molteplicità dei mondi nella fantascienza”.

Fino a lunedì 1 novembre, un folto calendario di conferenze, incontri e proiezioni di cortometraggi fantascientifici andrà ad accompagnarsi a una grande mostra tematica, con la partecipazione di 67 artisti di massimo rilievo in rappresentanza di 17 diverse nazioni.

In esposizione opere pittoriche, grafiche e digitali, oltre a sculture, video e performances di nomi certo ben noti ai cultori del fantastico: dai classici degli ospiti d’onore, lo svizzero H.R. Giger e il franco-polacco Wojtek Siudmak, per esempio, fino alle illustrazioni dell’austriaco Peter Gric, i dipinti del francese Hugues Gillet o le sculture “meta-organiche” del belga Benalo. Troppi da riportare qui al completo, ma elencati su questa pagina di chimeria.org.

Tante nazionalità rappresentate, dicevamo; indovinate però quale brilla per assenza?... Ecco, risposta esatta, ma purtroppo non avete vinto nulla e, anzi, da italiani – come troppo spesso in questo campo – abbiamo perso tutti.

Programmi dettagliati, comunicati e informazioni sono disponibili in lingua francese sul sito web ufficiale www.chimeria.org.

Festival international des Arts visionnaires Chimeria 2010
“Le Cosmos visionnaire et la pluralité des mondes «Science & fiction»”
dal 23 ottbre al 1 novembre 2010 a Sedan, Francia
apertura: tutti i giorni dalle 8:00 alle 20:00
esposizioni: salle Marcillet e château fort de Sedan – ingresso €2.00
conferenze e proiezioni: Amphithéâtre – ingresso €5.00

Andrea Bonazzi

lunedì 9 agosto 2010

A Lovecraft Retrospective: Artists Inspired by H.P. Lovecraft

A Lovecraft Retrospective, 2008, copertina di Michael WhelanAcquistatelo per corrispondenza, e il vostro postino vi odierà per la vita. Chiedendosi fra l'altro perché mai dobbiate farvi spedire una lapide funeraria dall'estero, già che le dimensioni e il marmoreo peso del pacco sono all'incirca quelli.

Una volta disimballato nei suoi sei chili e mezzo circa di tonnellaggio netto, il nero cofanetto si rivelerà in tutte le sue monolitiche proporzioni: quarantuno per trentadue per quasi sei centimetri di spessore. Al che sarebbe pur lecito un certo qual senso di déjà vu, mentre par di avvertire nell’aria il riecheggiare di timpani dell’Also Sprach Zarathustra di Strauss.

Anche limitandosi al mondo dei libri d’arte, le dimensioni e il costo dell’opera si aggirano sul proibitivo, ampliamente superandolo nel caso dell’edizione limitatissima di cinquanta copie rilegate in pelle (umana?) con stampe supplementari e firma degli artisti: duemila e quattrocentonovantacinque dollari di listino. La maniacalità estrema del collezionismo lovecraftiano è una risorsa inesauribile sulla quale l’editoria mondiale ha ormai imparato di poter contare.

Ma a volte si scopre che, per volumi che sono veri e propri monumenti, vale tutto sommato la pena di mandarsi drasticamente a picco le finanze, magari ingegnandosi per scovarne una copia “normale” d’occasione. E poi… c’è sempre il pubblico alibi che sia “un investimento”.

Pubblicato dalla Centipede Press, piccola casa editrice americana specializzata (anche col marchio di Millipede Press) in letteratura fantastica e di genere con tirature limitate o di lusso, A Lovecraft Retrospective: Artists Inspired by H.P. Lovecraft è davvero un monumento all’arte d’ispirazione lovecraftiana dagli anni 20 del secolo scorso a oggi. Quattrocento pagine di illustrazioni e riproduzioni sia in bianco e nero che a colori, impresse a tutta pagina su robusta carta patinata a livelli di qualità raramente incontrati in altre monografie dedicate al fantastico, con molte doppie pagine pieghevoli per le tavole più grandi. Alcune persino sovradimensionate, superando i loro formati d’origine sino a svelarne il tratto, la pennellata o la definizione digitale.

Apre il volume una prefazione del regista Stuart Gordon che, fra l’altro, paragona la prosa descrittiva lovecraftiana a delle “macchie di Rorschach” nel riflettere la personalità dell’artista che ne dia resa visuale. Poi, sgargiante, dispersivo e divertente nella sua consueta irruenza, Harlan Ellison confessa invece in sede d'introduzione tutta la sua passione per Howard Phillips Lovecraft, e incidentalmente per Clark Ashton Smith, “suo compagno letterario di bevute nell’ubriacante suono della parole”.

The Shadow Over Innsmouth, illustrazione di Frank UtpatelLa retrospettiva artistica è suddivisa in tre periodi: le origini dagli anni 20 ai 50, l’arte del medio periodo fra i 60 e i 70 e quella contemporanea, infine, dal 1980 in poi. Diversi autori si alternano in saggi più o meno estesi a introdurre le distinte stagioni e presentarne i principali autori ed elementi. A volte in modo piuttosto scomodo a leggersi, con la stampa su immagini in semitrasparenza. Di particolare interesse gli interventi dell’intera sezione iniziale, tutti a firma dell’esperto Stefan Dziemianowicz, specialemente in merito ai meno conosciuti fra gli illustratori dell’epoca.

Ellison ritorna dunque per occuparsi di H.R. Giger, mentre a Robert M. Price tocca la nota saggistica più lunga riassumendo in The Necronomicon. Hexes and Hoaxes la storia letteraria dello pseudobiblium e dei suoi più illustri omologhi. I testi vanno più oltre trasformandosi in semplici autopresentazioni per la maggioranza degli artisti contemporanei, in terza persona nel solito stile da “comunicato stampa” che, firmato, dà un tono surreale a certi elogi. Per lo scritto su Michael Whelan, autore della ben riconosciuta copertina, ci si affida addirittura a Wikipedia.

Davvero troppi artisti per farne elenco, tra quelli in singole opere e gli altri considerati per esteso in una sorta di più o meno consistente portfolio. Comprese tutte le icone più famose dell’immaginario visuale lovecraftiano, dai disegni di Virgil Finlay al celebre Cthulhu di Raymond Bayless sull’edizione Arkham House 1984 di The Dunwich Horror and Others, dalle elaborazioni fotografiche di J.K. Potter alle interpretazioni moderne ma già classiche di un John Coulthart o un Dave Carson.

Quasi assente la scultura, salvo un paio di bronzi di Joel Harlow e alcune action figures. Spazio ai fumetti, anche con storie intere, dagli EC Comics degli anni 40 e 50 alla Marvel, da Bernie Wrightson ai disegnatori di Métal Hurlant. Ottimamente rappresentata la fase sino agli anni 60, comprese tavole e covers di valore storico, ben che di per sé non eccelso. Maggiormente affidata alla discrezionalità dei curatori, Jerad Walters e Joseph Wrzos, le scelte sulla rappresentatività dell’iconografia più recente con esempi non particolarmente significativi in confronto ad alcune delle più rilevanti assenze. Non c’è menzione per esempio di Alberto Breccia, che pure mantiene la più alta resa di Lovecraft nel campo del fumetto; non c’è traccia di Karel Thole, che sconta la propria scarsa fama negli ambienti di lingua inglese nonostante le molte e splendide copertine lovecraftiane realizzate. Assenze e omissioni comunque perdonabili in una raccolta davvero sterminata e varia, senza precedenti per standard qualitativo, per mole ed esaustività; completa delle principali personalità internazionali anche se inevitabilmente tesa a una maggior considerazione verso l’area anglofona, e per le più immediate reperibilità dell’editoria e del web.

Una postfazione di Thomas Ligotti è posta in chiusura di rassegna a ricordare in Lovecraft “ciò che è detto ma non veduto,” traducendone il titolo alla lettera, per riportare sul senso proprio e pregnante della sua opera letteraria un’attenzione troppo distratta dall'immaginario popolare… semplificato, oramai, in mera questione di “tentacoli & mostri”.

Le pagine finali associano i relativi crediti a ogni immagine attraverso la sua riproduzione in miniatura, per concludersi con le note biografiche e i vari riconoscimenti del libro. Sulla pagina dell’editore Centipede Press la presentaziona ufficiale del volume nelle differenti versioni disponibili.

The Dunwich Horror copertina di Raymond BaylessCthulhu Head, scultura di Joel HarlowH.P. Lovecraft, illustrazione di J.K. PotterTsathoggua, illustrazione di François LaunetWhen The Great Old Ones, illustrazione di Gwabryel
Contenuti:

PREFACE, by Stuart Gordon
INTRODUCTION: Things Unseen, by Harlan Ellison

EARLY ART: THE 1920s AND 1950s

- Early Art: The 1920s to the 1950s, by Stefan Dziemianowicz
- Virgil Finlay, by Stefan Dziemianowicz
- Lee Brown Coye, by Stefan Dziemianowicz
- E.C. Comics, by Stefan Dziemianowicz
- Hannes Bok, by Stefan Dziemianowicz
- Frank Utpatel, by Stefan Dziemianowicz
- Richard Taylor, by Stefan Dziemianowicz

MIDDLE ART: THE 1960s AND 1970s

- Middle Art: The 1960s and 1970s, by Stefan Dziemianowicz
- Bernie Wrightson, by Stefan Dziemianowicz
- Helmut Wenske, by Alan Tepper/Fantasyy Factoryy, Aug. 2007
- Bruce Pennington, by Nigel Suckling
- Raymond Bayless, by Stefan Dziemianowicz
- Comic Books, by Stefan Dziemianowicz
- John Stewart, by Andrew Smith
- Harry O. Morris, by Jerad Walters & Joseph Wrzos
- H.R. Giger, by Harlan Ellison
- Stephen Fabian, by Joseph Wrzos

MODERN ART: THE 1980s TO TODAY

- Modern Art: The 1980s to Today, by David Curtis & Joseph Wrzos
- Michael Whelan, by Wikipedia
- Ian Miller, by Jane Frank
- The Necronomicon. Hexes and Hoaxes, by Robert M. Price
- Allen Koszowski, by Stefan Dziemianowicz
- Les Edwards, by Les Edwards
- Randy Broecker, by Randy Broecker
- J.K. Potter, by Stefan Dziemianowicz
- Tom Sullivan, by Tom Sullivan
- Dave Carson, by Dave Carson
- John Coulthart, by John Coulthart
- Jeff Remmer, by Jeff Remmer
- François Launet, by François Launet
- Gwabryel, by Gwabryel
- John Jude Palencar, by John Jude Palencar
- Bob Eggleton, by Bob Eggleton

AFTERWORD: That Which Is Said But Not Seen, by Thomas Ligotti

THUMBNAILS
ARTIST BIOGRAPHIES
ACKNOWLEDGEMENTS AND COPYRIGHT

A Lovecraft Retrospective: Artists Inspired by H.P. Lovecraft
Edited and designed by Jerad Walters, copyedited by Joseph Wrzos
Centipede Press, 2008
copertina rigida in cofanetto, 400 pagine in b/n e a colori, $395.00
ISBN 9781933618340

Andrea Bonazzi

(pubblicato su In Tenebris Scriptus il 13/08/08)

venerdì 23 luglio 2010

Cthulhu in 70 millimetri

Cthulhu Domain Statue, fotoNo, non parliamo di pellicole cinematografiche… 70 mm. è il formato in altezza della nuova Cthulhu Domain Statue, miniatura in due pezzi in arrivo da Fantasy Flight Games per il prossimo autunno.

Realizzata in resina color verde con rifiniture in nero, la figura di Cthulhu – assiso sulla propria base raffigurante la sommersa R’lyeh – potrà essere utilizzata come marcatore e ferma-mazzo per il gioco di carte collezionabili di Call of Cthulhu, completando così un corredo di accessori inaugurato, qualche mese fa, con i segnalini cthuloidi in diverso formato compresi nella Bag of Cthulhu.

Card games a parte, nulla vieta di approfittare del formato tascabile della statuetta per averla sempre con voi al momento del bisogno: l’ideale, per esempio, per animare uno scatenato rave party notturno in comitiva fra le tranquille paludi della Luisiana in cui, letteralmente, i vostri amici cultisti adoreranno quest'idolo!

Prevista in vendita al prezzo di $19.95, della nuova Cthulhu Domain Statue promette di tornare a occuparsi il sito ufficiale della Fantasy Flight Games.

Andrea Bonazzi