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mercoledì 8 gennaio 2014

Studi Lovecraftiani 13 con un inedito di Lovecraft

Studi Lovecraftiani n. 13 copertina classica
Studi Lovecraftiani n. 13 copertina Amazon

Come preannunciato qualche tempo fa, dopo un “fermo” di riflessione e di riassetto tornano gli Studi Lovecraftiani, con questo nuovo numero 13 (numero fatidico!) che esce ora e si presenta praticamente raddoppiato nel numero delle pagine, che assommano a ben 242, un vero e proprio libro ricco di articoli, saggi, recensioni e notizie di tutti i generi su H.P. Lovecraft e il suo universo fantastico.

Le novità sono tante. Innanzitutto, c’è stato un restyling della copertina, ma anche i nostalgici della più tradizionale e ormai consolidata grafica saranno accontentati; il numero esce infatti con due diverse covers: una classica, che rispecchia il layout consueto, e l’altra più moderna, con uno stile grafico completamente rinnovato.

Per quanto riguarda i contenuti, anche qui le novità non mancano: l’aumento del numero di pagine ci ha permesso infatti di inserire ben due Tesi di Laurea, e il resto del volume si presenta come di consueto con una ricca messe saggistica, che spazia da intriganti paralleli tra Lovecraft e Gustav Meyrink, al rapporto di H.P. Lovecraft con la Fisica, da escursioni all’interno dei giochi lovecraftiani, al cinema, ai libri, ecc. Oltre a questo, trovano spazio oltre quaranta pagine di recensioni, segnalazioni bibliografiche, notizie e presentazioni di tutte le novità editoriali relative a Lovecraft uscite in Italia e nel mondo nell’ultimo biennio. Insomma, un vero “numerone must” sotto tutti i punti di vista, che ogni appassionato di Lovecraft e di letteratura fantastica non deve lasciarsi assolutamente sfuggire.

La vera sorpresa, tuttavia, che da sola vale il prezzo del numero, è l’inclusione di un lungo inedito narrativo dello stesso Lovecraft, “Il Pozzo degli Antichi”, che siamo riusciti a recuperare solo dopo lunghe e laboriose ricerche e che siamo ora orgogliosi di presentare. Questo pezzo è assolutamente inedito, non è mai stato tradotto prima in Italiano, e non è mai stato stampato professionalmente neppure negli Stati Uniti. In sostanza, è una chicca assoluta e una vera primizia per gli appassionati, e costituisce un documento unico nel campo degli Studi Lovecraftiani.

“Il Pozzo degli Antichi” ha un retroscena curioso e piuttosto weird, e forse per questo era rimasto inedito… fino a oggi. Vi si narra la storia di un misterioso pozzo avvolto da antiche leggende, che si rivela essere un portale di accesso tra il nostro mondo e il mondo dell’Altrove. Nei suoi pressi si muovono alcuni personaggi bizzarri e tutta una serie di creature soprannaturali (tra cui spiccano dei curiosi e non meglio definiti “non-morti”) che comunque impallidiscono di fronte alla finale manifestazione del terribile Guardiano del Pozzo, una creatura titanica e tentacolare, forse un Grande Antico (Lovecraft scrive “fratello del Grande Cthulhu”) che ben si attaglia al pantheon degli Old Ones dei Miti. Questa oscena e gigantesca mostruosità, che tutto abbatte e schiaccia al suo passaggio (rievocando così l’Orrore di Dunwich), in tutta l’opera di Lovecraft è presente solo in questo inedito.

La vera curiosità è tuttavia legata al fatto che questo documento era stato trascritto dal testo originale – vergato a penna nella grafia minuscola e difficile da decifrare di Lovecraft – nientedimeno che da Mark Chapman, l’assassino di John Lennon! E qui il mistero si infittisce… che cosa c’entra Chapman, un folle e assassino, oggi ancora detenuto nelle prigioni americane, con Lovecraft? Nella presentazione che abbiamo scritto per introdurre questo pazzesco inedito di HPL, saprete tutto. Ora basti dire che Chapman lavorò alla sua trascrizione e, da quel momento, il tarlo della follia iniziò a corrodere la sua mente... la stessa follia che poi lo portò a compiere il suo gesto estremo, per il quale oggi è tristemente ricordato. Anche per questo “Il Pozzo degli Antichi” si profila, per certi versi, come un testo “maledetto”, sparito per sempre dalla circolazione fino al nostro ritrovamento.

Una bizzarria, quindi, che getta più di un alone inquietante sul documento, che è stato tradotto dal nostro valido collaboratore Luigi Musolino (il traduttore de I Vermi Conquistatori di Brian Keene e di Parola di Lovecraft)… sarà forse solo per un caso che quest’ultimo, dopo averlo tradotto, ha iniziato a scrivere e a pubblicare lui stesso racconti come “La Madonna Cadavere”, “Nei Loro Templi Oscuri”, “Crustunium la Profondata”, “Lo zio che ammazzava le Bestie”, e tanti altri ancora?… Non lo sappiamo, ma in ogni modo i racconti di Gigi – così come quelli di Lovecraft – ve li raccomandiamo!

Di seguito, il sommario completo di Studi Lovecraftiani n. 13:

Analisi tematica e diacronica di The Dream-Quest of Unknown Kadath e At the Mountains of Madness, di Giulio Dello Buono
Dalle architetture immaginarie all’architettura dell’alterità: La percezione del mondo nell’opera di H.P. Lovecraft, di Andrea Becherini e Giacomo Bencistà
Lovecraft e l’uovo di dinosauro, di Renzo Giorgetti
Le piante del dottor Cinderella: Motivi paralelli tra Gustav Meyrink e H.P. Lovecraft, di Umberto Sisia
Lovecraft e la Fisica, di Andrea Zaccaria
Carcosa, di Roberto Negrini
Oscuri castelli, cripte e creature mostruose: Lovecraft in Quake, di Lorenzo Davia
La Chiave e l’Abisso: Una lettura junghiana delle opere di Howard Phillips Lovecraft, di Mauro Pennisi
Il Pozzo degli Antichi, di H.P. Lovecraft
Fissa lo sguardo nel rosso occhio del tuo dio! Ovvero: il recalcitrante messia di Rivermouth: Un commento al film Cthulhu, di Luca Cesare Foffano
Recensioni, a cura di Pietro Guarriello
Ad criticos: La biblioteca del lovecraftiano erudito. Segnalazioni critiche bibliografiche, a cura di Andrea Bonazzi
Segnalazioni in breve. Libri, saggi e articoli sulla stampa relativi a HPL: Uscite 2010-2013, a cura della redazione.


Studi Lovecraftiani n. 13
Edizioni Dagon Press, Autunno 2013
brossura, illustrazioni in bianco e nero, 242 pagine, €16.50

La versione a copertina “classica” è ordinabile sul nostro shop on-line di Lulu.com, dove sono da ora disponibili a richiesta anche i numeri arretrati dall’8 al 12, insieme alla riedizione del n. 1.

La versione “restyling” con nuova copertina è ordinabile invece sul sito di Amazon.it, sul quale sono anche ordinabili i numeri 11 e 12 di Studi Lovecraftiani. Copie della versione “restyling” si possono  inoltre richiedere presso la nostra redazione (ma occorrono circa 2-3 settimane per evadere l’ordine).

Scrivere a: studilovecraft@yahoo.it. Informazioni e contatti: pagina web studilovecraftiani.blogspot.it. Pagina Facebook: facebook.com/dagon.press. Qui sotto, un’anteprima dai contenuti di Studi Lovecraftiani n. 13.

Pietro Guarriello

giovedì 17 ottobre 2013

Renzo Giorgetti, Lovecraft e la sincronicità

Lovecraft e la sincronicità, 2013, copertinaPubblicato dalle Edizioni Solfanelli di Chieti con una presentazione a firma di Sebastiano Fusco, Lovecraft e la sincronicità è il titolo del nuovo saggio che Renzo Giorgetti dedica ai temi del gentiluomo di Providence dopo le precedenti esplorazioni fra i tradizionali simbolismi di Archetipi lovecraftiani: l’Eterno Femminile, nel 2012, e Archetipi lovecraftiani: L’India e i Miti di Cthulhu del 2009.

“Una rete di fili invisibili avvolge la realtà costituendone la trama nascosta, un’opera d’arte che solo poche persone sanno afferrare nella sua interezza. Ogni tanto però qualche evento, qualche situazione, solleva il sottile velo di mistero, mostrando come leggi ben diverse da quelle comuni siano le vere reggitrici dell’ordine cosmico. In questo caso vi è la possibilità di scorgere i nessi più sottili che legano cose e persone, i legami reconditi che uniscono, tramite un medesimo significato, processi mentali e fisici tra di loro apparentemente separati. Nelle opere di taluni autori la rivelazione di tali contenuti è più evidente, emergendo in numerose occasioni, più o meno volontariamente, nell’ambito dell’atto creativo. Questo è il caso di Lovecraft che, grazie alla sua capacità di elaborazione fantastica ed al rapporto privilegiato con il mondo onirico riuscì, spesso in maniera indipendente dalla sua volontà, a mostrare le “coincidenze significative” che intessono la realtà, quei nessi non causali di cui già parlava Jung e che per millenni hanno costituito la base del pensiero magico”.

“Nei racconti lovecraftiani,” prosegue la presentazione editoriale, “sono molteplici queste coincidenze che, interessando luoghi, date, persone e situazioni tra le più varie, formano un quadro quanto mai eterogeneo, che si compone però in maniera completa in una superiore visione d’insieme. Sono state raccolte in questo volume le più notevoli, le più ‘significative’, quelle che, rimaste fino a questo momento sconosciute, saranno di sicuro aiuto per comprendere meglio sia Lovecraft che la sua arte, così come l’epoca attuale, che con quella del recente passato mantiene ancora molti tratti in comune”.

Informazioni sul volume presso le pagine web dell’editore.

Lovecraft e la sincronicità
Renzo Giorgetti
collana Micromegas, Edizioni Solfanelli, 2013
brossura, 128 pagine, €11.00
ISBN 9788874978236
Andrea Bonazzi

lunedì 22 aprile 2013

Il ritorno di Studi Lovecraftiani. Speciale “L’arte grafica di H.P. Lovecraft” e riedizione del numero 1

Studi Lovecraftiani: L’arte grafica di H.P. Lovecraft, copertina
A grande richiesta torna Studi Lovecraftiani, l’unica rivista italiana ed europea interamente dedicata allo scrittore H.P. Lovecraft e al suo mondo fantastico. E in attesa del nuovo, monumentale numero 13 (con oltre 250 pagine di articoli e saggi dedicati al Maestro di Providence) esce ora uno speciale tutto incentrato sulla vena artistica di H.P.L., qui indagato nelle sue qualità di illustratore e di disegnatore: L’arte grafica di H.P. Lovecraft, a cura di Francesco Brandoli, con una bella copertina opera dell’artista Matteo Bocci.

A farci da guida in questa interessantissima nonché illustratissima rassegna (sono infatti riprodotti all’interno dello speciale tutti i disegni e i bozzetti artistici realizzati dallo scrittore, delle vere rarità, alcuni dei quali non hanno mai visto prima la pubblicazione a stampa) è lo stesso Francesco Brandoli che qui sotto ci presenta e introduce l’aspetto artistico e più estroso, poco o per nulla conosciuto, dell’inventore dei “Miti di Cthulhu”:

“Persino Howard Phillips Lovecraft non è stato esente da certe velleità artistiche. Nell’immenso corpus documentaristico che il Solitario di Providence ha lasciato ai posteri (migliaia di documenti, di cui circa 3.000 sono conservati alla Brown University del Rhode Island – U.S.A.), sono presenti bozzetti, schizzi e talvolta veri e propri disegni che Lovecraft realizzò durante la propria vita. Si trattava principalmente di un esercizio ludico, per mezzo del quale l’Autore sembrava voler regalare un accessorio ai destinatari delle proprie missive; per lo più amici, reali o di penna, spesso scrittori come lui e altrettanto noti sulle pagine di riviste dell’epoca, prima fra tutte Weird Tales. Nello scorrere le epistole dello scrittore americano, risulta così facile imbattersi in rapidi schizzi, abbozzi o veri e propri disegni che lo stesso Lovecraft si è divertito ad appuntare nel corso di una lettera, inserendovi illustrazioni e didascalie; oppure, si possono trovare veloci abbozzi delle sue idee, frammisti a rapidi appunti delle stesse, nel tentativo di fissare in maniera più definita e intensa quell’immagine che forse temeva gli sfuggisse via, svicolando dalla sua mente in altre dimensioni spazio-temporali. Possiamo essere certi che Lovecraft sia stato un grande scrittore, ma era appunto questo: un ottimo narratore, non certo un illustratore. Eppure, i suoi disegni dimostrano una buona preparazione e una certa sensibilità artistica e immaginifica: soprattutto ci rivelano dettagli e informazioni supplementari rispetto a quanto già offertoci dal testo scritto. Ci svelano uno shunned Lovecraft. Un Lovecraft sfuggito e poliedrico, che ancora non conoscevamo e che, probabilmente, non sveleremo mai abbastanza”.

In questo inedito Speciale: H.P.L. artista e illustratore è anche tradotta per intero, per la prima volta in Italia, una lettera del 27 marzo 1934 indirizzata da Lovecraft a Franklin Lee Baldwin, nella quale il Sognatore di Providence si dilunga proprio sul suo rapporto con il mondo dell’arte e della rappresentazione grafica, confidandosi e svelandoci preziosissime informazioni su tale aspetto della sua vita.

Lo speciale L’arte grafica di H.P. Lovecraft conta settanta illustratissime pagine ed è ordinabile al prezzo di 10 Euro presso lo store on-line di Dagon Press su Lulu.com. In alternativa, un certo numero di copie è disponibile anche presso la redazione di Studi Lovecraftiani. Per richiederle, basta inviare una email a studilovecraft@yahoo.it e vi verranno fornite tutte le informazioni necessarie.

Studi Lovecraftiani #12 bis. L’arte grafica di H.P. Lovecraft
Speciale: H.P.L. artista e illustratore
(Autunno 2011), Dagon Press, 2013
brossura, illustrazioni in bianco e nero, 68 pagine, €10.00


Studi Lovecraftiani #1, riedizione, copertina
Ma le novità che ha in serbo la Dagon Press non finiscono certo qui: è pronta e disponibile anche la ristampa, rieditata e corretta, dell’esauritissimo primo numero di Studi Lovecraftiani, da tempo fuori catalogo e praticamente introvabile. Si tratta di un numero da collezione che, oltre a conformarsi al nuovo formato in volumetto (non più, quindi, il vecchio fascicolo spillato del 2005), aggiunge del materiale nuovo e originale, con nuova grafica e illustrazioni. Eccone dunque una presentazione:

“L’esordio editoriale di Studi Lovecraftiani, rivista di saggistica e di studio dedicata alla vita e all’opera di Howard Phillips Lovecraft, curata da Pietro Guarriello sotto il marchio della Dagon Press, ebbe luogo nella primavera del 2005. Pubblicazione amatoriale a diffusione controllata, «SL» ha da allora lo scopo di promuovere la critica e lo studio dell’autore dei Miti di Cthulhu attraverso saggi, documenti, articoli, notizie e recensioni, prospettandosi come un importante punto di riferimento per gli estimatori italiani del Gentiluomo di Providence. Il titolo della rivista non è casuale: si richiama infatti ai leggendari Lovecraft Studies americani (oggi diventati Lovecraft Annual) pubblicati sotto la direzione di S.T. Joshi, e al pari di questi si pone il fine di promuovere l’analisi e l’approfondimento dei vari aspetti che ruotano attorno a Lovecraft, alle sue creazioni e al suo mondo. Qui gli appassionati italiani dello Scrittore possono trovare un sicuro punto di riferimento, oltre che un’occasione di incontro e confronto. Stampato in origine come fanzine fotocopiata e spillata, del n. 1 di SL furono tirate 60 copie, che andarono subito esaurite. Da allora il fascicolo risulta irreperibile, e per questo abbiamo oggi deciso di iniziare una serie di ristampe che renderanno di nuovo disponibili, nel nuovo formato volumetto a stampa professionale, i primi ed esauritissimi numeri di Studi Lovecraftiani”.

Nel sommario di questo primo numero troviamo, dopo una dotta ed esauriente Introduzione agli studi lovecraftiani di S.T. Joshi, biografo e massimo esperto mondiale di H.P.L., una utile (per neofiti e non) Guida alla narrativa di H.P. Lovecraft presentata da Fabrizio Claudio Marcon e, a seguire, gli articoli La rivoluzione copernicana del Sognatore di Providence di Massimo Berruti e Scott-Elliot ispiratore di Lovecraft di Gianluca Casseri; quindi I discepoli di Erich Zann: Lovecraft e la musica, una panoramica a tutto rock (cthuliano, naturalmente) di Bruno Gargano, Elvezio Sciallis e Andrea Bonazzi sulle produzioni discografiche in tema, e ancora l’approfondito dossier Lovecraft: ipotesi di un viaggio in Italia dedicato all’omonimo “documentario” di Federico Greco e Roberto Leggio, andato in onda il 31 ottobre 2005 su Studio Universal. Lo speciale in questione comprende diverse schede informative e un’intervista esclusiva di Michele Tetro al regista Greco, insieme ad altri autorevoli interventi atti a puntualizzare la natura di finzione del breve film, surreale omaggio lovecraftiano altrimenti proposto in veste di realistico documentario. Rubriche, novità, recensioni librarie e varie segnalazioni completano il fascicolo, anch’esso ordinabile attraverso lo store di Dagon Press su Lulu.com (un limitato numero di copie è disponibile anche presso la redazione: scrivere a studilovecraft@yahoo.it).

Studi Lovecraftiani #1
riedizione
(Primavera 2005), Dagon Press, 2013
brossura, illustrazioni in bianco e nero, 110 pagine, €12.00

Informazioni sulle pagine web ufficiali di studilovecraftiani.blogspot.it. Qui sotto, una sostanziosa anteprima dai contenuti di entrambe le pubblicazioni.

Pietro Guarriello


sabato 13 aprile 2013

Clark Ashton Smith: A Critical Guide to the Man and His Work, seconda edizione

Clark Ashton Smith: A Critical Guide to the Man and His Work, 2013, copertina
Apparso originariamente nel 1990 per la collana “Starmont Reader’s Guide” dell’editrice americana Starmont House, questo di Steve Behrends è stato il primo esteso saggio bio-bibliografico su Clark Ashton Smith, prima monografia interamente dedicata allo scrittore e artista californiano.

Sguardo essenziale, finalmente, sulla vita e il lavoro di un autore fino ad allora relegato agli ambiti del fandom, il libro viene riproposto oggi come Clark Ashton Smith: A Critical Guide to the Man and His Work, Second Edition, una seconda edizione aggiornata ed espansa con nuovi contenuti in pubblicazione presso Borgo Press – un marchio editoriale Wildside Press.

“Clark Ashton Smith (1893-1961) fu un importante scrittore di fantasy e fantascienza durante la prima metà del XX secolo. Insieme a H.P. Lovecraft e Robert E. Howard, Smith fu uno dei «tre moschettieri» della leggendaria rivista Weird Tales, e firmò alcune delle più distinte (e controverse) narrazioni fantastiche mai apparse sulla Wonder Stories di Hugo Gernsback. I suoi «City of the Singing Flame» e «Vaults of Yoh-Vombis» sono dei classici riconosciuti in questo campo, ma rappresentano due esempi solamente di una carriera che ha prodotto più di cento racconti e oltre cinquecento poesie. La sua immaginazione ha percorso i regni esotici di Zothique, Poseidonis e Averoigne, ambientazione per intriganti racconti di bellezza e di morte – storie che esaltano immagine e atmosfera al di sopra dell’azione e della trama, narrate in uno stile floridamente ornato della prosa che gli conquistò i più ardenti ammiratori, influenzando autori come Ray Bradbury, Jack Vance e Bruce Sterling.”

Per l’occasione tradotta in italiano, prosegue poi la presentazione libraria dell’uscita:

“Questa seconda edizione del primo studio su Smith mai apparso in volume – una sostanziale disamina della sua vita e delle opere, la sua evoluzione artistica e il lascito letterario – include un supplementare apparato di saggi ad approfondire i più interessanti aspetti della sua narrativa, più un racconto di Marte dello stesso Smith, «Mnemoka», inedito in vita ma qui resuscitato dai frammenti bruciati del suo manoscritto. Attingendo a materiali inediti, alla corrispondenza e a conversazioni con gli amici e colleghi che gli sopravvissero, il critico Steve Behrends dipinge il ritratto di un Clark Ashton Smith come talentuoso e testardo iconoclasta, uno degli ultimi Romantici rimasti nel periodo d’apice del Realismo – un uomo nato al di fuori del suo tempo, trovandone evasione attraverso gli onirici viaggi della propria poesia e narrativa”.

Informazioni in dettaglio sulla scheda web dedicata presso il sito ufficiale www.wildsidebooks.com.

Clark Ashton Smith
A Critical Guide to the Man and His Work, Second Edition
Steve Behrends
Borgo Press, 2013
brossura 220 pagine, $14.99
ISBN 9781479400560
Andrea Bonazzi

mercoledì 10 aprile 2013

Il fachiro di Atlantide. Percorsi dell’immaginario tra avventure e misteri

Il fachiro di Atlantide, 2013, copertinaUna escursione nell’immaginario narrativo al tempo di Emilio Salgari, questa in cui Felice Pozzo ci conduce attraverso il suo saggio Il fachiro di Atlantide. Percorsi dell’immaginario tra avventure e misteri, edito dalla Associazione Culturale Il Foglio di Piombino. Un viaggio nei temi dell’esotico, dello strano e del meraviglioso tra suggestioni di scrittori quali Dumas, Verne ed Edgar Allan Poe, fra la leggenda e la letteratura popolare, personaggi fantastici e autentiche figure sensazionali o avventurose nei più classici luoghi del mito e del mistero.

“Dopo il rutilante revival di Emilio Salgari, durato un biennio (2011 - 2012) allo scopo di commemorarne rispettivamente morte e nascita, il papà del Corsaro Nero è qui richiamato in scena con un ruolo secondario: quello di imprescindibile caratterista la cui ben riposta fama di bulimico veicolatore di immaginario collettivo e di stereotipi funziona a meraviglia come filo d’Arianna nel labirinto delle leggende, dei miti, dei grandi misteri e delle più intriganti tematiche d’intrattenimento che lo hanno preceduto e seguito in libri di vario genere, oltre che sui palcoscenici, al cinema e in televisione. Si tratta di un percorso insolito, affrontato in modo sciolto ma argomentato e non privo di visuali inedite, dove prevale l’associazione di idee”.

“Sono così riproposti famosi autori del passato,” prosegue la presentazione editoriale dell’uscita, “da Edgar Allan Poe a Jules Verne, da Alexandre Dumas a John Dickson Carr, accanto ad altri caduti a torto nel dimenticatoio, come ad esempio Louis Jacolliot. Ritornano inoltre in scena, con risalto innovativo, personaggi mai dimenticati, sia reali, come Cagliostro, Houdini, Wandohobb, che d’immaginazione, come il Vampiro, il Fantasma dell’Opera e molti altri. Sono inoltre rievocati luoghi fantastici, altrettanto e forse ancora più noti, come Atlantide, Agarthi e la Terra Cava. Per non parlare delle sette segrete, del mesmerismo e del mentalismo da spettacolo, dei delitti nelle camere chiuse, di streghe e fate, robot, polipi giganti e mostri, di esplorazioni bizzarre e di investigatori dell’impossibile. Perché sotto il sole continuano a volteggiare i fantasmi dell’eterno Maelstrom azionato dagli imprinting dei Maestri ottocenteschi della carta stampata e dei loro allievi e colleghi a venire”.

Esperto e ricercatore di Emilio Salgari e la sua opera, Felice Pozzo ha pubblicato numerosi articoli e interventi sulla letteratura d’intrattenimento ed è autore di saggi quali Avventure ai Poli (Ist. Geografico Polare “Silvio Zavatti”, 1998), Emilio Salgari e dintorni (Liguori, 2000), L’officina segreta di Emilio Salgari (Mercurio, 2006), Nella giungla di carta. Itinerari toscani di Emilio Salgari (Bibliografia e informazione, 2010) e Il Corsaro Nero. Nel mondo di Emilio Salgari, quest’ultimo insieme a Pino Boero e Walter Fochesato (Franco Angeli, 2011). Ha inoltre curato diverse riedizioni critiche di Salgari – scoprendone fra l’altro il testo inedito La vendetta d’uno schiavo (Viglongo, 2011) – oltre ad antologie di racconti salgariani come Gli antropofaghi del mare del Corallo. Racconti ritrovati (Mondadori, 1995), Avventure di montagna (Vivalda, 2011), Storie con la maschera (Mephite, 2003), I racconti del Capitano (Magenes, 2006) e Il laboratorio magico di Emilio Salgari (Nerosubianco, 2012).

Maggiori informazioni sul volume presso il sito ufficiale della casa editrice www.ilfoglioletterario.it.

Il fachiro di Atlantide
Percorsi dell’immaginario tra avventure e misteri
Felice Pozzo
brossura, 210 pagine, €14.00
collana Archivi Diversi, Ass. Culturale Il Foglio, 2013
ISBN 9788876064203

Andrea Bonazzi

venerdì 22 marzo 2013

Dark Tales. Fiabe di paura e racconti del terrore

Dark Tales, 2013, copertinaCon il volume Dark Tales. Fiabe di paura e racconti del terrore, pubblicato per Aracne Editrice a cura di Sonia Maura Barillari e Andrea Scibilia, giungono finalmente a stampa gli atti del I Convegno di Studi sul Folklore e il Fantastico, tenuto a Genova il 21 e 22 novembre del 2009 nell’ambito della manifestazione Autunnonero.

Inaugurando la collana specifica “Autunnonero. Studi sul folklore e il fantastico”, l’edizione ripropone gli interventi presentati nel corso del primo convegno genovese, con i contributi di Danilo Arona, Sonia Maura Barillari, Francesco Benozzo, Chiara Camerani, Rita Caprini, Patrizia Caraffi, Carla Corradi Musi, Gianfranco Manfredi, Franco Pezzini, Paolo Portone e Massimo Stella.

“La collana «Autunnonero» intende proporre a un largo pubblico, non limitato a quello dei soli ‘specialisti’, una riflessione ad ampio raggio sul ‘fantastico’ declinato nelle sue diverse e molteplici esplicitazioni, in accordo con gli altrettanto diversi e molteplici approcci attraverso cui se ne possono scandagliare tanto le dinamiche interne quanto le potenzialità espressive. Il filo conduttore prescelto, l’ottica privilegiata, si inscrivono entro la cosiddetta ‘cultura horror’, intesa nel suo senso più pieno: ovvero come il luogo immateriale in cui il retaggio di tradizioni arcaiche si compenetra con le istanze della contemporaneità, fungendo da cassa di risonanza di memorie ataviche, di miti, leggende, credenze che nel nostro quotidiano trovano terreno fertile per continuare a sopravvivere, mutando spesso fisionomia e lineamenti ma conservando inalterata la loro sostanza, il loro senso originario e primo. In questa prospettiva i fenomeni di continuità, di conservazione – di temi narrativi, di motivi leggendari, di figure esemplari o enigmatiche... – che tenacemente tengono legato il nostro presente al remoto passato da cui è scaturito costituiscono il ‘filo rosso’ che percorre le culture, le civiltà, garantendo loro, per il tramite della memoria, una sopravvivenza consapevole delle proprie lontane radici, nonché partecipe delle dinamiche di trasformazione e rifunzionalizzazione che le sanno conservare vitali e produttive. Un ‘filo rosso’ che nel nesso meraviglia-terrore, sentimenti complementari irresistibilmente attratti verso il centro gravitazionale dell’affabulazione, trova uno dei suoi elementi fondanti, capace di improntare in maniera decisa e persistente il nostro immaginario”.

Questa l’introduzione alla collana, che prosegue con la presentazione della sua prima uscita: – “Da sempre l’uomo ha provato un sottile piacere nella paura: ovviamente non in quella realmente provata di fronte a un evento naturale o soprannaturale, ma in quella indotta dalla narrazione di fatti – veri o fittizi – accaduti ad altri, sia nell’orizzonte consueto e banale della vita quotidiana, sia in spazi e in tempi lontani o fantastici. A partire da tali considerazioni si vuole proporre un ventaglio di saggi intesi ad indagare i differenti apporti confluiti a delineare i ‘miti’ della cultura horror che permeano tante esperienze artistiche, letterarie, cinematografiche, fumettistiche e musicali oggi particolarmente in voga, sorrette da un costante e tenace favore di pubblico”.

scarica l'anteprima PDF, iconaInconfondibile in copertina l’illustrazione di Dave McKean adottata a emblema di Autunnonero 2009. Maggiori informazioni presso la pagina web dedicata su www.aracneeditrice.it, attraverso la quale pure è disponibile una anteprima in formato PDF (316 Kb) con le venti pagine iniziali del libro, comprensive della completa Introduzione. Qui a seguito un indice dei contenuti:

Introduzione – Sonia Maura Barillari
Parte I: Tra la vita e la morte. Racconti di spiriti e revenants
Gli “angeli neutrali”: cronistoria di una gerarchia apocrifa – Sonia Maura Barillari
Della necessità di allontanare i morti – Rita Caprini
I vampiri nella tradizione sciamanica e nell’immaginario popolare europeo occidentale – Carla Corradi Musi
Le lavandaie notturne nel folklore europeo: per una stratigrafia preistorica – Francesco Benozzo
Melissa, o della genesi di un (vero) fantasma contemporaneo – Danilo Arona
Parte II: L’evocazione del fantastico. Tra letteratura e fumetto
«...e nessuno ne restò». Miti e strutture del fantastico nero in Dieci piccoli indiani – Franco Pezzini
Da Magico Vento agli Ultimi Vampiri – Gianfranco Manfredi
Parte III: Il buio dentro. Destino e sessualità dal folklore al cinema
Sirene e altri ibridi mostruosamente femminili – Patrizia Caraffi
«Sono nata con un brutto destino»: le radici folkloriche dei racconti di streghe – Paolo Portone
Barbablù tra favola e realtà – Chiara Camerani
Neri giochi di storie: tra Baccanti e Edipo: le anticriste di Lars von Trier – Massimo Stella


Dark Tales
Fiabe di paura e racconti del terrore
a cura di Sonia Maura Barillari e Andrea Scibilia
brossura, 224 pagine, €12.00
Collana Autunnonero, Aracne Editrice, 2013
ISBN 978885485889
 
Andrea Bonazzi

mercoledì 13 febbraio 2013

SF Sociologica. La società del presente vista dal futuro in IF – Insolito e Fantastico #12

IF – Insolito e Fantastico #12, 2012, copertinaNella sua nuova impostazione, ora interamente riservata ai soli interventi critici, agli articoli, alle recensioni e le rassegne, è in arrivo il numero speciale di IF – Insolito e Fantastico dedicato alla SF Sociologica. La società del presente vista dal futuro, dodicesima uscita del trimestrale saggistico a esplorazione dei generi del fantastico, della fantascienza e dell’horror fino al giallo e il noir, pubblicato da Edizioni Tabula Fati per la consueta cura di Carlo Bordoni.

“C’era una volta la SF sociologica. Attorno agli anni Sessanta, prima della svolta politica del ’68 e della conseguente «pausa di riflessione», alcuni scrittori presero a misurarsi con temi più immediatamente vicini alla società del tempo. Segno di disagio o di una rinnovata coscienza civile, ma anche di un’improvvisa stanchezza per la narrativa tradizionale, con i suoi razzi, i viaggi interplanetari, le invasioni aliene e le colonizzazioni galattiche. Finito il tempo della guerra fredda, che aveva contrassegnato gli anni 50 con la paura dell’invasione comunista, metaforizzata nelle Starship Troopers (1959) di Heinlein e nei baccelli dei Body Snatchers (1954) di Jack Finney, la SF torna ad occuparsi del futuro imminente,” introduce Bordoni nel proprio editoriale “La SF Sociologica e le paure sociali del fantastico”, continuando nella presentazione di IF #12.

“La definiscono SF sociologica per sfumare la sua componente scientifica e mettere in risalto la sua vocazione critica nei confronti di una società postbellica che sta cambiando rapidamente, affrettandosi verso un futuro che non sembra poi così lontano. A differenza dei romanzi distopici di Wells, Orwell e Huxley, la SF sociologica è più leggera, pervasa di una trasparente ironia. Critica il presente con occhio divertito, mettendo in guardia contro la diversità possibile senza eccessivo pessimismo. La sua componente ottimistica, tipica del modello americano, non le impedisce di trattare con mano ferrea problemi sociali di grande rilevanza, certe volte anticipandone il verificarsi: si veda il caso di Pohl e Kornbluth (The Space Merchants, 1952) e dell’invadenza della pubblicità. Ma il timore sociale più avvertito in quel periodo di crescita economica, di benessere generalizzato e di fiducia nel progresso, che Bauman ha definito «i gloriosi trenta», è la sovrappopolazione. L’incubo di un mondo minacciato dalla più terribile delle profezie malthusiane, provocato dall’allungamento della vita media e dai progressi della medicina. Perché la sovrappopolazione non è solo affollamento, riduzione degli spazi, coabitazione, ma soprattutto condivisione delle sempre più ridotte riserve alimentari. Harry Harrison, pseudonimo di Henry Maxwell Dempsey (1925- 2012), ci ha offerto con Largo! Largo! (Make Room! Make Room!, 1966) l’inquietante affresco di un futuro ammalato di sovrappopolazione, dove si può uccidere per un secchio d’acqua potabile e l’energia elettrica si ricava dalla dinamo di una vecchia bicicletta. Più simile a un quartiere degradato di Bangkok che a una metropoli super-tecnologizzata del futuro, la sua New York del 1999 è un luogo orribile che dimostra l’inutilità dell’esistenza quando è priva dello spazio vitale”.

“Oggi che altri orrori, ben più cruenti, hanno preso il posto della minaccia della sovrappopolazione, la SF sociologica degli anni Sessanta ha perduto un po’ del suo carattere provocatorio, ma non di interesse per chi guarda a un futuro denso di incognite. La componente sociologica, semmai, è divenuta una costante di buona parte della narrativa fantastica, ormai lontana da un contenuto puramente d’evasione e dal piacere dell’avventura fine a se stesso. Nella sua parabola la fantascienza, come ogni altro prodotto culturale, torna sempre all’uomo”.

IF #12 – SF Sociologica propone una serie di saggi di rilievo: Riccardo Gramantieri si occupa di Skinner, Roberta Amato di Doris Lessing, Giuseppe Panella interviene su Pohl e Kornbluth, Stefano Manferlotti su Wells e Saramago. Guido Bulla scrive su Connolly e Orwell, Bruna Mancini su Ballard, Giuseppe Lippi su Buzzati e Annamaria Fassio su Tevis, mentre su Asimov si esprime Gian Filippo Pizzo. Seguono la seconda parte del lungo saggio di Arielle Saiber sulla fantascienza italiana e una rassegna di Claudio Asciuti sul cinema giapponese, oltre alle recensioni della vasta sezione “Visti & Letti”, ampliata a fornire uno spazio maggiore per la critica.

La rivista è distribuita principalmente in abbonamento postale. Ogni copia di 128 pagine illustrate al prezzo di 8.00 Euro. Abbonamento: 30.00 Euro per quattro numeri. Per informazioni, abbonamenti e richieste rivolgersi a rivistaif@yahoo.it. Tutti i dettagli presso le pagine web di insolitoefantastico.blogspot.it

SF Sociologica. La società del presente vista dal futuro
IF – Insolito e Fantastico #12
a cura di Carlo Bordoni
Edizioni Tabula Fati, 2012
brossura, 128 pagine, €8.00

Andrea Bonazzi

giovedì 7 febbraio 2013

Il senso del futuro. Carlo Pagetti e la fantascienza nella letteratura americana

Il senso del futuro, 2013, copertinaApparso nel 1970 per la Biblioteca di Studi Americani delle romane Edizioni di Storia e Letteratura, nel suo saggio Il senso del futuro. La fantascienza nella letteratura americana Carlo Pagetti riprendeva alcuni dei propri interventi pubblicati su Studi Americani, rielaborando altri temi proposti sul quotidiano Il Gazzettino e la rivista specializzata Gamma, sino a compilare quel che da subito sarebbe divenuto uno dei più autorevoli testi critici e divulgativi sulla science fiction letteraria statunitense scritti in italiano.

Una rinnovata edizione de Il senso del futuro viene riproposta oggi in libreria da Mimesis, a inaugurare la nuova collana tematica DeGenere diretta da Nicoletta Vallorani. Eccone la presentazione:

“La fantascienza ha ispirato il cinema, soprattutto nell’epoca degli effetti speciali. Ma questo affascinante genere ha le sue origini nobili nella letteratura. Questo libro ci guida alle radici della fantascienza, nei romanzi soprattutto di lingua anglosassone. Il primo romanzo del genere? I Viaggi di Gulliver di Jonathan Swift. Questa la tesi di Carlo Pagetti, uno dei più brillanti esperti del settore che ha il merito di aver portato lo studio della fantascienza nelle università italiane. Da Swift si passa poi a Herbert George Wells, fino ai classici dei nostri tempi come Ray Bradbury, Philip K. Dick e William Burroughs. Un affascinante viaggio che scopre il genere nei suoi ingredienti artigianali, nella struttura narrativa più genuina, cui la macchina tecnologica del cinema ha solo aggiunto elementi spettacolari. Questo libro è l’opportunità di immergersi in un’arte che parla direttamente alla nostra immaginazione, che scava nell’idea sempre in movimento del futuro possibile”.

Carlo Pagetti è insegnante di Letteratura inglese contemporanea e Cultura anglo-americana presso l’Università degli Studi di Milano. Ha pubblicato monografie e saggistica sul romanzo inglese e nord-americano, sull’utopia e l’immaginario scientifico, sui generi narrativi del Novecento e gli studi culturali. Del 2010 è Il corallo della vita, incentrato su Darwin e l’immaginario letterario. Ha tradotto e introdotto la trilogia dell’Enrico VI di Shakespeare, mentre Charles Dickens e Joseph Conrad sono tra gli autori da lui più volte visitati. Nell’ambito della fantascienza e del romanzo utopico ha pubblicato introduzioni, saggi e volumi sia in italiano che in inglese su H.G. Wells, George Orwell, Ursula K. Le Guin e altri scrittori americani. Dal 2000 cura le edizioni complete in italiano dell’opera narrativa di Philip K. Dick.

Informazioni complete sulle pagine Internet di Mimesis Edizioni.

Il senso del futuro. La fantascienza nella letteratura americana
Carlo Pagetti
collana Degenere, Mimesis Edizioni, 2013
brossura, 332 pagine, €26.00
ISBN 9788857513027

Tatiana Martino

lunedì 4 febbraio 2013

A Look Behind the Derleth Mythos: August Derleth oltre i miti di Cthulhu

A Look Behind the Derleth Mythos, 2012, copertinaDa solo e unico tutore della “eredità” letteraria di H.P. Lovecraft – tanto da vantarne (dubbi) diritti legali impedendo ad altri di scrivere narrativa sui “miti di Cthulhu”, da lui stesso così battezzati e codificati rigorosamente in un’interpretazione personale lontana dalle originarie concezioni –, a scrittore di supposte “continuazioni” dell’opera di Lovecraft, in realtà storie originali basate su un paio appena di brevissimi frammenti e su un taccuino di spunti lasciati dal sognatore di Providence… Insomma, da esclusivo custode e detentore dell’opera lovecraftiana, August Derleth si è ritrovato bersaglio dai primi anni 70, dopo la sua scomparsa, di innumerevoli critiche a proposito della propria gestione di un tale patrimonio. Indiscutibile nella propria abilità e versatilità come autore, la critica moderna ha da allora iniziato a ridimensionare i suoi interventi su Lovecraft, a chiarirne i drastici fraintendimenti e, in sostanza, ad accedere al gentiluomo del New England senza più finalmente filtri, limiti e intermediari, dando il via ai primi veri e propri studi critici e biografici.

In controtendenza a svariati decenni di un tale atteggiamento critico nei confronti di Derleth giunge adesso A Look Behind the Derleth Mythos: Origins of the Cthulhu Mythos, un corposo saggio di John D. Haefele inteso a rivalutarne l’operato e le attività nel suo complesso, pubblicato attraverso il marchio editoriale specializzato danese di H. Harksen Productions.

“È tempo di mettere le cose in chiaro. Per decenni i critici hanno ritratto August Derleth come un uomo intrattabile, uno sciocco e a volte persino un malvagio, macchiando il suo lascito nella storia del moderno racconto weird,” – tiene a puntualizzare la presentazione editoriale del volume, che prosegue: – “A Look Behind the Derleth Mythos: Origins of the Cthulhu Mythos contiene nuovi e completi studi nei quali, con argomentazioni forti e solide prove, John D. Haefele respinge le critiche e dimostra perché sia giunto il tempo di ristabilire la reputazione di Derleth, perché sia il momento di riconoscerlo come uno dei più grandi; un poliedrico, prodigioso e straordinario scrittore ed editore. Base della controversia sono le «collaborazioni postume» di Derleth con H.P. Lovecraft, coinvolgendo i suoi pastiches e il dibattito relativo ai «Miti di Cthulhu» contrapposti ai «Miti di Derleth». A questo e altro ancora guarda Haefele, analizzandolo in avvincente maniera. Con sorprendenti, eppure convincenti risultati”.

La prefazione è a firma di W.H. Pugmire, principale esponente della contemporanea narrativa dei miti di Cthulhu. In oltre quattrocento pagine comprendenti illustrazioni e riproduzioni iconografiche, il libro ripercorre le vicende del fondatore della Arkham House, la storia della casa editrice e di buona parte della weird fiction americana che ne attraversò le pagine.

Lo stesso John D. Haefele è autore fra l’altro della precedente monografia tematica August Derleth Redux: The Weird Tale 1930-1971, con la quale già nel 2009 prese a introdurre i medesimi argomenti.

Peccato per la scelta di rendere l’edizione disponibile nel solo formato a copertina rigida, rendendone così non esattamente abbordabile il prezzo di copertina. Tramite il sito web di lulu.com, che distribuisce il titolo, è disponibile un’anteprima di quattordici pagine – qui sotto consultabile – comprensive di prefazione, introduzione dell’autore, indici e bibliografia.

A Look Behind the Derleth Mythos
Origins of the Cthulhu Mythos
John D. Haefele
H. Harksen Productions, 2012
copertina rigida, 392 pagine, $59.99
ISBN 9788799499458
Andrea Bonazzi



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mercoledì 2 gennaio 2013

I giochi di Cthulhu: dadi, carte, joystick e Grandi Antichi

Pubblicato dalla casa editrice Wild Boar, I giochi di Cthulhu di Matteo Poropat è la seconda e più aggiornata edizione del precedente titolo L’influenza di H.P. Lovecraft sul mondo ludico, nato in cinque puntate fra il 2006 e il 2007 sulla scomparsa rivista Necro per poi svilupparsi nella forma di breve saggio tematico, peraltro il solo nel suo genere, apparso nel 2010 su Studi Lovecraftiani #12 e diffuso quindi sia in volumetto a stampa che nei formati ebook. Dell’anno sucessivo è invece una sua traduzione inglese come Playing With Lovecraft. Tentacular Influences in Popular Games.

“I giochi di Cthulhu è un viaggio avventuroso tra i passatempi ispirati agli scritti di Howard Phillips Lovecraft. Dai giochi di carte come Munchkin Cthulhu al più noto gioco di ruolo horror, Call of Cthulhu, dal boardgame Arkham Horror a videogames terrificanti come Dark Corners of the Earth, passando per titoli sconosciuti e autoproduzioni affascinanti”.

Drasticamente rieditata, e con l’integrazione dei nuovi giochi apparsi nel frattempo, la nuova versione prosegue a esplorare i punti di contatto e le contaminazioni tra la mitologia mostruosa e fantastica creata da H.P. Lovecraft e l’industria ludica mondiale, dal role-playing al gioco da tavolo e di carte sino al videogame.

La copertina è di Davide Marescotti. In appendice, l’articolo di Pietro Guarriello “Howard Phillips Lovecraft: Il personaggio che nacque dopo la sua morte” consente di inquadrare la figura dello scrittore di Providence, egli stesso un mito letterario, spesso frainteso in un’aura di confusione sfumata fra l’oggettiva realtà e le fantasie “leggendarie” diffuse sulla sua persona.

Informazioni sul blog dedicato giochicthulhu.blogspot.it e presso le pagine web del Wild Boar Virtual Shop.

I giochi di Cthulhu
Matteo Poropat
Wild Boar Edizioni, 2012
brossura, 65 pagine, €5.00
ISBN 9788895186078

Andrea Bonazzi

domenica 30 dicembre 2012

Unutterable Horror: S.T. Joshi e la sua “storia della narrativa soprannaturale”

SUnutterable Horror, vol. 1, copertina
Unutterable Horror, vol. 2, copertina

Già compilatore di collettivi lavori enciclopedici sull’horror letterario – con Supernatural Literature of the World (2005) o Icons of Horror and the Supernatural (2006), per esempio – oltre che autore di seminali saggi sul weird e della principale critica e ricerca biografica su Lovecraft, S.T. Joshi pubblica infine la sua lungamente attesa “storia della narrativa soprannaturale”, Unutterable Horror. A History of Supernatural Fiction, edita in Inghilterra da PS Publishing. Un saggio critico a scorrere in rassegna nascita e sviluppi delle storie sovrannaturali e del weird horror, nelle sue quasi settecento pagine, dagli albori della letteratura stessa sino alle migliori firme di genere emerse in questo primo scorcio di millennio, suddiviso il tutto in due distinti tomi venduti soltanto separatamente: Volume1: From Gilgamesh to the End of the Nineteenth Century e Volume 2: The Twentieth and Twenty-first Centuries.

“Questo libro era da molti anni in preparazione. Leggo narrativa horror piuttosto costantemente da quando avevo dieci anni, e sono uno studioso in questo campo da quando ne avevo circa diciassette (concentrandomi, inizialmente, su H.P. Lovecraft),” – scrive S.T. Joshi nella presentazione editoriale della doppia uscita.

“Unutterable Horror è il prodotto di cinque anni di solido lavoro, in un volume che raggiunge un totale di 312.000 parole coprendo l’intera gamma dell’orrore soprannaturale, dal Gilgamesh (1700 a.C.) ad autori contemporanei come Caitlin R. Kiernan e Laird Barron. Lungo tale percorso, tratto il romanzo gotico, Edgar Allan Poe, la ghost story vittoriana, Ambrose Bierce, i cinque “titani” del primo Ventesimo secolo (Arthur Machen, Lord Dunsany, Algernon Blackwood, M.R. James, H.P. Lovecraft) e Walter de la Mare, gli scrittori pulp americani da Robert Bloch a Ray Bradbury, il “boom” horror degli anni 70 e 80 (William Peter Blatty, Stephen King, Peter Straub, Clive Barker, Anne Rice), e molti altri ancora. Quest’opera è intesa non solamente come una storia del settore, ma come una guida ai migliori scritti in quest’ambito nell’arco dei due o tre secoli passati”.

Peccato per il costo cumulativamente non troppo abbordabile, moltiplicando per due le 35 sterline d’ogni singolo prezzo di copertina. Informazioni rispettivamente sul volume primo e sul volume secondo di Unutterable Horror sono disponibili presso le pagine ufficiali web della PS Publishing.

Unutterable Horror. A History of Supernatural Fiction
Volume1: From Gilgamesh to the End of the Nineteenth Century
S.T. Joshi
PS Publishing, 2012
copertina rigida, 358 pagine, £35.00
ISBN 9781848635234

Unutterable Horror. A History of Supernatural Fiction
Volume 2: The Twentieth and Twenty-first Centuries
S.T. Joshi
PS Publishing, 2012
copertina rigida, 320 pagine, £35.00
ISBN 9781848635241

Andrea Bonazzi

martedì 4 dicembre 2012

H.P. Lovecraft: Nightmare Countries, una “biografia per immagini”

H.P. Lovecraft: Nightmare Countries, 2012, copertina

Un’edizione estremamente “condensata” della canonica biografia di Howard Phillips Lovecraft scritta da S.T. Joshi, il suo massimo esperto, ma a buon motivo ridotta per lasciare spazio al sontuoso apparato iconografico che a tutti gli effetti rende questa H.P. Lovecraft: Nightmare Countries. The Master of Cosmic Horror una “biografia per immagini”.

“Benché vissuto e scomparso in relativa oscurità, H.P. Lovecraft ha ispirato autori horror e del fantastico tra i quali Stephen King, Robert Bloch (Psycho) e Robert E. Howard (Conan il Barbaro). I suoi fans a legioni in tutto il mondo gli sono rimasti devoti per quasi cent’anni, grazie all’epica mitologia delle sue terrifiche creazioni, come il mostro-divinità Cthulhu e il libro proibito Necronomicon,” – dice la quarta di copertina, che prosegue nel presentare l’edizione.

“Questa biografia illustrata mette in mostra pagine dai manoscritti nella calligrafia di Lovecraft assieme a rare foto, mappe e schizzi da lui disegnati e aneddoti rivelatori. Il testo esplora la vita isolata di Lovecraft e la sua devozione sia per la scienza che verso la scrittura, che l’hanno portato a popolare le inimmaginabili profondità del cosmo con i sinistri memento dell’insignificanza dell’umanità: Cthulhu, Yog-Sothoth, gli shoggoth e altri ancora. Un conclusivo capitolo discute l’esplosione della sua carriera postuma come un’icona, a suo modo, dell’underground e della cultura popolare influenzando la narrativa, la musica, i giochi, il fumetto e il cinema”.

H.P. Lovecraft: Nightmare Countries, paginePubblicato negli Stati Uniti dalla Metro Books, un marchio editoriale Sterling Publishing, il poderoso tomo illustra la vita e la carriera del Sognatore di Providence arricchendosi di foto, riproduzioni e documenti che passo a passo vanno ad accompagnare il testo di S.T. Joshi. La fitta e spesso indecifrabile calligrafia dello scrittore si rivela così nei propri manoscritti originali, dalla prima pagina di storie quali “Alle montagne della follia”, “L’ombra calata dal tempo” e “La cosa sulla soglia” agli esempi dal vastissimo epistolario, le lettere con il suo disegno dell’idolo di Cthulhu oppure, a matite colorate, del blasone araldico dei Lovecraft, sino alle pubblicazioni astronomiche giovanili realizzate a mano.

Curiosità come la riproduzione dei certificati di matrimonio e di morte si alternano a consuete e meno note fotografie personali e d’ambiente, a copertine e riferimenti editoriali, il tutto a grande e ben leggibile misura come raramente veduto in precedenza.

Il volume è infatti un cartonato di grandi dimensioni, largo 31 cm. per 26 in altezza, con illustrazioni e bordo a colori in ogni pagina – il che rende piuttosto sorprendente la sua fascia di prezzo, per una volta tanto contenuta. Unico limite è la distribuzione dell’uscita, allo stato attuale riservata esclusivamente ai bookstores della catena di Barnes & Noble.

Informazioni e acquisto, dunque, solo su barnesandnoble.com, mentre qui a seguito riportiamo il sommario dei capitoli:

Introduction
A Genuine Pagan (1890–1904)
Eccentric Recluse (1904–1914)
A Renewed Will to Live (1914–1924)
New York Exile (1924–1926)
The Creation of Cthulhu (1926–1931)
A Shadow Over Life (1932–1937)
The Mythos Grows
Author Biography
Image Credits


H.P. Lovecraft: Nightmare Countries
The Master of Cosmic Horror
S.T. Joshi
Metro Books, 2012
copertina rigida, 160 pagine a colori, $19.98
ISBN 9781435141520

Andrea Bonazzi

sabato 1 dicembre 2012

Detectives, mostri e fantasmi. Le grandi storie del brivido secondo Fernando Savater

Detectives, mostri e fantasmi, 2012, copertinaLo avevamo seguito attraverso avventure di pirati e fra i luoghi dell’immaginazione, ora Fernando Savater ci accompagna con le sue riflessioni sull’esperienza del leggere, sulla letteratura e i suoi generi, fin dentro alle atmosfere affascinanti dei “racconti del mistero” con Detectives, mostri e fantasmi. Le grandi storie del brivido, edito da Passigli nella traduzione di Valerio Nardoni e Alessio Casalini.

“Con «Detectives, mostri e fantasmi» si chiude la trilogia che Fernando Savater ha dedicato all’«arte di raccontare storie». Come nei due precedenti volumi «Pirati e altri avventurieri» e «Luoghi lontani e mondi immaginari», Savater passa in rassegna un’ampia serie di opere, svariando tra cinema e letteratura, e lo fa soprattutto da appassionato e intelligente lettore che confessa i suoi amori più antichi e mai abbandonati”.

La quarta di copertina prosegue quindi a presentare il viaggio sulle rotte dell’immaginario dal mystery alle sfumature gotiche nelle passioni dello scrittore spagnolo:

“Protagonisti di questo terzo volume sono i grandi autori «del brivido», in particolare Edgar Allan Poe e Agatha Christie, visti come due dei principali rappresentanti di una letteratura che da una parte non ha mai cessato di fondarsi sul «mistero» nelle sue molteplici forme, ma dall’altra ha sempre voluto affrontarlo con tutte le chiavi che ha a disposizione, prima di tutte quella della logica. Fra questi due versanti, si situano autori e personaggi indimenticabili, dal grande Sherlock Holmes all’epopea tragica di King Kong, dai maestri del racconto gotico come M.R. James e Lovecraft ad uno degli eroi dell’infanzia di Savater, il bambino William Brown con la sua banda di «fuorilegge». E poi: Ian Fleming e Michael Crichton, con le loro trasposizioni cinematografiche, e tanti altri autori noti e meno noti. Savater si mostra ancora una volta lettore onnivoro, ma non solo: ogni libro, ogni storia è un’occasione per riflettere non soltanto sulla letteratura e sulle differenze fra i diversi generi, ma anche sul nostro rapporto con i libri”.

Informazioni e approfondimenti sull’uscita sono disponibili sul sito ufficiale di Passigli Editori.

Detectives, mostri e fantasmi
Le grandi storie del brivido
Fernando Savater
collana Passigli Narrativa, Passigli Editori, 2012
brossura, 220 pagine, €18.00
ISBN 9788836813377
Tatiana Martino

domenica 25 novembre 2012

Critica e ricerca lovecraftiana in Lovecraft Annual no. 6

Lovecraft Annual no. 6, 2012, copertinaVero e proprio punto di riferimento per appassionati e studiosi in tutto il mondo, il Lovecraft Annual è una pubblicazione annuale di studi, di critica e ricerca su Howard Phillips Lovecraft curata da S.T. Joshi ed edita in forma di volumetto dall’americana Hippocampus Press: dal 2007 un’iniziativa intesa a prendere il posto dei classici Lovecraft Studies, i cui fascicoli hanno per decenni raccolto e pubblicato la più significativa saggistica internazionale sull’autore di Providence, presentata insieme a recensioni e annunci delle news dall’universo lovecraftiano e weird.

Dagli interventi critici dello scrittore Michael Cisco sul racconto “La paura in agguato” (The Lurking Fear) o di Scott Connors su “La casa delle streghe” (The Dreams in the Witch House), su Lovecraft Annual No. 6 troviamo riflessioni sulle razze e la guerra nei “miti” lovecraftiani, considerazioni sul linguaggio “perturbante” condiviso con l’opera di Edgar Allan Poe, sui rapporti con il modernismo e la letteratura del grottesco, e molto altro ancora; dai parallelismi e confronti tra la narrativa di Lovecraft e quella del ciclo di Sherlock Holmes fino ai consueti spazi per le notizie in breve e per le novità in recensione.

Informazioni presso il sito ufficiale web dell’editore. Qui a seguito l’indice dei contenuti al completo.

Race and War in the Lovecraft Mythos: A Philosophical Reflection – César Guarde Paz
Of Regner Lodbrog, Hugh Blair, and Mistranslations – Martin Andersson
The Shadow over “The Lurking Fear” – Michael Cisco
The Aboriginal in the Works of H.P. Lovecraft – James Goho
Envisaging the Cosmos: A Note on “The Dreams in the Witch House” – Scott Connors
Lovecraft, Absurdity, and the Modernist Grotesque – Sean Elliot Martin
Sources of Anxiety in Lovecraft’s “Polaris” – J.D. Worthington
Tekeli-li! Disturbing Language in Edgar Allan Poe and H. P. Lovecraft – Lynne Jamneck
Lovecraft’s 1937 Diary – Kenneth W. Faig, Jr.
The Case for “How the Enemy Came to Thlunrana” and The Case of Charles Dexter Ward – Peter Levi
Misperceptions of Malignity: Narrative Form and the Threat to America’s Modernity in “The Shadow over Innsmouth” – Anna Klein
Elementary, My Dear Lovecraft: H.P. Lovecraft and Sherlock Holmes – Gavin Callaghan
Review of The Annotated Revisions and Collaborations of H.P. Lovecraft, edited by S.T. Joshi – Steven J. Mariconda


Lovecraft Annual No. 6
a cura di S.T. Joshi
Hippocampus Press, 2012
brossura, 236 pagine, $15.00
ISBN 9781614980490

Andrea Bonazzi

giovedì 22 novembre 2012

IF – Insolito e Fantastico #11: Mainstream

IF – Insolito e Fantastico #11, copertinaQuesta volta si parla del Mainstream su IF – Insolito e Fantastico, trimestrale saggistico a esplorazione degli elementi fantastici nei diversi generi sia letterari che artistici, edito a Chieti da Tabula Fati per la puntuale cura di Carlo Bordoni.

I rapporti fra la letteratura “maggiore” e quella di genere in Italia sono il tema portante dell’undicesimo numero della rivista, che passa ora a proporre esclusivamente saggi e critica riservando la narrativa ad altre iniziative.

“Perché un numero speciale di IF dedicato al «Mainstream»? Perché il «Mainstream», termine tecnico usato dagli addetti ai lavori, è la «corrente principale» della letteratura, quella produzione alta o colta, dalla quale, per un antico pregiudizio, la fantascienza è generalmente esclusa. Eppure esistono legami, influenze, riferimenti, quasi contaminazioni, verrebbe voglia di dire, che dimostrano come tra la letteratura colta e la letteratura di consumo ci sia una stretta parentela. Anzi, che in fin dei conti si tratti di un grande oceano, dove la differenza la fa la qualità della scrittura. Non il soggetto e, tantomeno, il supporto cartaceo utilizzato. «Mainstream» è nato quasi da una scommessa. Pochi e rari sembravano essere i possibili accostamenti; tanto lontani da ogni influenza di genere apparivano i nostri scrittori più importanti. Invece, contrariamente alle previsioni, il materiale rinvenuto è stato talmente imponente che non è stato possibile raccogliere tutti i suggerimenti e ci siamo dovuti limitare a quelli meno scontati e più interessanti. Perché c’è molto di «genere» nella narrativa italiana, con insolite e sorprendenti presenze, da quelle di Fenoglio a Bassani, da Soldati a Alvaro, da Bacchelli a Malaparte”.

La presentazione editoriale prosegue con l’introdurre il nuovo attuale assetto di testata, oltre ad anticipare i contenuti della sua prossima uscita:

“Ma l’occasione di questo numero speciale interamente dedicato alla critica è anche adatto a realizzare un piccolo riassetto della nostra rivista, che ha superato il quarto anno di vita e sta raccogliendo sempre maggiori consensi, anche all’estero, oltre che ad aumentare il numero di collaboratori qualificati. Il nuovo assetto prevede l’eliminazione della sezione narrativa, che sarà dirottata su iniziative specifiche all’interno della casa editrice Solfanelli. L’intera paginazione sarà così riservata alla saggistica, agli interventi critici, alle rassegne e alle recensioni. Nella speranza che questo riassetto incontri il gradimento dei lettori, che in IF cercano soprattutto un riferimento critico di qualità, ci prepariamo a confezionare il prossimo numero 12, che vedrà in primo piano la SF Sociologica, in cui interverranno collaboratori d’eccezione, ma sarà anche un modo per ricordare Harry Harrison (1925-2012), lo scrittore che in Make Room! Make Room! (1966) ci ha regalato uno straordinario esempio di SF sociologica sui rischi della sovrappopolazione. Un numero, come sempre, da non perdere”.

IF – Insolito e Fantastico #11 comprende interventi di Claudio Asciuti, Roberto Barbolini, Walter Catalano, Gianfranco de Turris, Monica Farnetti, Domenico Gallo, Riccardo Gramantieri, Alfredo Luzi, Ada Neiger, Giuseppe Panella, Renato Pestriniero, Gian Filippo Pizzo, Romolo Runcini, e Arielle Saiber, nel rigoroso ordine alfabetico illustrato in copertina.

Maggiori dettagli presso le pagine web di insolitoefantastico.blogspot.it. La rivista è distribuita principalmente in abbonamento postale. Ogni copia di 128 pagine illustrate al prezzo di 8.00 Euro. Abbonamento: 30.00 Euro per quattro numeri. Per informazioni, abbonamenti e richieste rivolgersi a rivistaif@yahoo.it.

Mainstream
IF – Insolito e Fantastico #11
a cura di Carlo Bordoni
Edizioni Tabula Fati, 2012
brossura, 128 pagine, €8.00

Andrea Bonazzi

lunedì 19 novembre 2012

I figli di Beowulf 2012

I figli di Beowulf 2012, copertinaArriva con I figli di Beowulf 2012. Il nuovo fantasy italiano il quarto appuntamento nella serie di antologie originali dedicate al fantasy contemporaneo in Italia curate da Alberto Henriet per la Midgard Editrice di Perugia, in una selezione narrativa e saggistica quest’anno orientata in modo assai particolare sulle contaminazioni tra il genere western e il fantastico.

I Figli di Beowulf è una serie antologica che raccoglie il meglio del fantastico italiano nella misura del racconto e del saggio breve. Anche in questa edizione del 2012, vengono edite opere che spaziano nei vari sottogeneri del Fantasy italiano. Alberto Henriet presenta una nuova avventura, questa volta esoterica, del suo supereroe Capitan Aosta, alla ricerca della mitica città nordica dei Guerrieri Techno. Francesco Brandoli affronta il gothic-western, e il suo eroe solitario James Ulrich deve fronteggiare la minaccia inquietante di un villaggio western dominato dalle streghe. Andrea Coco affronta il lato «scientifico» del fantastico con un’avventura straordinaria che ha inizio all’aeroporto di Roma Fiumicino, mentre al fantasy classico è riconducibile il racconto di Alberto Rescio. Un noir di Tullio Bologna, e saggi di Lorenzo Spurio su Beowulf e di Giuseppe Panella sulla produzione Weird & Western di Robert E. Howard, completano questa singolare antologia”.

Illustrazioni interne in bianco e nero di Pompeo De Vito, mentre risalta in copertina una riproduzione dell’ottocentesco dipinto Jason Charming the Dragon di Salvator Rosa. Il volume è stampato con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Perugia, maggiori informazioni disponibili presso le pagine ufficiali web dell’editrice Midgard.

I figli di Beowulf 2012. Il nuovo fantasy italiano
a cura di Alberto Henriet
collana Narrativa, Midgard Editrice, 2012
brossura, 192 pagine, €18.50
ISBN 9788866720249

Andrea Bonazzi

venerdì 16 novembre 2012

Weird Realism: Lovecraft e il “Realismo speculativo” nella filosofia contemporanea

Weird Realism: Lovecraft and Philosophy, 2012, copertinaE se la narrativa di Howard Phillips Lovecraft fosse, per certa filosofia del giorno d’oggi, ciò che la poesia di Friedrich Hölderlin rappresentò nell’ispirare la fenomenologia di Heidegger? A ipotizzarlo e proporlo è il singolare saggio Weird Realism: Lovecraft and Philosophy scritto da Graham Harman e pubblicato da ZeroBooks, un marchio del gruppo editoriale anglo-americano John Hunt Publishing.

Docente di filosofia dell’Università Americana del Cairo, in Egitto, ed esponente dello Speculative Realism – o “Realismo speculativo” – fra le correnti della filosofia contemporanea, il professor Harman illustra la centrale posizione che l’opera del Gentiluomo di Providence può occupare nella prospettiva di quel che lui stesso definisce come Weird Realism. Un “Realismo weird” discusso nelle tre distinte sezioni del volume, da una prima introduttiva parte a sollevare i diversi e generali temi filosofici rintracciabili nelle storie di Lovecraft, alla seconda e più estesa che ne rileva i tratti attraverso alcuni dei racconti principali – “Il richiamo di Cthulhu”, “Il colore venuto dallo spazio”, “L’orrore di Dunwich”, “Colui che sussurrava nelle tenebre”, “Alle montagne della follia”, “L’ombra su innsmouth”, “I sogni nella casa stregata” e “L’ombra calata dal tempo”, citandone i titoli italiani – sino a ricollegare il tutto nei capitoli della conclusione.

“Quel che Hölderlin fu per Martin Heidegger, e Mallarmé per Jacques Derrida, è allo stesso modo H.P. Lovecraft per i filosofi del Realismo speculativo. Lovecraft fu uno dei più brillanti protagonisti delle riviste di horror e fantascienza, ma morì povero e relativamente sconosciuto durante gli anni 30. Nel 2005 è stato innalzato finalmente dallo stato di pulp ai canoni della letteratura classica, con l’uscita di un volume della Library of America dedicato alle sue opere” – come riporta il testo della quarta di copertina, per l’occasione reso in italiano.

“L’impatto di Lovecraft sulla filosofia si è sviluppato nel corso di più d’un decennio. Inizialmente sostenuto dall’ombroso guru Nick Land, negli anni 90 all’università di Warwick, fu in seguito scoperto come oggetto di fascinazione personale per tutti e quattro i membri originari del movimento del Realismo speculativo del Ventunesimo secolo. In questo libro, Graham Harman estrae le basilari concezioni filosofiche sottese nell’opera di Lovecraft, fornendo un Realismo weird in grado di liberare la filosofia continentale dalle sue attuali scoranti impasse. Abbandonando ogni pia referenza da Heidegger a Hölderlin e i Greci, Harman sviluppa una nuova mitologia filosofica incentrata su figure lovecraftiane come Cthulhu, Wilbur Whately, e la mostruosità rattiforme di Brown Jenkin. Il fiume Miskatonic prende il posto del Reno e dell’Ister, mentre il Caucaso di Hölderlin cede il passo alle antartiche Montagne della follia di Lovecraft”.

L’autore riprende ed elabora qui la propria e particolare visione filosofica dei lavori di Lovecraft, anticipata nel suo precedente articolo On the Horror of Phenomenology: Lovecraft and Husserl apparso sulla rivista specializzata Collapse, Vol. IV: Concept Horror (Urbanomic, maggio 2008).

Informazioni presso la pagina web dell’editrice Zero Books, mentre è possibile dare un’occhiata ai contenuti tramite il solito servizio “LookInside!” di Amazon, che ne presenta in anteprima alcune pagine. Per chi volesse approfondire in lingua inglese, un’interessante – e specialistica – recensione del saggio si trova sul Philosophy Blog di William Koch.

Weird Realism: Lovecraft and Philosophy
Graham Harman
Zero Books, 2012
brossura, 268 pagine, £14.99 / $24.95
ISBN 9781780992525

Andrea Bonazzi

sabato 10 novembre 2012

Cose dell’altro mondo. Metamorfosi del fantastico nella letteratura italiana del XX secolo

Cose dell’altro mondo. Metamorfosi del fantastico nella letteratura italiana del XX secolo, 2012, copertinaA cura di Patrizia Farinelli, le Edizioni ETS di Pisa pubblicano il volume Cose dell’altro mondo. Metamorfosi del fantastico nella letteratura italiana del XX secolo, una raccolta degli atti della Giornata internazionale di studi tenutasi a Lubiana, in Slovenia, il 29 ottobre del 2009, organizzata dalla sezione di Italianistica della Facolta di Lettere e Filosofia dell’Universita di Lubiana in collaborazione con l’Ambasciata Italiana e l’Istituto Italiano di Cultura in Slovenia. L’edizione riunisce i lavori saggistici proposti dagli studiosi intervenuti nel corso dell'incontro, di varia provenienza – sia italiana che slovena, croata e serba – e tutti accomunati da un interesse per le questioni teoriche e storico-letterarie relative al fantastico.

“A che punto si trova oggi la discussione teorica sul fantastico? E che ne è stato del fantastico nel XX secolo, specificamente nella letteratura italiana? Alcuni degli articoli qui raccolti cercano di rispondere alla prima domanda: vi si ripercorrono i problemi con cui si è scontrata la riflessione critico-teorica negli ultimi quarant’anni e si delineano dei percorsi alternativi d’indagine. In due casi questi percorsi sono orientati a rendere ragione dell’identità del testo senza che si ricorra affatto a una prassi classificatoria; in un terzo – riconosciuto che distinzioni di genere si rendono talvolta necessarie nella loro funzione strumentale – viene proposta una strategia tesa a evitare l’uso dei criteri finora più frequentemente adottati, giudicati poco convincenti. Altri articoli affrontano invece la seconda questione, di carattere storico-letterario, e illustrano come diversi scrittori del Novecento (Papini, Pirandello, Bontempelli, Landolfi, Savinio, Levi e Tomizza) abbiano rielaborato motivi e dispositivi narrativi ricorrenti nella letteratura che più spesso, per determinate ricorrenze tematiche e discorsive, si è soliti considerare fantastica oppure abbiano invitato a leggere in chiave fantastica le proprie opere attraverso l’attivazione di una scrittura basata sul doppio. La preoccupazione di fondo che guida tali interventi è di comprendere la funzione che il riuso e la risemantizzazione della tramandata letteratura fantastica in ogni singolo caso assolvono. Se i fenomeni analizzati rappresentino lo sviluppo di una precisa tradizione letteraria o non piuttosto la sua elusione (dietro ad un’apparente ripresa) o, ancora, la sua dissoluzione sono domande aperte, destinate a rimanere tali per la sfuggevolezza stessa del concetto di fantastico”.

Maggiori e dettagliate informazioni presso la pagina web dedicata sul sito di Edizioni ETS, dalla quale è possibile scaricare l’Indice, la completa Introduzione della curatrice, l’Indice dei nomi citati e la rassegna biografica de Gli autori, il tutto in quattro distinti PDF. Qui a seguito il sommario dei contenuti:

Premessa
Introduzione – Patrizia Farinelli
Fantastico e realta letteraria: un discrimen necessario? – Filippo Secchieri
Definire il fantastico, punto interrogativo – Srečko Fišer
Fantastici mondi possibili – Tatjana Peruško
Il diavolo senza corna. Simbolo e codice del fantastico papiniano – Giona Tuccini
Sei personaggi in cerca d’autore: una lettura fantastica – Dušica Todorović
Miracoli bontempelliani: il fantastico al filtro del Novecentismo – Patrizia Farinelli
Alberto Savinio e la storia metafisica di un mondo ordinario – Snježana Husić
«Al modo degli Icebergs»: parodia del fantastico nel Racconto d’autunno di Tommaso Landolfi – Silvia Contarini
Quaestio de centauris: i racconti di Primo Levi tra fantastico e fantascientifico – Irena Prosenc Šegula
Il fantastico istriano di Fulvio Tomizza – Sanja Roić
Il fantastico oggi: tra genere superato e scrittura emblematica – Tatjana Peruško
Indice dei nomi
Gli Autori


Cose dell’altro mondo
Metamorfosi del fantastico nella letteratura italiana del XX secolo
Atti della Giornata internazionale di studi (Lubiana 29.10.2009)
a cura di Patrizia Farinelli
fuori collana, Edizioni ETS, 2012
brossura, 174 pagine, €18.00
ISBN 9788846733290
Andrea Bonazzi

venerdì 19 ottobre 2012

Fenomenologia della fine del mondo. Science fiction e fantasy dall’Ottocento a oggi

Fenomenologia della fine del mondo, 2012, copertinaL’ombra della “fine dei tempi” certo non sfuma dopo il passaggio nel nuovo Millennio, né le suggestioni apocalittiche si estingueranno con l’imminente concludersi di un ciclo nell’ormai famoso calendario Maya.

Fra i più ricorrenti e antichi temi letterari, del mondo alla sua fine visto in due secoli di narrative del fantastico si occupa Fenomenologia della fine del mondo. Science fiction e fantasy dall’Ottocento a oggi, un saggio in volume di Riccardo Notte pubblicato a Roma da Bulzoni Editore.

“L’ingegneria genetica, le nanotecnologie, l’intelligenza Artificiale, la robotica, l’esplorazione spaziale e le reti promettono di espandere il potenziale umano ben oltre i limiti dell’immaginazione, ma la fiducia nelle sorti progressive dell’uomo è smentita dal diffondersi di una sotterranea ansietà. In questa situazione contraddittoria proliferano i millenarismi e si diffondono dubbie attese escatologiche che generano una mitridatizzazione di massa dell’apocalisse. Ma esiste un «genere» che più di ogni altro esplora limiti e potenzialità dell’uomo. In due secoli la science fiction ha formulato varie congetture apocalittiche, strettamente connesse alle conquiste scientifiche e tecnologiche, di fatto assumendo il ruolo di coscienza critica tecnica dell’uso politico dei suoi poteri. Fenomenologia della fine del mondo esplora la nascita, la maturità, gli sviluppi recenti e l’orizzonte teoretico e culturale di una forma letteraria che esprime un nuovo éschaton solo apparentemente mondano”.

Laureato in Filosofia presso l’Università “Federico II” di Napoli, Riccardo Notte è docente di Antropologia culturale presso l’Accademia di Brera a Milano. Redattore del bimestrale «Mass Media» fra 1988 e il ’95, ha lungamente collaborato a diversi quotidiani e periodici ed è stato commissario per la XIV Quadriennale di Roma. Si è occupato delle nuove tecnologie di comunicazione nei volumi Millennio virtuale (1996), La razza stellare (1999) e La condizione connettiva. Filosofia e antropologia del Metaverso (2002), quindi alle ricadute sociali e culturali dell’intelligenza artificiale pubblicando, fra l’altro, You, Robot. Antropologia della vita artificiale (2005) e Machina ex machina (2008).

Informazioni sul libro sono disponibili attraverso le pagine Internet di Bulzoni Editore. Qui sotto, invece, ne riportiamo l’indice dei contenuti:

Premessa
Capitolo I. Grandi apocalizzatori moderni
Capitolo II. Apocalissi mistiche e filosofiche del primo Novecento
Capitolo III. Futurismo apocalittico
Capitolo IV. Fuoco, terra, acqua
Capitolo V. Armageddon robotica
Capitolo VI. Nuove iconografie apocalittiche
Capitolo VII. Apocalittica e ridonanza
Bibliografia
Indice dei nomi


Fenomenologia della fine del mondo
Science fiction e fantasy dall’Ottocento a oggi
Riccardo Notte
collana Biblioteca di cultura, Bulzoni, 2012
brossura, 190 pagine, €16.00
ISBN 9788878706293
Tatiana Martino