Visualizzazione post con etichetta Miti di Cthulhu. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Miti di Cthulhu. Mostra tutti i post

mercoledì 8 gennaio 2014

Studi Lovecraftiani 13 con un inedito di Lovecraft

Studi Lovecraftiani n. 13 copertina classica
Studi Lovecraftiani n. 13 copertina Amazon

Come preannunciato qualche tempo fa, dopo un “fermo” di riflessione e di riassetto tornano gli Studi Lovecraftiani, con questo nuovo numero 13 (numero fatidico!) che esce ora e si presenta praticamente raddoppiato nel numero delle pagine, che assommano a ben 242, un vero e proprio libro ricco di articoli, saggi, recensioni e notizie di tutti i generi su H.P. Lovecraft e il suo universo fantastico.

Le novità sono tante. Innanzitutto, c’è stato un restyling della copertina, ma anche i nostalgici della più tradizionale e ormai consolidata grafica saranno accontentati; il numero esce infatti con due diverse covers: una classica, che rispecchia il layout consueto, e l’altra più moderna, con uno stile grafico completamente rinnovato.

Per quanto riguarda i contenuti, anche qui le novità non mancano: l’aumento del numero di pagine ci ha permesso infatti di inserire ben due Tesi di Laurea, e il resto del volume si presenta come di consueto con una ricca messe saggistica, che spazia da intriganti paralleli tra Lovecraft e Gustav Meyrink, al rapporto di H.P. Lovecraft con la Fisica, da escursioni all’interno dei giochi lovecraftiani, al cinema, ai libri, ecc. Oltre a questo, trovano spazio oltre quaranta pagine di recensioni, segnalazioni bibliografiche, notizie e presentazioni di tutte le novità editoriali relative a Lovecraft uscite in Italia e nel mondo nell’ultimo biennio. Insomma, un vero “numerone must” sotto tutti i punti di vista, che ogni appassionato di Lovecraft e di letteratura fantastica non deve lasciarsi assolutamente sfuggire.

La vera sorpresa, tuttavia, che da sola vale il prezzo del numero, è l’inclusione di un lungo inedito narrativo dello stesso Lovecraft, “Il Pozzo degli Antichi”, che siamo riusciti a recuperare solo dopo lunghe e laboriose ricerche e che siamo ora orgogliosi di presentare. Questo pezzo è assolutamente inedito, non è mai stato tradotto prima in Italiano, e non è mai stato stampato professionalmente neppure negli Stati Uniti. In sostanza, è una chicca assoluta e una vera primizia per gli appassionati, e costituisce un documento unico nel campo degli Studi Lovecraftiani.

“Il Pozzo degli Antichi” ha un retroscena curioso e piuttosto weird, e forse per questo era rimasto inedito… fino a oggi. Vi si narra la storia di un misterioso pozzo avvolto da antiche leggende, che si rivela essere un portale di accesso tra il nostro mondo e il mondo dell’Altrove. Nei suoi pressi si muovono alcuni personaggi bizzarri e tutta una serie di creature soprannaturali (tra cui spiccano dei curiosi e non meglio definiti “non-morti”) che comunque impallidiscono di fronte alla finale manifestazione del terribile Guardiano del Pozzo, una creatura titanica e tentacolare, forse un Grande Antico (Lovecraft scrive “fratello del Grande Cthulhu”) che ben si attaglia al pantheon degli Old Ones dei Miti. Questa oscena e gigantesca mostruosità, che tutto abbatte e schiaccia al suo passaggio (rievocando così l’Orrore di Dunwich), in tutta l’opera di Lovecraft è presente solo in questo inedito.

La vera curiosità è tuttavia legata al fatto che questo documento era stato trascritto dal testo originale – vergato a penna nella grafia minuscola e difficile da decifrare di Lovecraft – nientedimeno che da Mark Chapman, l’assassino di John Lennon! E qui il mistero si infittisce… che cosa c’entra Chapman, un folle e assassino, oggi ancora detenuto nelle prigioni americane, con Lovecraft? Nella presentazione che abbiamo scritto per introdurre questo pazzesco inedito di HPL, saprete tutto. Ora basti dire che Chapman lavorò alla sua trascrizione e, da quel momento, il tarlo della follia iniziò a corrodere la sua mente... la stessa follia che poi lo portò a compiere il suo gesto estremo, per il quale oggi è tristemente ricordato. Anche per questo “Il Pozzo degli Antichi” si profila, per certi versi, come un testo “maledetto”, sparito per sempre dalla circolazione fino al nostro ritrovamento.

Una bizzarria, quindi, che getta più di un alone inquietante sul documento, che è stato tradotto dal nostro valido collaboratore Luigi Musolino (il traduttore de I Vermi Conquistatori di Brian Keene e di Parola di Lovecraft)… sarà forse solo per un caso che quest’ultimo, dopo averlo tradotto, ha iniziato a scrivere e a pubblicare lui stesso racconti come “La Madonna Cadavere”, “Nei Loro Templi Oscuri”, “Crustunium la Profondata”, “Lo zio che ammazzava le Bestie”, e tanti altri ancora?… Non lo sappiamo, ma in ogni modo i racconti di Gigi – così come quelli di Lovecraft – ve li raccomandiamo!

Di seguito, il sommario completo di Studi Lovecraftiani n. 13:

Analisi tematica e diacronica di The Dream-Quest of Unknown Kadath e At the Mountains of Madness, di Giulio Dello Buono
Dalle architetture immaginarie all’architettura dell’alterità: La percezione del mondo nell’opera di H.P. Lovecraft, di Andrea Becherini e Giacomo Bencistà
Lovecraft e l’uovo di dinosauro, di Renzo Giorgetti
Le piante del dottor Cinderella: Motivi paralelli tra Gustav Meyrink e H.P. Lovecraft, di Umberto Sisia
Lovecraft e la Fisica, di Andrea Zaccaria
Carcosa, di Roberto Negrini
Oscuri castelli, cripte e creature mostruose: Lovecraft in Quake, di Lorenzo Davia
La Chiave e l’Abisso: Una lettura junghiana delle opere di Howard Phillips Lovecraft, di Mauro Pennisi
Il Pozzo degli Antichi, di H.P. Lovecraft
Fissa lo sguardo nel rosso occhio del tuo dio! Ovvero: il recalcitrante messia di Rivermouth: Un commento al film Cthulhu, di Luca Cesare Foffano
Recensioni, a cura di Pietro Guarriello
Ad criticos: La biblioteca del lovecraftiano erudito. Segnalazioni critiche bibliografiche, a cura di Andrea Bonazzi
Segnalazioni in breve. Libri, saggi e articoli sulla stampa relativi a HPL: Uscite 2010-2013, a cura della redazione.


Studi Lovecraftiani n. 13
Edizioni Dagon Press, Autunno 2013
brossura, illustrazioni in bianco e nero, 242 pagine, €16.50

La versione a copertina “classica” è ordinabile sul nostro shop on-line di Lulu.com, dove sono da ora disponibili a richiesta anche i numeri arretrati dall’8 al 12, insieme alla riedizione del n. 1.

La versione “restyling” con nuova copertina è ordinabile invece sul sito di Amazon.it, sul quale sono anche ordinabili i numeri 11 e 12 di Studi Lovecraftiani. Copie della versione “restyling” si possono  inoltre richiedere presso la nostra redazione (ma occorrono circa 2-3 settimane per evadere l’ordine).

Scrivere a: studilovecraft@yahoo.it. Informazioni e contatti: pagina web studilovecraftiani.blogspot.it. Pagina Facebook: facebook.com/dagon.press. Qui sotto, un’anteprima dai contenuti di Studi Lovecraftiani n. 13.

Pietro Guarriello

lunedì 28 ottobre 2013

H.P. Lovecraft e la Nona Arte a Lucca Comics & Games 2013

H.P. Lovecraft e la Nona Arte, Lucca Comics & Games 2013

Diábolo Edizioni ed Eris Edizioni presentano l’incontro: H.P. Lovecraft e la Nona Arte. Incursioni fumettistiche nell’universo del maestro dell’orrore e del fantastico, a Lucca Comics & Games 2013, Sabato 2 novembre, ore 10:00, Sala dell’Oro della Camera di Commercio.

“Un incontro per presentare le ultime incursioni fumettistiche nell’universo lovecraftiano: Il giovane Lovecraft, primo capitolo della esilarante saga sull’adolescenza del ‘solitario di Providence’, degli spagnoli Bart Torres e Josep Oliver, edito da Diábolo Edizioni; H.P. Lovecraft, Da altrove e altri racconti, dell’olandese Erik Kriek, edito da Eris Edizioni. Paolo Interdonato ne parlerà insieme agli autori e agli editori.”

Partecipanti:
Paolo Interdonato (moderatore)
Bart Torres (autore)
Erik Kriek (autore)
Riccardo Zanini (relatore)
Gabriele Munafò (relatore)


Programma generale sul sito web di Lucca Comics & Games 2013.

Andrea Bonazzi

lunedì 4 febbraio 2013

A Look Behind the Derleth Mythos: August Derleth oltre i miti di Cthulhu

A Look Behind the Derleth Mythos, 2012, copertinaDa solo e unico tutore della “eredità” letteraria di H.P. Lovecraft – tanto da vantarne (dubbi) diritti legali impedendo ad altri di scrivere narrativa sui “miti di Cthulhu”, da lui stesso così battezzati e codificati rigorosamente in un’interpretazione personale lontana dalle originarie concezioni –, a scrittore di supposte “continuazioni” dell’opera di Lovecraft, in realtà storie originali basate su un paio appena di brevissimi frammenti e su un taccuino di spunti lasciati dal sognatore di Providence… Insomma, da esclusivo custode e detentore dell’opera lovecraftiana, August Derleth si è ritrovato bersaglio dai primi anni 70, dopo la sua scomparsa, di innumerevoli critiche a proposito della propria gestione di un tale patrimonio. Indiscutibile nella propria abilità e versatilità come autore, la critica moderna ha da allora iniziato a ridimensionare i suoi interventi su Lovecraft, a chiarirne i drastici fraintendimenti e, in sostanza, ad accedere al gentiluomo del New England senza più finalmente filtri, limiti e intermediari, dando il via ai primi veri e propri studi critici e biografici.

In controtendenza a svariati decenni di un tale atteggiamento critico nei confronti di Derleth giunge adesso A Look Behind the Derleth Mythos: Origins of the Cthulhu Mythos, un corposo saggio di John D. Haefele inteso a rivalutarne l’operato e le attività nel suo complesso, pubblicato attraverso il marchio editoriale specializzato danese di H. Harksen Productions.

“È tempo di mettere le cose in chiaro. Per decenni i critici hanno ritratto August Derleth come un uomo intrattabile, uno sciocco e a volte persino un malvagio, macchiando il suo lascito nella storia del moderno racconto weird,” – tiene a puntualizzare la presentazione editoriale del volume, che prosegue: – “A Look Behind the Derleth Mythos: Origins of the Cthulhu Mythos contiene nuovi e completi studi nei quali, con argomentazioni forti e solide prove, John D. Haefele respinge le critiche e dimostra perché sia giunto il tempo di ristabilire la reputazione di Derleth, perché sia il momento di riconoscerlo come uno dei più grandi; un poliedrico, prodigioso e straordinario scrittore ed editore. Base della controversia sono le «collaborazioni postume» di Derleth con H.P. Lovecraft, coinvolgendo i suoi pastiches e il dibattito relativo ai «Miti di Cthulhu» contrapposti ai «Miti di Derleth». A questo e altro ancora guarda Haefele, analizzandolo in avvincente maniera. Con sorprendenti, eppure convincenti risultati”.

La prefazione è a firma di W.H. Pugmire, principale esponente della contemporanea narrativa dei miti di Cthulhu. In oltre quattrocento pagine comprendenti illustrazioni e riproduzioni iconografiche, il libro ripercorre le vicende del fondatore della Arkham House, la storia della casa editrice e di buona parte della weird fiction americana che ne attraversò le pagine.

Lo stesso John D. Haefele è autore fra l’altro della precedente monografia tematica August Derleth Redux: The Weird Tale 1930-1971, con la quale già nel 2009 prese a introdurre i medesimi argomenti.

Peccato per la scelta di rendere l’edizione disponibile nel solo formato a copertina rigida, rendendone così non esattamente abbordabile il prezzo di copertina. Tramite il sito web di lulu.com, che distribuisce il titolo, è disponibile un’anteprima di quattordici pagine – qui sotto consultabile – comprensive di prefazione, introduzione dell’autore, indici e bibliografia.

A Look Behind the Derleth Mythos
Origins of the Cthulhu Mythos
John D. Haefele
H. Harksen Productions, 2012
copertina rigida, 392 pagine, $59.99
ISBN 9788799499458
Andrea Bonazzi



Questo contenuto richiede Adobe Flash Player versione 8.0.0 o maggiore. Scarica Flash

lunedì 21 gennaio 2013

Where’s My Shoggoth? Rime lovecraftiane per l'infanzia


Where’s My Shoggoth?, 2012, copertina
E poi non continuiamo a dire che non ci sono più i bei libri di filastrocche per bambini di una volta.

Vabbe’… magari non saranno più proprio ed esattamente “quelli di una volta”… ma non ne mancano certo esempi recentissimi a beneficio, se non altro, delle future leve d’appassionati e cultori di H.P. Lovecraft.

Scritto da Ian Thomas e interamente illustrato da Adam Bolton, Where’s My Shoggoth? è un volumetto “per bambini fin oltre i novant’anni”, come si suol dire puntando a un pubblico assai più adulto che infantile. Un viaggio tra orridi e divertenti incontri lovecraftiani attorno e dentro un’oscura ed enorme residenza, alla ricerca del vostro amato cucciolo sfuggito. Un cucciolo di shoggoth, beninteso.

“Il vostro amico tentacolato si è perso. Cosa potete fare? Andare a cercarlo, naturalmente! Vagare dalle più profonde cantine fino alle più alte guglie di una labirintica magione. Battere ogni pista dalla foresta sino al lago. Sul vostro cammino incontrerete mostri e semidei, alieni e Grandi Antichi, e ogni genere di creature dai Miti di Cthulhu. Qualcuno di essi, da qualche parte, non avrà forse visto il vostro shoggoth? Un affezionato omaggio alle opere di H.P. Lovecraft” – prosegue la presentazione editoriale –, “con le splendide illustrazioni di Adam Bolton su rime di Ian Thomas. Per dilettanti dei Miti e possessori di shoggoth d’ogni età!”

Completo di un tabellone di gioco da percorrere sulla sua copertina interna, l’albo in cinquantasei pagine a colori è pubblicato negli Stati Uniti da Archaia Entertainment.

Informazioni, anteprime e quant’altro, comprese alcune tavole scaricabili da colorare, sono disponibili sul sito ufficiale wheresmyshoggoth.com, dal quale sono tratti il booktrailer e il video con lo sguardo sulle pagine che proponiamo a seguito.

Where’s My Shoggoth?
Ian Thomas e Adam Bolton
Archaia Entertainment, 2012
copertina rigida, 56 pagine, $11.95
ISBN 9781936393565





Andrea Bonazzi

mercoledì 2 gennaio 2013

I giochi di Cthulhu: dadi, carte, joystick e Grandi Antichi

Pubblicato dalla casa editrice Wild Boar, I giochi di Cthulhu di Matteo Poropat è la seconda e più aggiornata edizione del precedente titolo L’influenza di H.P. Lovecraft sul mondo ludico, nato in cinque puntate fra il 2006 e il 2007 sulla scomparsa rivista Necro per poi svilupparsi nella forma di breve saggio tematico, peraltro il solo nel suo genere, apparso nel 2010 su Studi Lovecraftiani #12 e diffuso quindi sia in volumetto a stampa che nei formati ebook. Dell’anno sucessivo è invece una sua traduzione inglese come Playing With Lovecraft. Tentacular Influences in Popular Games.

“I giochi di Cthulhu è un viaggio avventuroso tra i passatempi ispirati agli scritti di Howard Phillips Lovecraft. Dai giochi di carte come Munchkin Cthulhu al più noto gioco di ruolo horror, Call of Cthulhu, dal boardgame Arkham Horror a videogames terrificanti come Dark Corners of the Earth, passando per titoli sconosciuti e autoproduzioni affascinanti”.

Drasticamente rieditata, e con l’integrazione dei nuovi giochi apparsi nel frattempo, la nuova versione prosegue a esplorare i punti di contatto e le contaminazioni tra la mitologia mostruosa e fantastica creata da H.P. Lovecraft e l’industria ludica mondiale, dal role-playing al gioco da tavolo e di carte sino al videogame.

La copertina è di Davide Marescotti. In appendice, l’articolo di Pietro Guarriello “Howard Phillips Lovecraft: Il personaggio che nacque dopo la sua morte” consente di inquadrare la figura dello scrittore di Providence, egli stesso un mito letterario, spesso frainteso in un’aura di confusione sfumata fra l’oggettiva realtà e le fantasie “leggendarie” diffuse sulla sua persona.

Informazioni sul blog dedicato giochicthulhu.blogspot.it e presso le pagine web del Wild Boar Virtual Shop.

I giochi di Cthulhu
Matteo Poropat
Wild Boar Edizioni, 2012
brossura, 65 pagine, €5.00
ISBN 9788895186078

Andrea Bonazzi

domenica 25 novembre 2012

Critica e ricerca lovecraftiana in Lovecraft Annual no. 6

Lovecraft Annual no. 6, 2012, copertinaVero e proprio punto di riferimento per appassionati e studiosi in tutto il mondo, il Lovecraft Annual è una pubblicazione annuale di studi, di critica e ricerca su Howard Phillips Lovecraft curata da S.T. Joshi ed edita in forma di volumetto dall’americana Hippocampus Press: dal 2007 un’iniziativa intesa a prendere il posto dei classici Lovecraft Studies, i cui fascicoli hanno per decenni raccolto e pubblicato la più significativa saggistica internazionale sull’autore di Providence, presentata insieme a recensioni e annunci delle news dall’universo lovecraftiano e weird.

Dagli interventi critici dello scrittore Michael Cisco sul racconto “La paura in agguato” (The Lurking Fear) o di Scott Connors su “La casa delle streghe” (The Dreams in the Witch House), su Lovecraft Annual No. 6 troviamo riflessioni sulle razze e la guerra nei “miti” lovecraftiani, considerazioni sul linguaggio “perturbante” condiviso con l’opera di Edgar Allan Poe, sui rapporti con il modernismo e la letteratura del grottesco, e molto altro ancora; dai parallelismi e confronti tra la narrativa di Lovecraft e quella del ciclo di Sherlock Holmes fino ai consueti spazi per le notizie in breve e per le novità in recensione.

Informazioni presso il sito ufficiale web dell’editore. Qui a seguito l’indice dei contenuti al completo.

Race and War in the Lovecraft Mythos: A Philosophical Reflection – César Guarde Paz
Of Regner Lodbrog, Hugh Blair, and Mistranslations – Martin Andersson
The Shadow over “The Lurking Fear” – Michael Cisco
The Aboriginal in the Works of H.P. Lovecraft – James Goho
Envisaging the Cosmos: A Note on “The Dreams in the Witch House” – Scott Connors
Lovecraft, Absurdity, and the Modernist Grotesque – Sean Elliot Martin
Sources of Anxiety in Lovecraft’s “Polaris” – J.D. Worthington
Tekeli-li! Disturbing Language in Edgar Allan Poe and H. P. Lovecraft – Lynne Jamneck
Lovecraft’s 1937 Diary – Kenneth W. Faig, Jr.
The Case for “How the Enemy Came to Thlunrana” and The Case of Charles Dexter Ward – Peter Levi
Misperceptions of Malignity: Narrative Form and the Threat to America’s Modernity in “The Shadow over Innsmouth” – Anna Klein
Elementary, My Dear Lovecraft: H.P. Lovecraft and Sherlock Holmes – Gavin Callaghan
Review of The Annotated Revisions and Collaborations of H.P. Lovecraft, edited by S.T. Joshi – Steven J. Mariconda


Lovecraft Annual No. 6
a cura di S.T. Joshi
Hippocampus Press, 2012
brossura, 236 pagine, $15.00
ISBN 9781614980490

Andrea Bonazzi

martedì 16 ottobre 2012

Dissecting Cthulhu, sezionando i miti di Lovecraft

Dissecting Cthulhu, 2011, copertinaUna “dissezione” della mitologia artificiale e squisitamente narrativa inventata da Howard Phillips Lovecraft, di storia in storia abbozzata insieme ad amici e colleghi suoi contemporanei in un divertito gioco di rimandi, portato avanti – in seguito e tuttora – da un’infinita schiera di imitatori ed epigoni, quindi codificato per decenni nel rigido, tassonomico schema di un fraintendimento operato proprio dal più attento custode del lascito di Lovecraft…

Questo lo scopo di Dissecting Cthulhu: Essays on the Cthulhu Mythos, edito a cura di S.T. Joshi per Miskatonic River Press: una raccolta dei saggi che fin dai primi anni 70 hanno innovato la ricerca critica sulla particolare tematica nell’ambito degli studi Lovecraftiani, radicalmente mettendo in discussione le tante interpretazioni troppo “libere” e un qual certo operato di August Derleth – editore dell’Arkham House e solo amministratore fino a quel momento dell’eredità letteraria lovecraftiana –, per esplorare in modo autonomo e finalmente autorevole  le origini e gli elementi di un mito letterario.

“I Miti di Cthulhu sono l’invenzione più dinamica di H.P. Lovecraft. La sua visione audace di un cosmo pieno di «dèi» funesti, di libri proibiti di sapienza occulta e d’una ricca e immaginaria costellazione di cittadine del New England, è stata il perfetto veicolo attraverso cui esprimere il suo «indifferentismo cosmico». Quello dei Miti è divenuto uno dei temi più imitati nella letteratura horror, e centinaia di scrittori hanno basato le proprie estrapolazioni proprio su di esso. Ma restano molte le concezioni errate sui Miti di Cthulhu. Il loro stesso nome non è stato inventato da Lovecraft, ma dal suo discepolo August Derleth. Derleth alterò i Miti in modi significativi, ed è solo di recente che studiosi e scrittori hanno fatto ritorno alla pura visione che fu propria di Lovecraft”.

Fin qui la quarta di copertina resa in italiano, che prosegue: “questa raccolta saggistica riunisce a stampa molti dei saggi fondamentali su Miti di Cthulhu, dai pionieristici articoli di Richard L. Tierney e Dirk W. Mosig che presero le distanze dai fraintendimenti di Derleth circa la pseudomitologia di Lovecraft, ai penetranti studi di Robert M. Price, Will Murray, Steven J. Mariconda e altri nell’esaminare gli elementi chiave dei Miti – il loro uso delle divinità, dei libri e della topografia; le influenze da Lovecraft assimilate nel plasmarli, e il loro ampio disseminarsi fra generazioni a seguire di scrittori. Ciò considerando, questo libro fornisce una preziosa guida alla creazione più intrigante ma anche più incompresa di H.P. Lovecraft”.

Una collezione di saggi che riunisce insieme per la prima volta tutta una serie di fondamentali e in qualche modo “storici” riferimenti: fonti primarie nonché ideale integrazione alla precedente monografia di Joshi The Rise and Fall of the Cthulhu Mythos, apparsa nel 2008. I contenuti, che riportiamo a seguito, sono proposti entro cinque suddivisioni a tema: la visione dei Cthulhu Mythos in genere, fra le concezioni originarie e i successivi sviluppi che se ne allontanarono; gli approfondimenti e i modelli creativi alla base dei “tomi proibiti”, degli déi e delle ambientazioni utilizzate nel ciclo narrativo, e le diverse influenze subite ed esercitate dallo stesso. Eccone il sommario:

Introduction — S. T. Joshi
I. SOME OVERVIEWS
The Derleth Mythos — Richard L. Tierney
H. P. Lovecraft: Myth-Maker — Dirk W. Mosig
Who Needs the “Cthulhu Mythos”? — David E. Schultz
Lovecraft Waits Dreaming — Simon MacCulloch
The Cthulhu Mythos: Lovecraft vs. Derleth — S. T. Joshi
Toward a Reader-Response Approach to the Lovecraft Mythos — Steven J. Mariconda
II. THE BOOKS
Genres in the Lovecraftian Library — Robert M. Price
Higher Criticism and the Necronomicon — Robert M. Price
The Lurker at the Threshold of Interpretation — Dan Clore
III. THE GODS
Demythologizing Cthulhu — Robert M. Price
The Last Vestige of the Derleth Mythos — Robert M. Price
Behind the Mask of Nyarlathotep — Will Murray
On the Nature of Nug and Yeb — Will Murray
IV. THE LANDSCAPE
Arkham Country: In Rescue of the Lost Searchers — Robert D. Marten
Where Was Foxfield? — Will Murray
Lovecraft’s Two Views of Arkham — Edward W. O’Brien
V. INFLUENCES
Hali — Marco Frenschkowski
Cthulhu’s Scald: Lovecraft and the Nordic Tradition — Jason C. Eckhardt
The Origin of Lovecraft’s “Black Magic” Quote — David E. Schultz
Robert E. Howard and the Cthulhu Mythos — Robert M. Price
Divers Hands — Stefan Dziemianowicz


Il veterano Paul Carrick firma il notevole ritratto di H.P. Lovecraft che illustra la copertina del volume, concluso in appendice da una lista di letture ulteriori, oltre a un indice dei nomi e dei titoli in dettaglio. Informazioni presso le pagine web di Miskatonic River Press.

Dissecting Cthulhu
Essays on the Cthulhu Mythos
a cura di S.T. Joshi
Miskatonic River Press, 2011
brossura, 278 pagine, $19.99
ISBN 9780982181874
Andrea Bonazzi

martedì 2 ottobre 2012

A Haunted Mind, nel mondo “oscuro e contorto” di H.P. Lovecraft

A Haunted Mind, 2012, copertina“Oscuro” d’accordo… ma definire “contorto” fin dal sottotitolo il mondo di H.P. Lovecraft, da un punto di vista letterario o biografico che sia, già lascia intravedere un certo approccio quantomeno eccentrico a quel che si dichiara essere un saggio: A Haunted Mind. Inside the Dark, Twisted World of H.P. Lovecraft, scritto dal nordirlandese Dr. Bob Curran per la New Page Books, un marchio editoriale dell’americana Career Press.

“Probabilmente, nessuno scrittore americano ha avuto un maggior impatto sulla moderna scena horror di Howard Phillips Lovecraft, l’uomo che ha creato i Miti di Cthulhu, con i suoi strani dèi, libri proibiti e luoghi misteriosi. Ma che tipo di uomo era, Lovecraft? Come ha creato un tale terribile universo, e da dove preso la propria ispirazione? Era basata, come qualcuno ha detto, su conoscenze esoteriche dimenticate o addirittura rinnegate da ogni persona sana di mente?”

Questa la presentazione resa in italiano dalla quarta di copertina del volume, che prosegue: “In A Haunted Mind, il Dr. Bob Curran esplora ciò che ha motivato Lovecraft – la sua vita personale è altrettanto strana di alcune delle sue creazioni – e che lo ha condotto a creare il suo cosmo terribile. Utilizzando sia il folklore che la storia, il Dr. Curran indaga su una vasta gamma di misteri lovecraftiani”.

L’autore è un esperto di miti e di leggende con numerose monografie del genere al suo attivo, dal folklore celtico alle “terre perdute” fino alle guide su streghe, fate, zombie, licantropi o vampiri. E il metodo applicato in questo libro è il medesimo usuale in tale “saggistica del mistero”, il che può risultare interessante nel ripercorrere in quest’ottica particolare il vasto corpus dei “miti di Cthulhu”, di stampo altrimenti esclusivamente letterario, ma si rende inqualificabile e assurdo a fronte di ricostruzioni biografiche fornite senza un minimo di documentazione.

L’intero lavoro si presenta sprovvisto sia di note che di bibliografia, rendendo impossibile il controllo delle fonti, talvolta citate nel testo con il solo nome d’un autore e ancor più volte affidate a quel “come qualcuno ha detto” letto poco più sopra, all’“alcuni affermano”, al condizionale dei “potrebbe”.

Non un grosso problema nelle tre sezioni dell’opera dedicate rispettivamente alla descrizione dei libri proibiti, alle entità del ciclo lovecraftiano e ai luoghi delle sue ambientazioni, in singoli capitoli che molto devono alla precedente e dettagliata Cthulhu Mythos Encyclopedia di Dan Harms, ma che si espandono a divagare in ulteriori associazioni con le varie mitologie, con la leggenda sia tradizionale che contemporanea, col folklore angloamericano. Correlazioni azzardate, spesso inconsistenti, ma anche curiose e generalmente divertenti in una semplice lettura d’intrattenimento, persino ludica alla maniera di certi supporti per il gioco di ruolo.

La nota dolente, e il limite assai criticato all’opera presente, è soprattutto nella sua parte introduttiva che pretende di fornire un ritratto biografico di Lovecraft. Dichiaratamente documentatosi su A Dreamer and a Visionary: H.P. Lovecraft in his Time (la ridotta edizione britannica della biografia scritta da S.T. Joshi), l’autore aggiunge considerazioni tutte proprie e menziona “voci” ed episodi impossibili da verificare senza, appunto, indicare alcuna fonte. Affermazioni che hanno del grottesco, come quella secondo cui Lovecraft, dopo essersi ritirato da scuola nel 1905, “prese a vagare di notte in giro per le strade, parlando da solo e fermandosi alle finestre illuminate per sbirciarvi dentro e spaventare i bambini piccoli” (pag. 10: “He took to wandering about the streets at night talking to himself and stopping at lighted windows to peer in and frighten small children”). Più oltre afferma che Farnsworth Wright gli respingesse i racconti essenzialmente per ripicca, a causa delle critiche negative fatte anni prima a quel che sarebbe divenuto il direttore di Weird Tales. E via così...

Parlando del matrimonio, “qualcuno ha commentato che, per Lovecraft, fu «amore al primo dollaro»“ (pag. 18). “Qualcuno” chi? E ancora si confondono insieme fatti e giudizi del tutto personali: “troppo disperato o troppo pigro per trovare lavoro, spese la prima metà del 1924 vagando in giro per New York” (pag. 20). Altrove si avanzano ipotesi anche “sensazionali” immediatamente poste in dubbio o smentite nella prosecuzione stessa della frase: l’amicizia col giovane Frank Belknap Long e poi con un allora tredicenne Robert H. Barlow, per esempio, “indusse al sospetto che, nelle ultime fasi della propria vita, Lovecraft fosse qualcosa di simile a un predatore sessuale, ossessionato da giovani uomini e ragazzi. Comunque, non c’è assolutamente nulla a suggerire che fosse questo il caso, o che Lovecraft avesse esplicite tendenze omosessuali verso Barlow” (pag. 22). Biografia o gossip?

Critiche maggiormente dettagliate vengono mosse da Michael R. Collings sul sito web di Hellnotes, ma è possibile farsi un’idea dei contenuti di A Haunted Mind attraverso i servizi del LookIside! di Amazon.com, in un’anteprima di testo che comprende anche le prime dieci pagine della discussa introduzione.

'Lovecraft', illustrazione di Ian DanielsChi ben conosca l’opera e la vita di H.P. Lovecraft, non sarà positivamente impressionato dal quel che in effetti appare come una dispersiva compilazione di descrizioni e note attorno ai Cthulhu Mythos, mischiando insieme riferimenti fra i più eterogenei: dagli scrittori dell’originale narrativa agli autori del role-playing di The Call of Cthulhu, passando per l’occultismo esplicito di un Kenneth Grant fino alle menzionate escursioni nei “misteri” alla Voyager – volendo menzionare un calzante modello della TV italiana –, senza distinguere più quel che è finzione. Ma basterebbe aver chiaro cosa ci sia da attendersi dal tutto: un divertissement a tema lovecraftiano, anziché un saggio.

A mettere d’accordo proprio tutti saranno, comunque, le suggestive illustrazioni di Ian Daniels per la copertina a colori e le numerose tavole in bianco e nero degli interni, a doppia pagina per ogni apertura di capitolo.

Informazioni ulteriori (al momento errate per prezzo e numero di pagine) presso il sito ufficiale della casa editrice New Page Books.

A Haunted Mind
Inside the Dark, Twisted World of H.P. Lovecraft
Dr. Bob Curran
Career Press/New Page Books, 2012
brossura, 352 pagine, $19.99
ISBN 9781601632197
Andrea Bonazzi

mercoledì 26 settembre 2012

I miti di Cthulhu di Alberto Breccia

Alberto Breccia, I miti di Cthulhu, copertinaA oltre un quarto di secolo dalla sua precedente edizione italiana, dal 2004 è finalmente tornata disponibile la raccolta de I miti di Cthulhu (Los Mitos de Cthulhu, 1972) di Alberto Breccia, pubblicata dalla bolognese Comma 22 come seconda uscita, dopo Incubi nel 2003, di una collana espressamente dedicata all’artista uruguaiano.

Il volume riunisce le nove storie, tratte dal ciclo narrativo di Howard Phillips Lovecraft, realizzate da Breccia su puntuale adattamento del poeta argentino Norberto Buscaglia. Nell’ordine: La ricorrenza; La cosa sulla soglia; La maschera di Innsmouth; La città senza nome; L'orrore di Dunwich; Il richiamo di Cthulhu; Il colore che cadde dal cielo; L'abitatore del buio e Colui che sussurrava nelle tenebre.

Quasi tutte le storie sono apparse in Italia sul mensile Il Mago fra il 1973 e il 1975, per poi confluire nell’albo I miti di Cthulhu edito nel 1978 da L’isola Trovata di Bologna, con l’esclusione di Colui che sussurrava nelle tenebre. La versione del racconto venne infatti pubblicata in Argentina solo nel 1979, e presentata in italiano nel novembre 1982 sul numero 11 della rivista Alter Alter.

Alberto Breccia è fra gli autori che maggiormente, nel proprio periodo, hanno contribuito a nobilitare i comics come forma d’arte. Proprio con il ciclo de Los Mitos de Cthulhu il grande disegnatore trova nuove forme espressive, inedite nel suo contesto, combinando insieme tecniche del tutto dissimili e sperimentando contaminazioni dal fotografico al pittorico, alla ricerca del più efficace approccio per ritrarre l’irraffigurabile, come egli stesso descrive.

“Mi sono reso presto conto che l’approccio tradizionale del fumetto non bastava a rappresentare l’universo di Lovecraft. Allora ho cominciato a sperimentare nuove tecniche come il monotipo o il collage. Questi mostri senza forma, simili a quelli che avevo disegnato ne L’Eternauta, son così fatti perché non volevo limitarmi a darne un’interpretazione personale; volevo che ogni lettore vi aggiungesse del suo, che potesse utilizzare questa base informe che gli ho fornito per sovrapporvi i propri timori, la propria paura… All’inizio ho raccolto in un certo senso una sfida: volevo sapere se ero capace di disegnare ciò che Lovecraft descriveva. Non so se ci sono riuscito, ma vi posso assicurare che durante i due o tre anni che mi ha preso la realizzazione di questo lavoro, ho vissuto completamente immerso nel mondo del solitario di Providence.”

Alberto Breccia, da 'L'orrore di Dunwich'Le soluzioni visive di Breccia restano una straordinaria e positiva eccezione nella resa dell’alienità lovecraftiana, altrove e ancor oggi troppo spesso fallimentare. Ineguagliabili nel suggerire senza svelare, partendo dai dettagli di un realismo quasi accademico dell’ambiente sino a insinuarvi la presenza d’indefinibili orrori, aggirando le forme del caos con tratti sfumati e forti pennellate, utilizzandone i segni come le reticenze e l’esasperata aggettivazione dell’originale letterario cui s’ispirano. Personalissime e ben amalgamate nel passaggio, traumatico ed estraniante, fra la netta espressione grafica del quotidiano e le surreali licenze artistiche dell’orrifico, le tecniche del disegno si evolvono nel corso del tempo. Le ultime storie tendono a stravolgere anche la realtà umana, le stesse figure dei personaggi si stilizzano, e le tavole si fanno più astratte, comunicando da subito un’allucinata inquietudine. Un percorso d’ideale discesa nella percezione dell’universo impazzito di Lovecraft, che il lettore si trova a condividere nel complesso dell’opera.

La scrittura di Buscaglia supporta con efficacia l’atmosfera delle note storie originali, mantenendo una narrazione in prima persona, essenziale e quasi priva di dialoghi. Nel rispetto dei testi delle precedenti versioni italiane, comunque rinnovati nel lettering, la presente edizione ha il pregio di riprodurre le tavole originali del fumetto, con la sola eccezione de L'abitatore del buio, i cui disegni risultano in parte perduti. I toni di grigio della stampa restituiscono così, letteralmente in ogni sfumatura, le profondità del complesso lavoro di Breccia, spesso altrimenti appiattito da tante riproduzioni in semplice bianco e nero.

Alberto Breccia, da 'La maschera di Innsmouth'Il prezzo del volume non è certo troppo abbordabile, ma trova piena giustificazione nella cura dell’insieme, oltre che per l’elevato numero di pagine e l’ottima rilegatura. La postfazione, che porta la firma di Latino Imparato, è illustrata infine con alcuni studi preparatori per le tavole de Il richiamo di Cthulhu.

Autentica pietra miliare nella storia delle cosiddette “nuvole parlanti”, il libro rappresenta un fondamentale punto di riferimento nel suo genere, sia per gli estimatori del maestro sudamericano che per gli appassionati del Gentiluomo del Rhode Island.

Informazioni sul volume presso le pagine web di Comma 22.

I miti di Cthulhu
Alberto Breccia
collana Alberto Breccia, Comma 22, 2004
copertina rigida, 128 pagine, €22.00
ISBN 9788888960012

Andrea Bonazzi
(recensione pubblicata su HorrorMagazine del 14/04/05)

domenica 6 maggio 2012

The Shadow Out of Time: corto lovecraftiano svedese

The Shadow Out of Time, 2012, titoloFrutto di una collaborazione svedese del 2011-2012 fra Millroad Film e The Lone Animator, il cortometraggio The Shadow Out of Time adatta efficacemente fra recitazione e grafica computerizzata l’omonima novella “L’ombra fuori dal tempo”, scritta da Howard Phillips Lovecraft tra il 1934 e il ‘35.

Scritto da Richard Svensson e Daniel Lenneér, che ne hanno rispettivamente diretto le parti filmate e l’animazione elettronica, il corto della durata di circa quindici minuti sviluppa la celebre novella lovecraftiana attraverso la narrazione in voice-over dell’attore inglese John Hutch, su musiche composte da Christopher Johansson.

Åke Rosén interpreta il ruolo del professor Nathaniel Wingate Peaslee, la cui mente è scambiata con quella di un misterioso e antichissimo alieno capace, in questo modo, di viaggiare nel tempo. Thobias Ericsson e gli stessi Svensson, Lenneér e Johansson compaiono invece in ruoli di supporto.

Informazioni, immagini, collegamenti e risorse presso il blog ufficiale di The Lone Animator. Qui a seguito l’intero cortometraggio pubblicato dagli autori su YouTube.



Andrea Bonazzi

mercoledì 2 maggio 2012

The Illuminated Cthulhu Mythos: Luca Oleastri illustra i grimori lovecraftiani

The Illuminated Cthulhu Mythos, 2012, copertinaAlcune delle “pagine proibite” dal Necronomicon e altri mitici grimori citati nei lovecraftiani “Miti di Cthulhu” sono illustrate nell’interpretazione visuale di Luca Oleastri nel volume The Illuminated Cthulhu Mythos. The Illustrated Necronomicon and other Grimories Fragments, pubblicato dalle Edizioni Scudo in una brossura di grande formato completamente a colori.

“Le illustrazioni presenti in questo volume, sono una specie di «pagine strappate» da una fittizia raccolta (ipoteticamente in possesso dell’autore) dei grimori inventati dagli scrittori che hanno continuato e arricchito i Miti di Cthulhu e l’opera di H.P. Lovecraft nel corso dei decenni. Ogni illustrazione ha a fronte una breve nota in lingua inglese che spiega da chi e per quale scopo è stato inventato, durante i decenni, un libro arcano o un grimorio che è andato ad aggiungersi ai Miti di Cthulhu”.

Celebri pseudobibilia, dal De Vermis Mysteriis inventato da Robert Bloch a The Book of Eibon di C.A. Smtith, The Nameless Cults di R.E. Howard o The Book of Iod di Henry Kuttner, vengono così proposti accanto ad alcuni testi reali, per quanto leggendari nelle origini, utilizzati nel medesimo contesto narrativo come The Book of Dzyan di Helena Petrovna Blavatsky o l'egizio The Book of Thoth.

Informazioni sul sito web www.innovari.it e alla pagina dedicata presso lo shop online di Lulu.com, da cui proviene l’anteprima qui a seguito.

The Illuminated Cthulhu Mythos
The Illustrated Necronomicon and other Grimories Fragments
Luca Oleastri
collana Art Stories, Edizioni Scudo, 2012
brossura, 60 pagine a colori, €25.49
ISBN 9781471601378



Questo contenuto richiede Adobe Flash Player versione 8.0.0 o maggiore. Scarica Flash



Andrea Bonazzi

venerdì 30 dicembre 2011

Alan Moore e H.P. Lovecraft, una strana coppia

Neonomicon, 2011, copertinaIl nome di Alan Moore è talmente noto da non avere nemmeno bisogno di presentazioni. Dalle origini su Captain Britain passando per il suo famosissimo ciclo che rivoluzionò Swamp Thing e attraversando numerosissimi veri e propri capolavori come V for Vendetta, From Hell, Watchmen, The League of Extraordinary Gentlemen, Promethea e tanto altro, lo scrittore inglese si colloca sicuramente fra i cinque più grandi storytellers contemporanei del mondo del fumetto (scegliete voi gli altri a vostro piacimento).

L’uscita in Italia del suo ultimo lavoro, Neonomicon, la serie strettamente interconnessa con l’universo lovecraftiano della quale pretende di essere insieme una derivazione, una continuazione e un restyling (e da qui il prefisso Neo-), dovrebbe allora costituire un evento estremamente significativo ed epocale, e vieppiù – dato l’argomento – dovrebbe esserlo per gli appassionati di weird e letteratura del soprannaturale. Ma, consentitemi di anticiparlo, mai il condizionale risulta più d’obbligo.

In primo luogo, dunque, che cos’è Neonomicon? Specifichiamolo meglio.

Neonomicon, 2011, tavolaSi tratta di una miniserie americana in quattro parti edita dalla Avatar Press che si ricollega a filo doppio e anzi triplo a una storia precedente, The Courtyard (stampata nel medesimo volume nell’edizione italiana della Bao Publishing), tratta appunto da un racconto di Moore e adattata per il fumetto da Anthony Jonhston. In essa si narrava di un agente federale in missione per indagare su una serie di raccapriccianti omicidi seriali identici, dei quali si autoaccusavano stranamente ben più persone del tutto differenti. Alla ricerca della verità, il Nostro si sarebbe imbattuto ben presto in qualcosa di molto più terribile e diabolico visitando il centro di tutto, un tal misterioso Club Zothique, ove suona una band dal nome The Cats of Ulthar la cui leader è una certa Randolph Carter. Qui un misterioso Johnny Carcosa spaccia un’altrettanto misteriosa sostanza, la “Polvere Bianca”, in grado di mettere in contatto con i segreti dell’Aklo...

I nostri lettori avranno colto benissimo tutte le allusioni al mondo del circolo di H.P. Lovecraft: da questo spunto si dipana un racconto autoconclusivo tutto sommato abbastanza contratto, ma non privo di un certo fascino complessivo, e fin qui le cose parrebbero andare tutto sommato abbastanza positivamente dal punto di vista del giudizio sull’opera.

Diversi anni dopo, però (appunto quando inizia la miniserie oggetto della presente discussione), altri due agenti federali riprendono le indagini del loro collega (del quale non si anticipa la sorte), finiscono anch’essi nel Club Zothique e da qui intraprendono la loro pericolosa e anzi mostruosa odissea che li condurrà alla scoperta di ciò che giace oltre la soglia e delle segrete cose dell’universo.

Neonomicon, 2011, copertina alternativaNon è un segreto che Alan Moore abbia accettato di scrivere questa miniserie per motivi schiettamente economici di problemi finanziari, e in sé non ci sarebbe nulla di male in questo. Il problema principale è che, però, alla fine della lettura essa comunica nettamente l’impressione che essa sia stata scritta esclusivamente per motivi alimentari. Intendiamoci, stiamo parlando pur sempre di Alan Moore per cui la professionalità c’è tutta, la capacità di stendere sceneggiature anche estremamente coinvolgenti è evidente così come lo è l’efficacia delle stesse battute (o della maggior parte di esse quantomeno), ed è presente in dosi massicce anche il sottile e fine gioco letterario e meta-letterario che ben conosciamo da altre opere.

Nell’approccio alla narrazione ci imbattiamo, dunque, in tutte queste componenti e anche di più. Alcune cose funzionano abbastanza, tuttavia: per esempio l’ammodernamento cronologico in chiave di storia poliziesca contemporanea del clima lovecraftiano, così come funzionano molto almeno un paio di spunti immaginifici che ben si sposano al tessuto costitutivo della narrativa di Lovecraft.

Che cosa c’è che non va allora? Potremmo dire che manca un pochino il cuore del racconto, vale a dire una motivazione profonda del perché esso esista: il puro divertissement letterario e fumettistico fa poca strada e, inoltre, cosa abbastanza grave, Moore dimostra una scarsissima padronanza del nucleo profondo e filosofico dell’opera dello scrittore di Providence. O almeno, se tale conoscenza ha, la applica in modo estremamente superficiale incagliandosi sulle solite viete e ritrite questioni inerenti razzismo e sessualità repressa allo scopo dichiarato di essere originale (e quindi fallendo in questo) e di dare una propria lettura personale (e anche su questo punto non essendo personale affatto).

Neonomicon, 2011
Intendiamoci, non che tali questioni non esistano o siano prive di importanza nell’esegesi dell’opera lovecraftiana, né intendo proporre questa linea interpretativa spinto da chissà quale pruderie, però incentrare la miniserie solo su questi due aspetti equivale, se mi si consente l’immagine, a volersi fare una nuotata in un lago profondo e ricco d’acqua senza peritarsi però di fare qualche passo che allontani dalla riva. E soprattutto equivale al massimo a fare un racconto fintamente lovecraftiano, sfruttandone nome e notorietà per dare sfogo alle proprie personalissime visioni e ossessioni, che siano esse occultistiche, sessuali o altro. Se è lecito interrogarsi anche su aspetti psicanalitici o sulla presenza/assenza di componenti sessuali nell’opera di HPL, farne oggetto centrale e quasi esclusivo della miniserie da parte di Moore dà decisamente l’impressione che il bersaglio non sia stato centrato.

Neonomicon, 2011, copertina alternativaAggiungiamo un altro importante problema di natura strutturale: la miniserie oltre che sbilanciata risulta peraltro confusa e troppo breve. Se The Courtyard nonostante tutto e pur con tutti i suoi difetti aveva un proprio senso, una propria compattezza, suggeriva un’idea di arcano e mistero oltre che una certa componente di disturbo soffuso della nostra tranquillità concettuale, Neonomicon dà l’idea di essere strutturalmente incompleto, di suggerire appena i concetti portanti del discorso, sospendendo la narrazione proprio quando essi parevano entrare nel vivo. Pare girare attorno alle cose essenziali: oltre a deviare decisamente e banalizzare in un senso tutto terreno le creature lovecraftiane, non è nemmeno in grado di parlarne con effettiva compiutezza, per quanto è ovvio che la reticenza da un racconto del genere non possa mai essere del tutto esclusa.

Neonomicon è così, dunque, una serie che trae spunto da un racconto base troppo sintetico, oscuro ma ancora brillante, per inoltrarsi in territori tutto sommato consueti e desolantemente banali. Qualche flash di genialità, battute sostanzialmente efficaci con un ritmo piuttosto sostenuto e momenti di rara visionarietà. Non mancano ricchissimi e numerosissimi inside jokes, divertenti finché si vuole ma in questo caso asostanziali. Con molta, moltissima “fuffa”. E poco, pochissimo Lovecraft... quasi zero.

C’è qualcosa da salvare in un giudizio che non può sostanzialmente che essere molto negativo? Tutto sommato direi di sì e la cosa che si salva di più sono i disegni di Jacen Burrows. Un ottimo autore ancora non molto conosciuto ma caratterizzato da uno stile pulito, efficace, suggestivo, dalle notevolissime capacità di impianto della tavola e del layout. Fra i tanti stili mai utilizzati per un racconto lovecraftiano, questo pare particolarmente pregnante: ne è prova la particolare potenza delle immagini soprannaturali, ambientate in uno dei tanti Altrove della letteratura dello scrittore di Providence. Uno specifico occhio di attenzione è da destinare alle numerose e meravigliose covers (o per meglio dire doppie copertine e variant covers), senza dimenticarsi di lodare caldamente gli eccellenti colori di Juanmar.

Neonomicon, 2011
Spiace soltanto che il connubio fra testi e disegni si sia realizzato in questo caso in modo tanto parziale e tanto deficitario nei riguardi del primo versante. E spiace soprattutto per l’occasione perduta.

Neonomicon
Alan Moore e Jacen Burrows
Bao Publishing, 2011
cartonato, formato 15,7x 23,6 cm., 160 pagine a colori, €17.00
ISBN 9788865430354

Umberto Sisia

sabato 3 dicembre 2011

New Cthulhu, il nuovo orrore lovecraftiano scelto da Paula Guran

New Cthulhu: The Recent Weird, 2011, copertinaAncora un’antologia lovecraftiana – anzi, “cthulhiana” – arriva dagli Stati Uniti per la Prime Books con questo ultimo New Cthulhu: The Recent Weird, corposo omnibus tematico di oltre 500 pagine, curato da Paula Guran a selezionare diverse delle migliori nuove storie nel solco dell’orrore cosmico e weird di Howard Phillips Lovecraft, fra quelle apparse in questo primo squarcio di secolo.

“Per più di ottant’anni H.P. Lovecraft ha ispirato scrittori del soprannaturale, artisti, musicisti, cineaste e autori di giochi,” come riporta la nota editoriale del volume.

“I suoi temi basati sull’indifferentismo cosmico, l’insignificanza dell’umanità, le invasioni aliene della mente e l’orrore della storia – scritti in un’atmosfera di pervasivo e inesplicabile terrore – restano oggi dei motivi non soltanto vitali, ma più che mai rilevanti man mano che si esplora un universo in cui il nostro pianeta si fa infinitamente più piccolo e schiacciato dal cambiamento climatico. Nella prima decade del ventunesimo secolo, i migliori autori del sovrannaturale non imitano più Lovecraft, pur essendo profondamente influenzati dal genere narrativo e i miti che ha creato. New Cthulhu: The Recent Weird presenta alcuni fra migliori esempi di questa nuova narrativa lovecraftiana – bizzarra, sottile, d’atmosfera, metafisica, psicologica, fitta di strane creature e ancor più strani personaggi – sinistra, inquietante, evocativa e oscuramente attraente…”

Ventisette racconti e novelle di prestigiose firme weird, fantascientifiche e fantastiche dall’immancabile Neil Gaiman fino a China Miéville, Caitlin R. Kiernan, Laird Barron, Michael Shea, W.H. Pugmire, Marc Laidlaw, John Langan, Kim Newman, John Shirley, Charles Stross e tanti altri – a raccogliere il testimone dei classici “miti di Cthulhu”.

La tentacolata illustrazione in copertina è di Rafael Tavares. Maggiori informazioni sul sito web ufficiale di Prime Books, mentre dall’anteprima “LookInside!” di Amazon si può dare come al solito un’occhiata fra le pagine del libro, del quale vi elenchiamo sotto i contenuti.

Introduction – Paula Guran
The Crevasse – Dale Bailey & Nathan Ballingrud
Old Virginia – Laird Barron
Shoggoths in Bloom – Elizabeth Bear
Mongoose – Elizabeth Bear & Sarah Monette
The Oram County Whoosit – Steve Duffy
Study in Emerald – Neil Gaiman
Grinding Rock – Cody Goodfellow
Pickman’s Other Model (1929) – Caitlin Kiernan
The Disciple – David Barr Kirtley
The Vicar of Rl’lyeh – Marc Laidlaw
Mr. Gaunt – John Langan
Take Me to the River – Paul McAuley
The Dude Who Collected Lovecraft – Nick Mamatas & Tim Pratt
Details – China Mieville
Bringing Helena Back – Sarah Monette
Another Fish Story – Kim Newman
Lesser Demons – Norm Partridge
Cold Water Survival – Holly Phillips
Head Music – Lon Prater
Bad Sushi – Cherie Priest
The Fungal Stain – W.H. Pugmire
Tsathoggua – Michael Shea
Buried in the Sky – John Shirley
Fair Exchange – Michael Marshall Smith
The Essayist in the Wilderness – William Browning Spencer
A Colder War – Charles Stross
The Great White Bed – Don Webb


New Cthulhu: The Recent Weird
a cura di Paula Guran
Prime Books, 2011
brossura, 528 pagine, $15.95
ISBN 9781607012894

Andrea Bonazzi

martedì 11 ottobre 2011

L’orrore di Dunwich in teatro per il London Horror Festival 2011

The Dunwich Horror, 2011, locandina teatrale“In una solitaria e curiosa località rurale presso un piccolo e fetido villaggio, sulla remota e cupa cima di un monte un vecchio arcigno stregone grida verso il cielo! Qui nasce il destino dell’umanità”.

Scritto nel 1928 e pubblicato un anno più tardi sul numero di aprile di Weird Tales, “L’orrore di Dunwich” è una tra le storie più note di Howard Phillips Lovecraft, talora controversa fra gli entusiasti dei “miti di Cthulhu”, che vi ritrovano tutti gli elementi a loro maggiormente congeniali, e pareri letterari che vedono piuttosto il racconto come una regressione estetica verso i convenzionali canoni horror del “bene contro il male”.

Adattato in forma di radiodramma fin dal 1945, e al cinema fra le curiose versioni del 1970 e del 2009, The Dunwich Horror giunge ora sul palcoscenico del Courtyard Theatre di Hoxton, a Londra, in cartellone dal prossimo 25 ottobre al 6 novembre nell’ambito del London Horror Festival 2011.

Portata in scena dalla compagnia della Ororo Productions, la rappresentazione scritta e diretta da David Dawkins sul testo di H.P. Lovecraft “si popola dun cast di personaggi meravigliosamente contorti, di strani mostri e di sinistramente onnipresenti caprimulgi”.

“Lo script ha preso inizio come la lettura di un monologo, essenzialmente adattato per un paio d’ore di durata,” scrive il regista e autore nel suo comunicato stampa di presentazione. “Lo spettacolo vi ha aggiunto personaggi ed elementi teatrali, ma il copione resta ancora molto fedele alla storia originale”.

Informazioni complete presso la pagina ufficiale sul sito web del London Horror Festival. Qui sotto il video trailer per la versione teatrale britannica di The Dunwich Horror.



Andrea Bonazzi

mercoledì 28 settembre 2011

Steve Somers, illustrazioni lovecraftiane

'Cthulhu Sketch' by Steve Somers
'Imago One' by Steve Somers
'Cthulhu in R'lyeh' by Steve Somers
'Cthulhu Lores' by Steve Somers
'Cthulhu Senior' by Steve Somers

È nato nel 1972 e vive a Milwaukee, nel Wisconsin. L’americano Steve Somers passa tranquillamente dal disegno alla pittura acrilica alle tecniche del digitale, senza escludere escursioni in campo scultoreo, in un vasto repertorio di illustrazione professionale che appare tuttavia prediligere i campi del surreale e del fantastico, fino al perturbante weird o i temi horror di genere come gli esempi lovecraftiani qui proposti.

“Perché realizzare questa roba, quando sai che non venderà? Perché non fare, piuttosto, più bambini dagli occhioni grandi e cuccioli? Perché non imbrigliare la palese banalità di così tanti pezzi? Tutte ottime domande. Non è che io sia un martire delle belle arti, o in qualche modo al di sopra del prostituire me stesso. Ho un lavoro, ho fatto un sacco di design commerciale. Non è nemmeno che presuma di far comprendere alla gente un qualche concetto intellettuale. Per me, è più come andare a caccia di conigli e insegnare trucchi al gatto,” racconta Stephen Somers parlando delle proprie opere sulle pagine web di Acrylic Age.

I lavori di Somers del periodo 1997-2008 sono pubblicati nel suo libro Individuals Within A Group. The Artwork of Stephen Somers (2009).

Gallerie: sito ufficiale stevesomersart.com; blog personale stevesomersart.blogspot.com; album in conceptart.org; pagina dedicata su cghub.com.

Andrea Bonazzi

sabato 24 settembre 2011

The Inhabitant of the Lake, il primo Ramsey Campbell

The Inhabitant of the Lake & Other Unwelcome Tenants, 2011, copertinaEra il 1961 quando un quindicenne britannico, un appassionato di H.P. Lovecraft, inviava le sue prime storie basate sui “Miti di Cthulhu” ad August Derleth, editore della Arkham House, chiedendogli un parere. L’accoglienza fu decisamente incoraggiante, anche se densa di critiche; tanto per cominciare, con l’invito a spostare l’ambientazione in luoghi meglio e più direttamente conosciuti, piuttosto che in uno stereotipato Massachusetts pseudo-lovecraftiano, creando in Inghilterra i propri realistici sfondi. E ancora: riscrivere, revisionare, rivedere e riprovarci ancora…

Il quindicenne era ovviamente J. Ramsey Cambell e solo tre anni dopo, nel 1964, l’Arkam House pubblicava il suo libro d’esordio The Inhabitant of the Lake and Less Welcome Tenants. Poco più tardi lo scrittore di Liverpool avrebbe “rinnegato”, per comprensibile reazione, una così ingombrate influenza lovecraftiana, trovando in breve tempo una voce e una via del tutto proprie e personali al weird horror, divenendone a tutt'oggi uno degli autori più autorevoli e influenti.

Trasformatasi nel corso di quasi mezzo secolo in un pregiato e costoso pezzo da collezionismo, la raccolta d’esordio di Campbell ritorna a ottobre in una nuova edizione pubblicata nel Regno Unito da PS Publishing, The Inhabitant of the Lake & Other Unwelcome Tenants, ripristinando quello che avrebbe dovuto essere il titolo in origine.

Illustrato da Randy Broecker, che ne firma la copertina, il volume ripropone l’intero contenuto originale, introduzione compresa, aggiungendovi le prime stesure dei dieci racconti – “The Room in the Castle”, “The Horror from the Bridge”, “The Insects from Shaggai”, “The Render of the Veils”, “The Inhabitant of the Lake”, “The Plain of Sound”, “The Return of the Witch”, “The Mine on Yuggoth”, “The Will of Stanley Brooke” e “The Moon-Lens” – accompagnate dalle reazioni critiche di Derleth su ogni storia.

All’edizione commerciale a copertina rigida si affianca una tiratura limitata di 100 copie autografate, disponibili al prezzo di £39.99. Tutte le informazioni presso le pagine dedicate sul sito web della PS Publishing.

The Inhabitant of the Lake & Other Unwelcome Tenants
Ramsey Campbell
PS Publishing, 2011
copertina rigida, illustrazioni in bianco e nero, £19.99
ISBN 9781848632004

Andrea Bonazzi

lunedì 29 agosto 2011

Cthulhu Gloom: diventa pazzo e vinci! Un folle gioco lovecraftiano di carte trasparenti

Cthulhu Gloom, gioco di carte trasparenti
Da Dunwich a Innsmouth, dalle aule della Miskatonic University alla cella imbottita di Charles Dexter Ward nell’Arkham Sanitarium, grossi guai sono nell’aria: le stelle sono quasi “giuste” e orrori al di là del tempo e dello spazio stanno appena incominciando a scatenarsi. Quando Cthulhu sorgerà, saremo tutti condannati. Ma chi cadrà nel modo più spettacolare?...

Nel nuovo gioco di carte trasparenti Cthulhu Gloom, prodotto negli Stati Uniti per la Atlas Games, è possibile controllare un gruppo di personaggi tipicamente lovecraftiani guidandoli in un percorso di terrore e di follia sino a una morte prematura, cercando invece di mantenere i propri avversari in una sana, felice, ignara e noiosissima vita.

Mentre i vostri protagonisti “Borbottano coi Ghouls” o “Apprendono Ripugnanti Conoscenze” – come alcuni titoli di carte potrebbero tradursi – al fine di guadagnare punti in negativo, potrete indurre il vostro opponente ad “Andare in Analisi dall’Alienista”, oppure a “Dimenticarsi del Fungo”, per fargli accumulare punti in positivo. Quando una fazione cade finalmente in preda dell’oscuro e ineluttabile fato interdimensionale che ci attende, ad aver vinto sarà il giocatore con i personaggi dalla carriera più sofferta e folle.

Stampate su plastica trasparente, le diverse cards posso essere giocate sovrapponendole una all’altra, per applicare a quella in gioco le modifiche visibili in trasparenza sulle carte sottostanti in precedenza utilizzate.

Progettato da Keith Baker, a cura di Michelle Nephew e con le illustrazioni di Todd Remick, Cthulhu Gloom è un gioco autonomo ma pienamente compatibile con il sistema e le espansioni del cupo ed estremamente ironico gioco di carte Gloom, qui adattato all’universo dei “miti di Cthulhu” di H.P. Lovecraft.

Maggiori informazioni sulla pagina web dell’Atlas Games, dalla quale potrete scaricare i files PDF con il regolamento di gioco, la cardlist e altre risorse liberamente consultabili.

Cthulhu Gloom
Keith Baker, Todd Remick, Michelle Nephew
Atlas Game, 2011
box di 2 mazzi da 55 carte trasparenti a colori, regole in foglio, $24.95
ISBN 1589781244

Andrea Bonazzi

martedì 23 agosto 2011

The Book of Cthulhu, storie ispirate a Lovecraft

The Book of Cthulhu, 2011, copertinaSarà pure addormentato nella sua casa a R’lyeh, ma il sonno di Cthulhu oggi più che mai “produce mostri”, a giudicare almeno dalla fitta salva di antologie tematiche previste in uscita entro il prossimo autunno – tutte in lingua inglese, of course –, su cui non mancheremo di fornire aggiornamento.

Dall’americana Night Shade Books è in arrivo proprio in questi giorni la corposa selezione di The Book of Cthulhu. Tales Inspired by H.P. Lovecraft, curata da Ross E. Lockhart a raccogliere insieme noti “classici moderni” assieme alle novità contemporanee di una narrativa breve weird che, fuori da un’ormai stereotipata imitazione, direttamente si ispira all’orrore cosmico di Howard Phillips Lovecraft.

Nomi e racconti che hanno profondamente segnato l’horror fantastico degli ultimi trent’anni da T.E.D. Klein, Ramsey Campbell e Thomas Ligotti fino a Brian Lumley e Michael Shea, qui proposti accanto alle più recenti voci di genere fra Joe R. Lansdale e Caitlin R. Kiernan, John Langan e Laird Barron, W.H. Pugmire e Joseph S. Pulver, in oltre cinquecento pagine passando per assai meno usuali firme “lovecraftiane” come quelle di Bruce Sterling, Charles Stross, Gene Wolfe o Kage Baker.

L’illustrazione in copertina è di Obrotowy. Maggiori informazioni sono reperibili sul sito web dell’editore, mentre è possibile dare un’occhiata alle pagine iniziali del volume nell’ampia anteprima disponibile attraverso il “LookIside!” di Amazon. Qui sotto l’indice dei contenuti:

Introduction – Ross E. Lockhart
Andromeda among the Stones – Caitlin R. Kiernan
The Tugging – Ramsey Campbell
A Colder War – Charles Stross
The Unthinkable – Bruce Sterling
Flash Frame – Silvia Moreno-Garcia
Some Buried Memory – W.H. Pugmire
The Infernal History of the Ivybridge Twins – Molly Tanzer
Fat Face – Michael Shea
Shoggoths in Bloom – Elizabeth Bear
Black Man With A Horn – T.E.D. Klein
Than Curse the Darkness – David Drake
Jeroboam Henley's Debt – Charles R. Saunders
Nethescurial – Thomas Ligotti
Calamari Curls – Kage Baker
Jihad over Innsmouth – Edward Morris
Bad Sushi – Cherie Priest
The Dream of the Fisherman's Wife – John Hornor Jacobs
The Doom that Came to Innsmouth – Brian McNaughton
Lost Stars – Ann K. Schwader
The Oram County Whoosit – Steve Duffy
The Crawling Sky – Joe R. Lansdale
The Fairground Horror – Brian Lumley
Cinderlands – Tim Pratt
Lord of the Land – Gene Wolfe
To Live and Die in Arkham – Joseph S. Pulver, Sr.
The Shallows – John Langan
The Men from Porlock – Laird Barron


The Book of Cthulhu. Tales Inspired by H.P. Lovecraft
a cura di Ross E. Lockhart
Night Shade Books, 2011
brossura, 530 pagine, $15.99
ISBN 9781597802321

Andrea Bonazzi